Inviato da kio73il 15/3/2010 21:49:07 (12 letture)
Castel di Lama | Un 45enne di Giulianova, trovato dal servizio di vigilanza dell 'Ipercoop con una refurtiva da 1500 euro, è stato in seguito consegnato alle forze dell'ordine.
I carabinieri della Stazione di Villa Sant'Antonio di Castel di Lama hanno tratto in arresto sabato sera un cittadino residente in Abruzzo perché colto nella flagranza di furto aggravato in danno dell'Ipercoop del Centro Commerciale "Città delle Stelle".
G.P., 45enne di Giulianova (TE), già noto alle Forze dell'Ordine, prelevava, impossessandosene, numerose derrate alimentari e capi d'abbigliamento provocando effrazione sulle relative placche antitaccheggio.
Successivamente tentava di allontanarsi dell'ipermercato ma veniva bloccato dalla vigilanza privata e consegnato ai militari di Castel di Lama . La merce asportata veniva quantificata in 1500 euro circa e riconsegnata agli aventi diritto.
Dopo le formalità di rito G.P. veniva tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari a disposizione della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno.
Nella medesima serata i Carabinieri della Compagnia di Ascoli Piceno traevano in arresto A.A. 19enne di origini marocchine, anch'egli già noto, perché inottemperante al decreto di espulsione dal territorio nazionale emesso nei giorni precedenti dalla locale Questura.
Inviato da ADMINil 14/3/2010 18:30:45 (52 letture)
Quattro rumeni sono stati arrestati dai carabinieri in due distinti episodi per avere rubato generi alimentari in due supermercati a Genova.
Nel primo caso, avvenuto ieri alle 13.30 alla Coop di via Dalmazia, tre rumeni sono stati bloccati dalle guardie giurate e dai carabinieri dopo avere rubato generi alimentari per oltre cento euro e avere staccato le etichette dei prezzi dalle confezioni facendo scattare l’accusa di furto aggravato, che prevede l’arresto immediato.
In un secondo episodio, un rumeno è stato arrestato con le stesse modalità dopo avere rubato generi alimentari per oltre cento euro in un supermercato Basko in via Lagostena.
Inviato da ADMINil 13/3/2010 14:39:23 (224 letture)
Sparatoria tra Vigilantes e malviventi: nessun ferito
Solo per un caso non è finita nel sangue la sparatoria avvenuta l'altra sera a San Ferdinando di Puglia tra vigilantes e una banda di ladri d'auto. Quattro malviventi sono stati sorpresi mentre in via Settembrini stavano tentando di rubare una Lancia Delta parcheggiata nella zona. A quel punto vistisi scoperti dalle guardie giurate hanno tagliato la corda. Ne è nato un lungo inseguimento. Durante la fuga uno dei malviventi ha aperto improvvisamente lo sportello ed è scivolato fuori dall'abitacvolo dell'auto. I suoi complici, nel recuperarlo, hanno iniziato ad esplodere alcuni colpi di pistola verso i vigilantes che a loro volta hanno risposto al fuoco. Nei momenti di concitazione i ladri sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Complessivamente sono stati esplosi oltre 20 proiettili calibro 9x21. Sul posto i carabinieri non hanno rinvenuto tracce di sangue. Nessuna persona inoltre si sarebbe presentata in ospedale per farsi medicare ferite d'arma da fuoco. Questo lascia supporre agli organi investigativi che non ci sarebbero feriti.
Inviato da Marco Fuscoil 13/3/2010 12:50:29 (87 letture)
Marco Fusco attacca il Sindacato Ugl presente nella Cooperativa di Lvaoro di Maddaloni
MISANO ADRIATICO, 13/03/2010 (informazione.it - comunicati stampa) Sul caso della cooperativa di vigilanza “Terra di Lavoro” di Maddaloni, il Sindacato Nazionale Guardie Giurate attacca la Ugl Caserta per “mancato operato sindacale”. Cosa ha fatto l’Ugl per i lavoratori della cooperativa ‘Terra di Lavoro’ in questi ultimi anni? Quali sistemi di tutela sindacale avrà mai adottato il suo referente provinciale Mastellone per gli iscritti in ambito Terra di Lavoro?”. Sono gli interrogativi che si pone il segretario nazionale della Sngg, Marco Fusco, che continua: “Da quanto ci risulta il Signor Antonio Mastellone è: referente provinciale Ugl; siede nel consiglio di amministrazione della cooperativa ‘Terra di Lavoro’ di Maddaloni; ha iscritti nello stesso Istituto di Vigilanza”. Poi l’affondo: “Il ruolo dell’Ugl nella cooperativa di vigilanza qual è? Tutela le Guardie Giurate o impone il proprio volere con delibere nel Cda?”. Fusco evidenzia che “tutta questa situazione venutasi a creare negli anni è solo il frutto di un evidente cattiva gestione, di scelte non proprio brillanti per non dire catastrofiche, e soprattutto di un evidente menefreghismo sindacale modello ‘finché la barca và, lasciala andare’”. Il segretario del Sngg non risparmia nemmeno le istituzioni: “Che tipo di controllo hanno effettuato le Istituzioni locali? Visti i fatti, sembrerebbe proprio che, se i controlli ci sono stati evidentemente sono stati effettuati all’acqua di rose. Chi controlla il controllore?”. E, infine, invita, Mastellone della Ugl a dimettersi dal cda di ‘Terra di Lavoro’: “Non si può stare con due piedi in una scarpa”.
