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Ardea, il sindacato delle guardie giurate denuncia: «Strage evitabile»
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di Emilio Orlando
Strage di Ardea, secondo il sindacato delle guardie giurate si poteva evitare monitorando la detenzione delle armi .



<< Il gravissimo episodio avvenuto oggi ad Ardea, nel corso del quale sono rimasti uccisi un anziano e due bambini, è l’ennesimo di una serie di altrettanto sanguinosi fatti a seguito dei quali lo stato non ha assunto iniziative preventive di alcun genere - denuncia Vincenzo Del Vicario del sindacato Savip delle guardie giurate>>.



<< Il Ministero dell’Interno deve intervenire urgentemente per garantire, con sistemi automatizzati e interconnessi il controllo effettivo e il monitoraggio dei detentori delle armi - continua Del Vicario. E’ scandaloso, che dopo la morte dell’ex guardia giurata nessuno si sia preoccupato di ritirare armi e munizioni agli eredi, soprattutto dovendosi conoscere le condizioni in cui versava il giovane. Manca un sistema informatizzato di controllo, che pure era stato promesso e per il quale erano stati spesi ingenti fondi pubblici. Ma gli stessi accertamenti medici, con intervalli estremamente estesi, sono svolti secondo procedure risibili, prive di qualsiasi affidabilità e rimessi ad un circuito medico che, forse più orientato al profitto economico che all’accuratezza, non è in alcun modo controllato.Inoltre, sempre per favorire l’industria armiera, è consentito il possesso di un numero illimitato di armi lunghe e delle loro munizioni. La sparatoria di Guidonia del 4 novembre 2007, nulla ha insegnato, lasciando che persone che patiscono un disagio psichico siano lasciate senza controllo, fino al punto di mettere in pericolo l'altrui vita e rovinare quella propria e delle incolpevoli famiglie - conclude Del Vicario>>.

https://www.leggo.it/italia/cronache/a ... ge_evitabile-6020271.html

Data invio: Oggi alle 7:17
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Spari ad Ardea: uccide due bimbi e un anziano, poi si toglie la vita
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Spari ad Ardea: uccide due bimbi e un anziano, poi si toglie la vita Si tratta di un 34enne con problemi psichici, che dopo aver sparato si è barricato in casa. I carabinieri del Gis hanno fatto irruzione e lo hanno trovato morto, si è sparato con la stessa pistola usata contro le vittime. L'arma era del padre deceduto, una guardia giurata. Secondo un testimone, una quarta persona sarebbe scampata ai colpi

13 giugno 2021 Colpi d'arma da fuoco in strada ad Ardea, vicino a Roma, all'interno del consorzio Colle Romito. A essere colpiti due fratelli di 10 e 5 anni, che stavano giocando a pochi metri da casa, e un anziano di 84 anni, che stava transitando in bicicletta, morti nonostante i soccorsi e i tentativi di salvarli. Secondo un testimone, una quarta persona sarebbe scampata alla sparatoria: "C'era un altro uomo che ci ha raccontato che quel pazzo ha sparato anche a lui, che era uscito da casa con la carriola per buttare la spazzatura, ma senza colpirlo". Per il sindaco di Ardea, Mario Savarese, Andrea Pignani, 34enne con problemi psichici, conosceva le sue vittime: "Evidentemente sì, perché ha sparato con l'intenzione di colpire, altrimenti avrebbe sparato a casaccio", ha commentato. La domenica di Ardea, illuminata dal sole, è piombata nel buio a metà mattina. Gli spari, che a qualcuno in principio sono sembrati petardi, hanno lasciato a terra tre corpi. Sono passate da poco le 11 e arrivano le prime segnalazioni al 112. Poi, le ambulanze e l'elisoccorso raggiungono il luogo della sparatoria, in via degli Astri. Pignani, intanto, si è barricato in casa. "Salvatore era andato a fare un giro in bicicletta. Mi sono preoccupata perché non era rientrato per pranzo, mi hanno detto che c'era stata una sparatoria e l'ho scoperto così" ha detto la moglie dell'anziano signore, vittima insieme ai due bambini. Qualcuno, ha riferito il sindaco, racconta che Salvatore Ranieri "è morto per difendere i due bambini". Circondata l'abitazione in via Colle Romito, i negoziatori dei carabinieri hanno tentato una trattativa ma, dopo oltre 3 ore durante le quali l'uomo non ha risposto, si è resa necessaria l'azione del Gruppo di intervento speciale dei carabinieri (Gis) che ha fatto irruzione nella casa. ''Ho sentito un botto forte, il rumore di vetri rotti, uno sparo e poi dopo pochi secondi una scarica di mitraglietta, almeno 7 colpi'' ha riferito un vicino di casa di Pignani, raccontando l'inizio del blitz. L'uomo è stato trovato morto suicida, si è ucciso con la stessa arma usata nella sparatoria. La pistola era del padre morto a novembre dello scorso anno, una guardia giurata. Ai carabinieri sarebbe dovuta pervenire una segnalazione sulla detenzione della pistola da parte della famiglia, cosa che invece non si è verificata. ''Era arrivato qui da pochi mesi e da subito aveva creato problemi al consorzio. Alcune volte era già capitato che l'uomo uscisse di casa e sparasse in aria. Avevamo segnalato la cosa, ma non si era capito se avesse un'arma vera o una scacciacani'' ha detto il presidente del Consorzio di via di Colle Romito, Romano Catini. "Quando abbiamo sentito l'esplosione- ha continuato-, pensavamo fosse un petardo tirato da qualche bambino. Poi ci siamo avvicinati alla zona e abbiamo scoperto che invece erano colpi di pistola". "La famiglia dell'omicida- ha poi rivelato ancora- era conosciuta nel quartiere per episodi di molestie e degrado. Più volte sono stati segnalati alle forze dell'ordine. Basti pensare che una persona della nostra vigilanza interna ha il compito di tenere d'occhio quella villetta". Il padre dei bimbi: io ai domiciliari per droga e lui libero "A me per un po' di droga mi tengono ai domiciliari e questo con la pistola nessuno lo controllava, e guardate cosa ha fatto" avrebbe urlato, secondo vari testimoni oculari, il padre dei due bambini, mentre cercava di soccorrerli nell'area verde vicino alle villette dove è avvenuta la strage. Per Daniel e David "l'ambulanza è arrivata dopo mezz'ora, troppo tardi. Respiravano ancora, davano la mano al padre. Non hanno parlato perché non avevano le forze, ma davano la mano al padre" ha raccontato, in un video pubblicato su Repubblica, Stella di Gennaro, la nonna materna dei due bimbi. "Erano educati e rispettosi. Daniel, il più grande, aveva solo 9 e 10 in pagella. Ieri era venuto a casa mia e stava andando via senza salutarmi. Invece è tornato indietro e mi ha voluto dare un bacetto". "Ho ricevuto ora una telefonata che non avrei mai voluto avere". La nota dell'assessore alla Sanità del Lazio "Il Direttore Sanitario dell'Ares 118 mi ha appena comunicato che i medici soccorritori stanno facendo la constatazione di decesso per entrambi i bambini. Il primo a non farcela è stato il più piccolo, poi purtroppo è mancato anche il secondo bambino. Gli operatori intervenuti sul posto hanno impiegato tutti gli sforzi possibili per salvare le vittime con ripetuti tentativi di rianimazione, ma la situazione è apparsa fin da subito compromessa. Sono profondamente scosso per l'accaduto ed esprimo tutto il mio rammarico e le più sentite condoglianze ai familiari e all'intera comunità di Ardea che oggi vive un terribile lutto per questa tragedia". Così in una nota l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato. "Sono appena tornato dal luogo dove è accaduto il fatto, la parte alta di Colle Romito, un villaggio residenziale. Mi rattrista enormemente quanto è successo. Tutte le persone coinvolte sono residenti del consorzio, compresa la persona che ha sparato. Ho fornito tutte le indicazioni necessarie ai carabinieri, spero che venga preso al più presto. Sembra sia una persona instabile che già aveva manifestato comportamenti ostili. Pare che il tutto sia nato da una futile lite", ha sottolineato. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/arti ... 2b-a19f-d48baeecc8d5.html

Data invio: IEurope/Romeri alle 18:44
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Aurigemma-Blasi (FdI): “Massimo ribasso ricade esclusivamente su costo lavoro e sui lavoratori”
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Vigilanza privata, Aurigemma-Blasi (FdI): “Massimo ribasso ricade esclusivamente su costo lavoro e sui lavoratori”