Bologna: ordigno contro Tribunale, a processo ex guardia giurata (2)
(Adnkronos) - E' per queste ragioni che il 16 dicembre Guarnieri fece esplodere un ordigno artigianale sotto le finestre dell'Unep (Ufficio notifiche, esecuzioni e protesti) della Corte d'Appello, in vicolo Monticelli a Bologna. Lo sfratto, dal suo appartamento in via De Nicola, era stato eseguito solo l'1 dicembre, dopo diversi tentativi falliti perche' non si faceva mai trovare.
Inviato da ADMINil 12/3/2010 21:36:49 (179 letture)
BOLOGNA, STRAPPA PISTOLA A GUARDIA GIURATA E SI UCCIDE
Un uomo di 51 anni si è suicidato questa mattina attorno alle 7 a Ozzano Emilia, nel Bolognese, dopo aver strappato la pistola ad un amico vicino di casa, che è una guardia giurata. L'uomo, originario del Beneventano, era operaio in una ditta, la Falper, di Ozzano. Nell'agosto scorso aveva dovuto sottoporsi ad un operazione chirurgica, per curare un'ernia al disco. Gli era rimasto un forte dolore, alla gamba, che gli rendeva anche difficile dormire. Per questo da alcuni mesi era molto abbattuto. Pur essendo tornato al lavoro aveva confidato ad alcuni vicini di aver anche pensato di prendersi altri periodi di malattia, ma temeva ripercussioni sul lavoro e in particolare di perdere il posto. Ipotesi però, quella del licenziamento, che è stata esclusa con gli inquirenti dalla moglie. L'uomo, ha raccontato la guardia giurata di 60 anni, ha atteso l'amico nel garage del condominio di viale II Giugno. Dopo averlo avvicinato, gli ha sfilato il revolver con un movimento fulmineo, sparandosi al capo. È morto in pochi istanti. La moglie, che si era insospettita per l'uscita mattiniera, l'aveva seguito e ha sentito il colpo mentre era sulle scale. I carabinieri della Compagnia di San Lazzaro di Savena e il pm di turno della Procura Lorenzo Gestri hanno a lungo lavorato per ricostruire l'accaduto, ma al momento tutti gli elementi disponibili avvalorano il racconto della guardia giurata. La vittima non ha lasciato biglietti. Non si esclude che, sapendo a che ora l'amico rientrava abitualmente dal lavoro (gli portava spesso i giornali a fine turno), lo abbia atteso proprio per potergli prendere la pistola
Inviato da Marco Fuscoil 12/3/2010 11:45:39 (44 letture)
Anche il Sindacato Nazionale dei vigilantes in sciopero.
MISANO ADRIATICO, 12/03/2010 (informazione.it - comunicati stampa) Con una nota diffusa già nella giornata i ieri, il Sindacato Nazionale Guardie Giurate ha fatto sapere che parteciperà allo sciopero indetto per il giorno 19 Marzo presso l'Azienda di vigilanza privata "Terra di Lavoro" di Maddaloni in provincia di Caserta. Il tutto dettato dalla mancata convocazione dei sindacati per fare chiarezza sulla situazione economica dell'azienda stessa e sulla mancata applicazione del CCNL di categoria. nella nota Giuseppe Cuccurullo, da sempre attento all'evolversi della situazione della cooperativa di lavoro ha anche comunicato: "Con la presente si informa che il Sindacato in epigrafe, il giorno 19 c.m. aderirà allo sciopero proclamato insieme alla CGIL, CONSIL e CONFSAL, contro la dirigenza della Cooperativa di Vigilanza Privata “Terra di Lavoro”. Lo sciopero si è reso indispensabile, anche perché nonostante i ripetuti tentativi di incontro, il Presidente non si è degnato nemmeno di una risposta. Tali richieste di incontri erano mirati a discutere dei gravi problemi interni sia economici che lavorativi. La situazione economica è ben nota a tutti, ma quella organizzativa e lavorativa è all’oscuro di tutti o almeno si finge di non sapere. Infatti, oltre a non rispettare il CCNL di categoria, e il monte ore ne è una prova, non si rispetta neanche la più elementare legge del 20 maggio 1970 n° 300 legge basilare dello statuto dei lavoratori. La cosa più importante e più grave, e qui subentra la responsabilità degli organi di controllo, sembrerebbe che la cooperativa in oggetto abbia l’inquadramento all’INPS di Caserta nel settore TERZIARIO come del resto previsto per tutte le ditte che esercitano attività di vigilanza per conto terzi dal D.M. 18 luglio 1983. E quindi molto probabilmente la stessa ditta ha usufruito dei benefici contributivi previsti dal D.P.R. n° 602 del 30 aprile 1970 ESCLUSIVAMENTE per i soci lavoratori SUBORDINATI. In seguito a ciò questa O.S. una volta che questa ipotesi fosse vera, avremmo chiesto alla Direzione o al CdA, di trattare i propri soci lavoratori come subordinati e non solo come soci lavoratori, perché se è vero che la cooperativa è iscritta presso l’INPS come detto sopra, tutti i lavoratori avranno diritto a tutto ciò che il CCNL di categoria recita. Pertanto, chiederemo una verifica in merito a tutti gli Organi competenti: Direzione Provinciale del Lavoro di Caserta, Comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, Prefettura di Caserta e Questura di Caserta.". Il clima è diventato incandescente e si presume che questa astensione dal lavoro possa essere la prima di una lunga serie.