ROMA – “Riteniamo che sia necessario ascoltare le istanze che provengono dal settore della sicurezza e vigilanza privata, che svolge servizi molto delicati e importanti, dove serve grande professionalità. Nel decreto semplificazioni, per quanto riguarda l’aggiudicazione delle gare di appalto, per questo comparto inizialmente era stato paventato l’utilizzo del criterio del massimo ribasso. Tale ipotesi sarebbe stata totalmente sbagliata e avrebbe soltanto creato ulteriori problemi per questo ambito. La preoccupazione, in particolar modo delle categorie, era dovuta al fatto che il massimo ribasso avrebbe provocato ricadute soprattutto sul costo del lavoro e sugli stessi lavoratori. Bisogna ricordare che queste imprese forniscono servizi, ed è molto importante la qualità offerta, e ciò è legato anche alla professionalità del personale”

Lo dichiarano in una nota il consigliere di Fratelli d’Italia della regione Lazio Antonello Aurigemma e l’esponente di Fratelli d’Italia Enzo Blasi

“Poi – prosegue Enzo Blasi – sulla questione del subappalto, in generale credo che tale argomento debba essere affrontato con molta attenzione, e personalmente resto convinto che allargare le briglie del subappalto sia errato. Ritengo, infine, che sia fondamentale e di assoluta rilevanza mettere in campo interventi mirati ed effettuare una riforma di questo settore, puntando su una precisa programmazione e pianificazione. Ribadisco, ancora una volta, che le priorità restano la qualità dei servizi offerti e la professionalità”

http://www.newtuscia.it/2021/06/10/vi ... to-lavoro-sui-lavoratori/

Data invio: 12/6 7:56
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Rapina a portavalori nel Tarantino, bottino da 90mila euro
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Rapina a portavalori nel Tarantino, bottino da 90mila euro
L’allarme è stato dato da alcuni passanti di San Giorgio Jonico
REDAZIONE ONLINE

04 Giugno 2021

TARANTO - Ammonterebbe a oltre 90mila euro, secondo quanto si apprende, il bottino di una rapina messa a segno questa mattina al personale di un portavalori blindato che stava per rifornire il denaro all’Ufficio postale di San Giorgio Jonico (Taranto), in via Trento. Ad agire sarebbero stati tre malviventi, armati di pistole, che hanno minacciato una guardia giurata scesa dal mezzo facendosi consegnare i sacchi contenenti il denaro. Poi sono fuggiti a bordo di un’auto. L’allarme è stato dato da alcuni passanti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno ascoltato i testimoni e avviato le indagini per cercare di identificare i responsabili. Al vaglio dei militari ci sono le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.i ... ttino-da-90mila-euro.html

Data invio: 7/6 18:39
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Incontro per la ricollocazione delle Guardie Giurate della “Vedetta2Mondialpol”
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Incontro per la ricollocazione delle Guardie Giurate della “Vedetta2Mondialpol”
Riunione in Prefettura tra le organizzazioni sindacali, le rappresentanze sindacali aziendali e gli Istituti di Vigilanza operanti in Granda

di Redazione - Lunedì 7 giugno 2021

Cuneo – Si è svolto il 3 giugno scorso, in Prefettura, l’incontro tra le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil e UilTucs-Uil, le rappresentanze sindacali aziendali ed i responsabili degli Istituti di Vigilanza operanti in provincia di Cuneo, per discutere delle ricadute occupazionali sul territorio dovute alla chiusura dell’unità locale dell’Istituto di Vigilanza “Vedetta 2 Mondialpol”.
Nel corso dell’incontro, coordinato dal Viceprefetto di Cuneo Dott. D’Angelo, le organizzazioni sindacali hanno chiesto ai rappresentanti degli Istituti di Vigilanza presenti (AllSystem SpA, Cittadini dell’Ordine, Telecontrol S.r.L., Vedetta2Mondialpol SpA, assente Fidelitas), la condivisione di un’intesa globale per la salvaguardia dell’occupazione sul territorio cuneese, dando una risposta reale alla necessità di ricollocazione delle “Guardie Particolari Giurate”, iniziando a farsi carico nell’immediato della ricollocazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Istituto di Vigilanza “Vedetta2Mondialpol”.
Il trasferimento dell’attività di trasporto valori da Cuneo a Collegno coinvolge 45 Guardie Particolari Giurate, per le quali si profilano deboli prospettive di continuità lavorativa, oltre ad un peggioramento delle condizioni di vita dal punto di vista economico e di pianificazione della vita familiare e sociale.
A seguito di un’ampia discussione, le parti hanno convenuto di proseguire il confronto al fine procedere alla stesura di un documento, discusso ed approfondito in sede Prefettizia e che veda coinvolti tutti gli Istituti di Vigilanza operanti sul territorio provinciale, per il mantenimento dei livelli occupazionali delle Guardie Giurate in provincia.
Parallelamente continua la trattativa con Vedetta2Mondialpol per garantire alle lavoratrici ed ai lavoratori che accetteranno il trasferimento, condizioni economiche ed organizzative che consentano il reale proseguimento dell’attività lavorativa.