Inviato da ADMINil 11/3/2010 14:23:09 (67 letture)
CIVIS Augustus celebra 20 anni di comunicazione sulla sicurezza La CIVIS Augustus, Istituto di Vigilanza di Rimini, promuove sabato alle 17.30 la mostra al Palazzo del Podestà “Sicuramente ironici. Sicuramente affidabili”. | 11 marzo 2010 | 50 pannelli tra manifesti, locandine, pubblicità, sponsorizzazioni sportive e culturali degli ultimi 20 anni di comunicazione sulla sicurezza. La CIVIS Augustus, Istituto di Vigilanza di Rimini, promuove la mostra “Sicuramente ironici. Sicuramente affidabili – Un’operatività ed una comunicazione che da oltre 20 anni ci contraddistingue”. È un percorso di 50 pannelli tra manifesti, locandine, pubblicità, sponsorizzazioni sportive e culturali relativi agli ultimi due decenni di comunicazione aziendale sulla sicurezza. L’esposizione, che ha patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini, Interverrà Arturo Menghi Sartorio, Presidente Civis Augustus Rimini. La giornata sarà accompagnata dalla musica del Quartetto d’Archi dell’Istituto Musicale Pareggiato “G. Lettimi” e saranno presenti alcuni agenti e dipendenti che hanno contributo con la propria competenza a costruire l’immagine affidabile della Civis Augustus. Tra questi Valerio Betti, a Rimini autentico incubo dei borseggiatori ed autore di migliaia di interventi a protezione di persone nel mirino di malviventi.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni sino al 21 marzo 2010 dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Il sabato e la domenica, oltre al pomeriggio, anche al mattino dalle ore 10.00 alle ore 12.30.
La presentazione dell'evento:
PERCHÉ QUESTA MOSTRA? “Perché – risponde Arturo Menghi Sartorio – il tema della sicurezza è di grande attualità e ci è piaciuta l’idea di trasferire ai visitatori della mostra la nostra filosofia, quella che poi ha caratterizzato vent’anni di comunicazione. Si è pensato di ideare un appuntamento che possa aprire un ulteriore canale di collegamento tra la Civis e le persone. E’ un’ulteriore iniziativa di carattere culturale voluta dall’azienda per cercare di restituire al territorio ciò che riceve, celebrando, e ringraziando, clienti e partner”. L’importante era, ed è, trasmettere un senso di protezione e di fiducia in maniera semplice, nel tentativo di strappare un sorriso, che è poi un’espressione naturale in uno stato di sicurezza e di tranquillità. CIVIS AUGUSTUS DI RIMINI Opera nella provincia di Rimini dal 1974 e conta 95 dipendenti, di cui una novantina guardie giurate in costante collaborazione con le Forze dell’Ordine. CIVIS fa parte di Co.G.I.V., il Consorzio Gestione Istituti di Vigilanza, a cui fanno capo la Ronda Faentina (a Faenza dal 1981), Il Rubicone (a Cesena dal 1980), la Vigilanza Ravennate (a Ravenna dal 1965), la Cities Service Police (a Cervia dal 1979) e la Civis Paza (Bucarest).
Inviato da ADMINil 11/3/2010 10:16:05 (44 letture)
Omicidio Pintus, dichiarato "pazzo" l'assassino
Due colpi di pistola sono bastati per uccidere lo zio, noto neuropsichiatra, dirigente del distretto socio sanitario del palazzo della Salute a Genova Sampierdarena. A uccidere Pietro Pintus, lo scorso maggio, è stato infatti Pietro Cocco, il nipote, 28enne, guardia giurata di Tempio, in Sardegna, dichiarato infermo di mente. Il 28enne si era preso una settimana di ferie e aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per una breve vacanza. In realtà, Cocco era partito dalla Sardegna con la chiara intenzione di assassinare lo zio. All'inizio si pensava che il movente dipendesse da alcuni traumi infantili, oggi, a distanza di 10 mesi, i periti sono certi che non ci sia stato un vero movente a far muovere il grilletto di Cocco. Il ragazzo sarà internato nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino, in Toscana.
Inviato da ADMINil 10/3/2010 21:05:16 (157 letture)
Agrigento, tenente di istituto vigilanza trovato cadavere nella camera di un bad e breakfast.
Quando i vigili del fuoco e il personale medico del 118 sono entrati nella camera di un bad e breakfast, per lui non c’era più niente da fare. Probabilmente, Raffaele Sollevanti, 57 anni, di Città di Castello, ma da tempo residente a Viterbo, era già morto da ore. Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, in un letto di un bad e breakfast, situato in via Saponara, nel centro storico della città dei templi. Sollevanti tenente della Securpol, l’istituto di vigilanza e trasporti valori, era arrivato ad Agrigento, nel pomeriggio di martedì, per motivi di lavoro. Sulle cause della morte, ancora non c’è alcuna certezza, anche se i poliziotti della sezione Volante hanno escluso il suicidio e l’omicidio. Al momento, in attesa dei risultati ufficiali del medico legale, l’unica ipotesi rimasta in piedi è quella del malore.
Inviato da kio73il 15/3/2010 12:14:34 (107 letture)
“Gli agenti e le agenti di custodia (o agente penitenziario) sono funzionari cantonali giurati con il compito di sorvegliare le persone in detenzione preventiva presso carceri pretoriali o i detenuti in un’istituzione per l’esecuzione delle pene e/o delle misure. Per svolgere questo delicato compito sono tenuti ad acquisire una formazione adeguata al sistema carcerario del nostro paese, ad agire conformemente alle leggi e ai regolamenti, nel rispetto dei diritti delle persone private della libertà. Essi accompagnano i detenuti durante tutto il periodo della detenzione, ne favoriscono la responsabilizzazione e la capacità di vivere nel rispetto delle leggi. Gli agenti di custodia assumono funzioni di sorveglianza, di ordine, di conduzione e di sicurezza come pure funzioni di accompagnamento educativo.
Le attività degli agenti di custodia presuppongono un elevato grado di maturità personale. Essi devono possedere quelle capacità sociali e personali indispensabili per entrare in relazione con i detenuti in modo adeguato, per capire e analizzare accuratamente il loro comportamento, per valutare in modo corretto le diverse situazioni e per gestirle di conseguenza in modo appropriato.”
La citazione è tolta dal sito web del Dipartimento delle istituzioni, responsabile della conduzione del Penitenziario cantonale. Appare subito evidente che il ruolo dell’agente di custodia non si limita a compiti di sicurezza, ma assume funzioni fondamentali per favorire il reinserimento sociale dei detenuti. “Non guardiani, ma operatori sociali” era il loro motto anni fa quando rivendicavano, con l’appoggio del sindacato, un’adeguata formazione.
Il Penitenziario è una struttura complessa e delicata. Periodicamente sorgono problemi e disagi, come rilevato tra l’altro anche dal rapporto 1. aprile 2008 di Henri Nuoffer, Segretario della Conferenza latina dei direttori dei Dipartimenti di giustizia e polizia.
Per questa ragione la sua gestione deve essere attenta e rigorosa.
A questo riguardo preoccupano alcune scelte effettuate dal Dipartimento o dal Consiglio di Stato. Ci riferiamo alla privatizzazione parziale del servizio di sorveglianza. Due sono le questioni:
1) Da qualche tempo la ronda esterna viene appaltata ad agenzie private di sicurezza. Si tratta di un lavoro non a contatto con i detenuti e nemmeno con gli altri agenti o i visitatori e che non necessita di una formazione simile a quella degli altri agenti. Non è tuttavia ammissibile che il Cantone affidi questi compiti a personale di agenzie private di sicurezza, senza nessuna qualifica e senza nessuna conoscenza approfondita di quanto potrebbe succedere e dovrebbero fare in caso di necessità (evasione).
2) La privatizzazione, inoltre, non riguarda soltanto la ronda esterna, ma pure il servizio di sorveglianza all’entrata del carcere. Anche questi compiti, particolarmente delicati in quanto riguardano i contatti tra, d’un lato, il carcere e i detenuti e, d’altro lato, l’esterno dell’Istituzione, è da qualche tempo affidato ad agenzie private di sicurezza.
I sottoscritti chiedono quindi al Consiglio di Stato:
1) Per quale ragione ha affidato il compito della ronda esterna ad agenzie private di sorveglianza?