https://www.laguida.it/2021/06/07/inco ... della-vedetta2mondialpol/

Data invio: 7/6 17:35
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Assalto armato in Autostrada, ma la reazione della guardia giurata sventa la rapina (Pretoria)
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Data invio: 7/6 5:08
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Massimo ribasso: pericolo scampato per la vigilanza privata
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L'intervista di Vigilanza Privata Online a Lorenzo Manca, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sicuritalia

Sospiro di sollievo per la mancata reintroduzione del criterio del massimo ribasso come regola per l’aggiudicazione delle gare d’appalto, paventata dal Decreto Semplificazioni 2021 e stralciata in corner, mentre la questione del subappalto è ancora oggetto di confronto. Il tema allarmava il comparto sicurezza e vigilanza privata, labour intensive e delicatissimo per contenuti e possibile impatto sulla collettività. Ci siamo confrontati con Lorenzo Manca, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sicuritalia.

Lo stop alla reintroduzione del criterio del prezzo più basso riaccende il dibattito sulla distinzione tra appalti di lavori e appalti di servizi. A suo avviso possono essere equiparabili?

Assolutamente no. La necessità di semplificare la farraginosa macchina burocratica italiana per dare corso al PNNR in tempi ragionevoli ha fatto perdere di vista al Governo che negli appalti di servizi, il cui peso nel nostro sistema economico è almeno equivalente a quello di opere ed all’acquisto di beni, semplificazione equivale a deregulation. Negli appalti di servizi occorrono tempi mediamente più lunghi per valutare la bontà di ciò che è stato erogato e quindi, ancor più che nell’acquisto di beni, si impone una valutazione preliminare sui requisiti dell’appaltatore e sulla qualità dell’offerta ancor più attenta. Ritornare alla regola del massimo ribasso nel settore dei servizi sarebbe stata una scelta esiziale: occorrono provvedimenti specifici per il terziario.

Che impatto potrebbe avere il ritorno del massimo ribasso nel comparto della sicurezza privata?

Deflagrante. O meglio: se l’intero meccanismo funzionasse correttamente con controlli puntuali, tempi ragionevoli e sanzioni rapide per chi sbaglia, nella sicurezza privata potrebbe forse essere riconsiderabile anche la regola del massimo ribasso. Ma poiché il meccanismo è inceppato sin dalla sua genesi e chi opera fuori dal perimetro delle regole continua a fare danni anche per anni prima di essere sanzionato, un ritorno alla regola del massimo ribasso potrebbe avere effetti deleteri, soprattutto nelle aree più critiche del paese.

Il nostro settore ha però definito delle tabelle di congruità che quantificano il costo del lavoro: sarebbe quindi possibile restare nel quadro delle regole anche con offerte fortemente ribassate?

Le tabelle di congruità erano nate per porre un limite nelle offerte al ribasso, a copertura almeno del costo del lavoro. Nel nostro ordinamento hanno anche permesso di superare il sistema delle cd “tariffe prefettizie”, anacronistiche rispetto all’evoluzione del mercato ed alla riforma imposta dall’Europa: anch’esse definivano un argine per garantire il rispetto degli adempimenti minimi e la copertura del costo del lavoro, in modo che la libera concorrenza potesse giocarsi su un terreno di qualità dei servizi offerti. La giurisprudenza ha però indebolito le tabelle di congruità, consentendo di dimostrare, nell’ambito della soggettività di ciascun offerente, situazioni e peculiarità virtuose. Ad oggi le tabelle non si possono quindi considerare come un riferimento imprescindibile.

In materia di subappalto si registra allo stato un’apertura a discutere, sul 40% dei subappalti, gli elementi qualitativi per rafforzare sicurezza e legalità (l’eliminazione dell’attuale tetto del 40% pare passata in cavalleria). In un settore come il nostro, caratterizzato dai network, cambierebbe qualcosa?