2) Non ritiene che questi compiti devono essere svolti da funzionari giurati assunti dallo Stato con una formazione adeguata?
3) Per quale ragione il servizio di sorveglianza all’entrata del Penitenziario è stato affidato ad un’agenzia privata di sorveglianza?
4) Non ritiene che si tratta di un compito delicato che, anche in questo caso, deve essere assunto da funzionari cantonali giurati adeguatamente formati?
5) Queste privatizzazioni, a mente del Consiglio di Stato, costituiscono un primo passo in attesa di una privatizzazione più estesa dei servizi di sorveglianza?
6) Non ritiene di dover rinunciare, al più tardi alla scadenza dei contratti con le agenzie di sicurezza, ai servizi privati e svolgere direttamente questi compiti attraverso personale assunto regolarmente dallo Stato? Prevedendo eventualmente per il personale di servizio alla ronda una rotazione con altri compiti per garantire un lavoro meno monotono?
Graziano Pestoni
Werner Carobbio, Francesco Cavalli,Gianrico Corti, Raoul Ghisletta, Carlo Lepori, Roberto Malacrida, Marco Marcozzi
Inviato da ADMINil 14/3/2010 18:29:42 (75 letture)
Ubriaco aggredisce agenti
Un cittadino dell'Ecuador di 34 anni ha dato in escandescenze la scorsa notte all'ospedale Galliera, dove si era fatto medicare una ferita per una caduta, ed è stato arrestato dalla polizia dopo avere colpito con i pugni una guardia giurata e un poliziotto. L'aggressione è avvenuta intorno alle 2 quando l'uomo, ubriaco, dopo le cure del pronto soccorso ha infastidito alcune persone in attesa e ha rotto una vetrata. Un agente ha riportato la frattura di un dito e contusioni al volto guaribili in venti giorni.
Inviato da ADMINil 13/3/2010 14:38:43 (66 letture)
Coprono con cartoni le telecamere esterne di videosorveglianza di un centro commerciale ad Alba, forzano una serranda ma scatta l’allarme ALTRO FATTO: RUBANO UN FURGONE IN UN'AZIENDA NELL'AREA INDUSTRIALE, INSEGUITI DAI CARABINIERI ABBANDONANO IL MEZZO E FUGGONO A PIEDI Nella notte appena trascorsa i carabinieri della Compagnia di Alba sono riusciti a sventare due furti, uno all’interno di un’azienda ed uno tentato ai danni di un centro commerciale. Vediamo nel dettaglio come sono andati i fatti.
All’interno di un’azienda della zona industriale di corso Asti due giovani, dopo aver forzato il cancello d’ingresso, sono entrati nel cortile da cui sono riusciti a rubare un furgone Fiat di recente immatricolazione e sono quindi fuggiti a forte velocità in direzione di Castagnito in direzione del casello autostradale A 33.
Nei pressi dell’azienda presa di mira dai ladri in quel momento transitava una gazzella del Radiomobile che si è immediatamente posta all’inseguimento del furgone. In zona è stata fatta convergere un’altra pattuglia e i due occupanti del mezzo rubato, giunti nei pressi della discoteca Pepedoro di Neive, hanno abbandonato il furgone scappando a piedi per le campagne.
Sul posto sono arrivate altre pattuglie di carabinieri ma la battuta per rintracciare i due ladri non ha dato alcun esito. In seguito il furgone recuperato è stato restituito al legittimo proprietario.
All’esterno di un centro commerciale per la vendita di prodotti di elettronica ignoti stavano tentando di introdursi, dopo aver coperto le telecamere esterne del circuito di video-sorveglianza con cartoni, mediante la forzatura di una serranda facendo però scattare l’allarme.
In pochi istanti sul posto sono arrivati una guardia giurata ed una gazzella del Radiomobile ed a quel punto i malfattori, vistisi ormai scoperti, sono scappati a piedi nei terreni retrostanti il centro commerciale facendo perdere le loro tracce.
Ora i carabinieri stanno comunque esaminando le immagini della video-sorveglianza per riuscire a risalire all’identità degli autori del tentato furto.
GALLARATE - Sono entrate in un bar e hanno acquistato due bibite, pagandole con 100 euro. Una volta ricevuto il resto si sono lamentate perché le bevande erano troppo care. Hanno così preteso la restituzione della banconota da 100 euro, ridando il resto al barista. Qui è scattato il tranello: con un’abile mossa hanno trattenuto 50 euro.
Protagoniste della vicenda, avvenuta stamattina a Gallarate, sono state due rom, domiciliate in un campo nomadi di Sesto San Giovanni e con numerosi precedenti.
Immediato l’allarme. Le due sono state rintracciate nelle vicinanze della stazione ferroviaria, grazie alla segnalazione di una guardia giurata di un istituto di vigilanza gallaratese, che le ha trattenute fino all’arrivo della Polizia. Le due verranno segnalate alla Procura della Repubblica per truffa.
Trattandosi probabilmente di un raggiro già sperimentato e diffuso, la Polizia invita, in particolare commercianti e pubblici esercenti, a prestare la massima attenzione
Inviato da ADMINil 12/3/2010 21:38:26 (42 letture)
Sul posto anche una volante della Polizia Ladri all'interno dello stabilimento Belcaffè i vigilantes li mettono in fuga
Modica – Tentato furto la notte scorsa ai danni dello stabilimento Bellcaffè di contrada Serrauccelli a Modica.
Ignoti si sono introdotti all’interno dello stabilimento da una porta situata al primo piano dello stabile facendo scattare l’allarme anti intrusione collegato con l’istituto di vigilanza privata “La Ronda”.
I malintenzionati con ogni probabilità “puntavano” la cassaforte, ma l’immediato intervento della pattuglia della Vigilanza li ha fatto desistere e costretti alla fuga. Nel frattempo è arrivato uno dei proprietari dell'azienda che ha accompagnato gli agenti all'interno dello stabilimento per l'ispezione.
L’operatore della centrale operativa dell’Istituto di vigilanza, ha avvertito la Polizia che si è immediatamente portata sul posto per effettuare i primi accertamenti e ed avviare le indagini
Inviato da ADMINil 12/3/2010 14:17:36 (29 letture)
Nuovo tentativo di furto ai danni dello stabilimento Bellcaffè Italia in C.da Serrauccelli a Modica. Era l’01.40 della scorsa notte quando giungeva una segnalazione di allarme per tentata intrusione presso la Centrale Operativa dell’Istituto di Vigilanza Privata “La Ronda”. L’operatore di Centrale allertava subito la pattuglia in servizio in quella zona. In pochissimi minuti due vigilantes giungevano sul posto ed avviavano immediatamente un’accurata ispezione dell’area. Nel frattempo giungeva sul posto anche uno dei proprietari dell’azienda che accompagnava le Guardie anche all’interno dei locali. Dall’ispezione risultava che ignoti erano riusciti ad introdursi all’interno degli uffici dell’azienda attraverso una porta situata al primo piano dello stabile, mandando in allarme il sistema anti-intrusione collegato all’Istituto di Vigilanza. I malintenzionati puntavano probabilmente alla cassaforte, ma l’intervento rapidissimo degli uomini della vigilanza non ha lasciato loro il tempo di agire. Una volta fatto accesso all’interno degli uffici, infatti, non hanno fatto neppure in tempo a raggiungere la cassaforte, costretti a fuggire a causa del pronto intervento de “La Ronda”. L’Operatore di Centrale dell’Istituto di Vigilanza nel frattempo avvertiva la Polizia di Modica che poco dopo giungeva sul posto per effettuare i primi accertamenti necessari all’indagine.
Inviato da ADMINil 12/3/2010 11:04:04 (23 letture)
Uffizi, graffiti sulle colonne sul Lungarno Archibusieri Raid notturno dei writers: quattordici graffiti con spray, nonostante le telecamere. A pochi metri c'è il Loggiato, uno dei luoghi più sorvegliati di Firenze Firenze, 11 marzo 2010 - QUATTORDICI graffiti, uno per ogni colonna del passaggio che corre lungo l’Arno, sotto al Corridoio Vasariano, in lungarno Archibusieri. Quattordici coltellate, le ennesime, a una città il cui decoro è messo continuamente in discussione da migliaia di scritte. Scritte sui muri, scritte sulle statue, scritte sulle balaustre. Scritte perfino sui lampioni. Basta una superficie piana e un pennarello (o una bomboletta) e il gioco è fatto. L’ultimo assalto dei writers al centro storico è di qualche notte fa. Sicuramente di notte, perché per fare quattordici disegni uguali, uno per ogni colonna del passaggio che corre lungo l’Arno, proprio sotto al Corridoio Vasariano, un po’ di tempo serve. Tratto sicuro, bomboletta spray viola alla mano, il vandalo si è accanito con tenacia e sfacciataggine su una delle zone turistiche più frequentate del centro cittadino, a pochi passi dai sorvegliatissimi Piazzale degli Uffizi e Ponte Vecchio.
LA ZONA DELLO SCEMPIO è di competenza dell’Amministrazione Comunale che fa quel che può. Della ripulitura se ne occuperà, come sempre in questi casi, Quadrifoglio, che appena due settimane fa ha presentato un sistema per aiutare i cittadini a coprire i graffiti. Una sorta di pronto intervento anti-writers: grazie a un colorimetro, infatti, in breve tempo verrà realizzato un chilo di tempera ad acqua da esterni dello stesso colore di quella imbrattata. La tinta sarà poi consegnata gratis insieme a un pennello, permettendo così di riparare fino a 4 metri quadrati di muro.