Allargare le briglie del subappalto è a mio avviso pericoloso, anche se nel nostro settore si utilizza solo per il comparto pubblico. Più la catena di erogazione del servizio è corta e meglio è per la qualità e l’economicità del servizio, nonché per il controllo della compliance. L’intermediazione ex articolo 115 del TULPS è utilizzata invece nel privato, dove il network offre al cliente una serie di servizi aggiuntivi e quella copertura totale del territorio che nessun operatore ad oggi potrebbe vantare (o che non sarebbe in ogni caso sostenibile per l’azienda e per il singolo cliente) e che viene richiesta per soddisfare i grandi committenti con problematiche più complesse e territorialità articolata. Il network opera con partner fiduciari per area e garantisce al cliente pianificazione, controllo, gestione e coordinamento. Non è ammesso il subappalto di subappalto.


https://www.federsicurezza.it/news.aspx?newId=402

Data invio: 5/6 11:22
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Follia all’Ospedale del Mare, vigilantes aggrediti con una stampella
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CRONACANAPOLI, VIGILANTES AGGREDITI ALL'OSPEDALE DEL MARE: LA DENUNCIA

Follia all’Ospedale del Mare, vigilantes aggrediti con una stampella dallo zio di un paziente del Pronto Soccorso

Maxi rissa all’Ospedale del Mare di Ponticelli, vigilantes aggrediti con una stampella dallo zio di un paziente del Pronto Soccorso. L’uomo, dopo essersi lamentato per “una diagnosi sbagliata”, si è scagliato violentemente contro le guardie giurate.

A riportare la vicenda sono stati gli operatori sanitari sulla pagina Facebook “Nessuno Tocchi Ippocrate”, che quotidianamente denuncia i soprusi e le aggressioni ai danni del personale sanitario.

“Alle 22:30 di ieri si è presentato al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare un 22enne che lamentava artromialgie diffuse. Al triage gli viene assegnato un codice verde.

Durante l’attesa, lo zio del ragazzo ha fatto presente ai sanitari che secondo “il suo parere” le condizioni del nipote erano più gravi di quanto diagnosticato al triage; poi ha iniziato a urlare e minacciare i presenti (infermieri del triage e medici).

Il personale di vigilanza si è avvicinato per calmare l’uomo, ma questi, con una stampella, ha colpito le tre guardie giurate. Sono così intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Napoli che hanno denunciato l’uomo, un 66enne incensurato, che ora deve rispondere di lesioni personali, minacce e interruzione di pubblico servizio.

Per le due guardie giurate 15 giorni di prognosi, per la terza 20 giorni per trauma cranico facciale con ematomi multipli al volto, escoriazioni al setto nasale e contusione al polso destro”.

“Non è più ammissibile lavorare in queste condizioni, non sussistono i requisiti di sicurezza e tranquillità necessari a svolgere il nostro delicatissimo lavoro!”, ha commentato il dott. Manuel Ruggiero, Presidente NTI.

https://napoli.zon.it/napoli-vigilante ... ale-del-mare-la-denuncia/

Data invio: 3/6 18:45
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Christian, l’incidente in moto e le gambe amputate: «Il mio esempio è Zanardi. Ho visto il buio, ma
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Christian, l’incidente in moto e le gambe amputate: «Il mio esempio è Zanardi. Ho visto il buio, ma ora sono felice»

Campione di canottaggio, 22 anni, Christian Volpi, livornese, racconta la sua rinascita. Gli amici lanciano una raccolta fondi per le protesi che in pochi giorni raggiunge 200mila euro
Jacopo Storni / Jacopo Storn i / CorriereTv
Adesso vuole tatuarsi una fenice. Perché lui questo si sente, una fenice. È morto, quasi morto, la notte del 12 maggio. E poi è risorto, il giorno successivo, salvato per miracolo. Risorto dalle sue ceneri, come una fenice. Christian Volpi, 22 anni, stava tornando a casa, nella periferia di Livorno, quando il suo motorino ha impattato il marciapiede. Era la sera dello scorso 12 maggio. Un urto terribile, le gambe contro un palo. La prima auto sul luogo dell’incidente è quella di un 27enne. Poi la macchina di una guardia giurata. Chiamano il 118, urlano che il ragazzo sta per morire. I medici li guidano al telefono. Il primo soccorritore si toglie la cintura dai pantaloni per fare un laccio emostatico alla prima gamba. La guardia giurata si toglie il cinturone della pistola per fare un laccio emostatico alla seconda gamba. Così il sangue fuoriesce più lento. Poi l’arrivo dell’ambulanza, la corsa in ospedale. Sembra spacciato, Christian.