«RIPRISTINARE danni di questo genere — spiegano dalla Soprintendenza — è generalmente un lavoro laborioso e molto oneroso se il punto colpito riveste un qualche interesse artistico. Tutto dipende dal tipo di superficie sulla quale viene realizzato il disegno: raramente i lavori si possono risolvere con una pennellata di vernice: nel caso venga imbrattata la pietra i restauratori devono infatti scalpellare tutta la superficie per poter rimuovere le scritte. L’intervento, poi, cambia a seconda della vernice utilizzata: più semplice rimuovere le vernici tipo acquerello, molto meno quelle acriliche. I costi di intervento sono nella maggior parte dei casi elevati, perché si tratta di vere e proprie opere di restauro in miniatura.Costi che vengono addebitati al responsabile del gesto, nel caso le autorità riescano a rintracciarlo». Altrimenti la spesa se la accolla la Soprintendenza.
Il luogo incriminato (lungarno degli Archibusieri) negli ultimi mesi è stato più volte soggetto agli attacchi dei graffitari. Basta percorrerlo a piedi per trovarsi davanti al paradiso dei writers. Tra gli ambulanti regolari e i venditori abusivi i muri del lungarno raccontano di tutto: dagli sfottò calcistici ai ricordi di gite scolastiche. Qua e là qualche timido colpo di vernice coprente. Ma la guerra contro il popolo dei murales autogestiti è inevitabilmente persa.
Sono molte le telecamere di sorveglianza nella zona, in particolare quelle installate davanti alle banche, ma non mancano quelle collegate alla centrale operativa dei vigili urbani. Decine di occhi elettronici che spiano la zona a ogni ora del giorno e della notte. Decine di occhi che, evidentemente, non sono riuscite a impedire le quattordici coltellate al decoro cittadino.
A POCHI METRI c’è il Loggiato degli Uffizi, uno dei luoghi più sorvegliati di Firenze, da anni considerato obiettivo sensibile. Lì i controlli sono più tangibili: di giorno infatti la zona è sorvegliata dai carabinieri, mentre la notte il controllo viene effettuato dalla vigilanza privata, pagata dalla Soprintendenza, competente per territorio. Anche le telecamere, nel loggiato degli Uffizi sono più visibili, giusto per favorire quell’effetto deterrenza che, fanno sapere dalla Soprintendenza, negli ultimi anni ha funzionato. Sono in calo, infatti, nelle zone di competenza della Soprintendenza, i danneggiamenti provocati dai writers: il picco si registrò negli anni Ottanta. Poi arrivarono le telecamere e, forse, un pizzico di senso civico in più. Nelle altre zone, invece, il fenomeno non sembra affatto in calo. E le quattordici ‘coltellate’ ne sono la prova.
Inviato da ADMINil 11/3/2010 14:22:13 (76 letture)
Spericolato inseguimento a Terlizzi, in manette 4 ladri di vestiti per bambini Sono stati sorpresi mentre caricavano la merce su alcuni furgoni
Sono stati sorpresi mentre all’interno di una azienda stavano trafugando capi di abbigliamento per bambini caricandoli su alcuni furgoni e per questo sono finiti in carcere. Tra loro anche il magazziniere dell’azienda.
E’ accaduto la notte di mercoledì a Terlizzi, dove i Carabinieri della locale Tenenza, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Molfetta, delle vicine Stazioni di Giovinazzo e Bitonto e personale degli istituti di vigilanza privata Metronotte Ruvo di Puglia srl e Apulia di Terlizzi, hanno tratto in arresto, con l’accusa di tentato furto aggravato, il 36enne bitontino Oronzo Migliore, il 29enne F.M. e il 19enne N.R.. Il 25enne bitontino Stefano Pino, invece, dovrà difendersi dall’accusa di favoreggiamento.
Tutto ha avuto inizio poco dopo la mezzanotte, quando è giunta una telefonata sul “112” da parte di personale dell’istituto di vigilanza Metronotte Ruvo di Puglia srl, per un tentativo di furto in atto presso un’azienda, non meglio indicata, lungo la strada provinciale Terlizzi-Mariotto. I vigilantes, infatti, stavano captando con i loro apparati radio alcune comunicazioni tra un gruppo di persone che segnalavano ogni movimento di pattuglie delle Forze dell’Ordine in transito da quella zona. Dalle stesse comunicazioni, inoltre, si percepiva anche la presenza di individui, verosimilmente presenti all’interno della ditta, che caricavano merce su alcuni furgoni.
Il sopraggiungere di diverse pattuglie dell’Arma sul luogo consentiva di individuare l'azienda presa di mira dai malviventi che al sopraggungere delle forze dell'ordine si sono dati alla fuga attraverso i campi, abbandonando nel piazzale dell’azienda due furgoni carichi di capi abbigliamento già pronti a partire.
La tempestiva delimitazione della zona effettuata dalle “gazzelle” dell’Arma , ha consentito in poco tempo di localizzare i malfattori, i quali, ignari di essere intercettati via radio, continuavano a comunicare le loro posizioni ai complici a bordo di alcune auto, per poter essere “prelevati” e dileguarsi definitivamente. La prima auto ad essere intercettata, sul ponte per Mariotto, è stata una Volkswagen Passat con un individuo a bordo, il quale, alla vista di una pattuglia dell’Arma, invertiva la marcia nel tentativo di far perdere le proprie tracce, venendo bloccato dopo alcune centinaia di metri, non prima di aver speronato un mezzo delle guardie giurate Metronotte di Ruvo di Puglia. La perquisizione del conducente, identificato nel 19enne, ha consentito il ritrovamento di una radio ricetrasmittente accesa, sottoposta a sequestro.
Sempre in quella zona, invece, è stata intercettata una Fiat Regata con due giovani a bordo, i quali, accortosi delle auto dell’Arma, hanno tentato la fuga, immettendosi nella vicina s.p. 231, dove però sono stati bloccati. A bordo del mezzo si trovavano il 36enne, con i vestiti bagnati e sporchi di terra, tra l’altro riconosciuto dai militari come uno dei malviventi visto fuggire dall’interno della ditta e il 25enne, con gli abiti asciutti. Quest’ultimo, infatti, è l’unico a non dover rispondere dell’”incursione” nella ditta, ma di aver cercato, con le proprie dichiarazioni, di creare un alibi al proprio amico. Una terza autovettura, infine, è stata bloccata lungo la complanare della strada provinciale 231. A bordo della stessa, i carabinieri hanno identificato un uomo, riconosciuto come dipendente della stessa ditta, il quale presentava anch’egli abiti e scarpe sporchi di terra. Tratti in arresto i quattro sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Trani mentre la refurtiva è stata interamente recuperata. http://www.terlizzilive.it
Inviato da ADMINil 11/3/2010 10:14:34 (91 letture)
Milano, assalto alle banche: doppia rapina in meno di due ore Alle 13.30 di ieri rapinata una filiale della Banca Popolare di Milano e alle 15, colpo alla Banca Sella. Sedicimila euro il bottino totale. Sui due fatti indagano polizia e carabinieri di Daniele Belleri - 11/03/2010 Oltre sedicimila euro. È il bottino delle due rapine in banca di oggi pomeriggio. Il primo colpo è avvenuto verso le 15 alla Banca Sella di viale Monte Nero 71. Arrivati e fuggiti a piedi, due uomini armati di taglierino hanno portato via i circa ottocento euro depositati un una cassa. Sul caso indagano i carabinieri.
La seconda rapina è andata in scena alle 13 e 20 nella filiale della Banca Popolare di Milano di via Faruffini, in zona De Angeli, dove i ladri sono riusciti a farsi consegnare dai cassieri circa 15 mila euro in contanti. Uno dei due malviventi, il volto coperto da una sciarpa, ha minacciato gli impiegati mostrando il calcio della pistola che teneva nella tasca dei jeans.
Questo colpo, su cui è al lavoro la polizia, non soltanto cade a pochi giorni dal cinquantaduesimo anniversario di quella che a Milano è ricordata come “la rapina del secolo”, ma in comune con quest’ultima ha anche il luogo e il nome dell’istituto di credito. Il 27 febbraio 1958, in via Osoppo, a pochi isolati di distanza da via Faruffini, un commando di sette uomini riuscì a svaligiare un furgone blindato della Banca popolare di Milano. In un assalto programmato fino ai minimi dettagli, con tanto di finto incidente stradale per distrarre l’autista del portavalori, i ladri riuscirono a portare a casa oltre seicentoquattordici milioni di lire. Una cifra spropositata se si pensa che alla fine degli anni Cinquanta lo stipendio di un operaio era di poco più di 40 mila lire.
I vecchi del quartiere ancora si ricordano di quel giorno, come delle settimane successive in cui tutti i membri della banda furono identificati e arrestati. Quel giorno, sul Corriere della Sera, Indro Montanelli scrisse così: “Ufficialmente, sì, tutti scrivono e proclamano che sono contenti, anzi entusiasti del fatto che i criminali siano stati smascherati in modo da togliere a chunque la voglia di imitarli. Ma, sotto sotto, senza osare dirlo, o dicendolo solo a bassa voce, la maggioranza tifava per i rapinatori”.
Inviato da ADMINil 10/3/2010 20:41:03 (290 letture)
Vigilantes in "agitazione"
In stato di agitazione i vigilantes della Cooperativa Terra di lavoro, che chiedono il rispetto del loro contratto. Sono pronti a scioperare il 19 marzo, garantendo comunque il servizio.