E invece no, si salva, miracolosamente. Al suo risveglio però, quando solleva le coperte in ospedale, si accorge che le sue gambe non si sono più. Amputate. Panico, paura. «Una sensazione bruttissima, stavo per affogare in un bagno di depressione». Poi accade qualcosa. «È successo come quando stai per affogare in mare e il bagnino ti prende per la mano salvandoti. Mi sentivo al buio, abbandonato, poi ho visto mio padre e i miei fratelli, sono stati loro i bagnini che mi hanno salvato. E allora mi sono guardato e mi sono detto che ero ancora vivo, ho pensato che non dovevo guardare a quello che avevo perso, ma a quello che mi era rimasto e farne tesoro, sono stato così vicino alla morte da poter apprezzare la vita». E Christian rinasce. Guarda fuori dalla finestra e guarda il cielo. Un mare di cielo: «Non avevo mai guardato il cielo con quella intensità. Ero vivo, c’era il mondo attorno a me, quel giorno la morte è venuta da me, e forse, con lo stesso modo in cui sorrido a tutti, ho sorriso anche a lei, lasciandola tanto impressionata da darmi una seconda possibilità. Nei giorni seguenti all’operazione mi è capitato più e più volte di piangere, ma dalla felicità».

E Christian torna a sorridere, più forte di prima. Si scatta una foto sul letto d’ospedale che in pochi minuti diventa virale. I suoi amici lanciano una raccolta fondi per le protesi che in pochi giorni raggiunge 200mila euro (qui il link per donare gofundme.com/f/raccolta-fondi-per-chri). Scrive un post su Facebook: «Sì è vero, ho perso le gambe, ma non il cuore. Quindi vorrei cominciare a sfruttare questa seconda vita da qui, dicendovi solo una parola: amate. Amate il più possibile, perché la vita è troppo breve per essere mangiata dall’odio, dall’avidità, da tutti quei pensieri negativi che ognuno si porta sempre dietro come un grosso macigno che pesa sulla schiena. Liberatevene, perché non serve a niente, vi farà solo stare male e stancare senza motivo. Imparate ad apprezzare qualsiasi cosa la vita vi ponga davanti, dal più particolare al più banale dei gesti. Un fiore bellissimo, un tramonto, un abbraccio, il sorriso di un bambino». Poi il ritorno a casa, la sorpresa degli amici sotto il balcone ad applaudirlo. E lui, con la carrozzina sopra il tavolo per farsi vedere da tutti, fa partire i cori come fosse Freddie Mercury. Piange ancora, di gioia. E le sue parole, sembrano messaggi universali: «Ho perso qualcosa fuori, ma ho preso tanto dentro. La felicità non è avere tutto, ma godere di quel che si ha già». Christian è allenatore di canoa, non potrà più tornare a fare quello che faceva prima. Però sogna le Paraolimpiadi. «Voglio partecipare alla paracanoa a Parigi 2024. E voglio vincere». Ha comprato il libro di Alex Zanardi: «Non vedo l’ora di leggerlo, adesso per me lui è un esempio».

https://video.corriere.it/christian-l- ... 1d-11eb-97d8-c46abd749374

Data invio: 1/6 20:24
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Incidente sulla Porrettana a Vergato: schianto all'alba,muore guardia giurata
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Incidente sulla Porrettana a Vergato: schianto all'alba, c'è un morto
L'impatto tra un mezzo pesante e una auto non ha lasciato scampo al conducente. Strada bloccata, traffico deviato e soccorsi sul posto: per la vittima non c'è stato nulla da fare

Grave incidente all'alba a Vergato. Un uomo di circa 30 anni è morto in seguito a un incidente stradale, occorso in frazione Carbona, sulla Porrettana. Lo schianto si è verificato intorno alle sei del mattino, e ha coinvolto la vettura, una Fiat Panda, sulla quale viaggiava il deceduto e un camion autocarro per la raccolta rifiuti in conto Hera, condotto da un 37enne. L'impatto sembra essere stato molto forte e il trentenne, una guardia giurata, è stato sbalzato fuori dal veicolo, il quale è finito fuori strada in un campo adiacente.


La viabilità è stata deviata per ore sulla vecchia strada Porrettana in entrambe le direzioni, per poi riaprire nella tarda mattinata. Sul posto si sono recate le squadre Anas e i carabinieri del Radiomobile di Vergato per i rilievi e il ripristino del tratto. Ancora presto per definire l'esatta dinamica dell'incidente, in fase di ricostruzione.

https://www.bolognatoday.it/cronaca/in ... licottero-porrettana.html

Data invio: 1/6 20:23
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