Login
Nome utente:

Password:

Ricordami



Password persa?

Registrati ora!
Iscritti
Membri:
Oggi: 2
Ieri: 4
Totale: 13600
Ultimi: Valerio1

Utenti Online:
Anonimi : 51
Iscritti : 0
Totale: 51
Iscritti Online [Popup]
Fai una donazione!
Iscriviti alla newsletter
Iscriviti alla Newsletter: Inserisci la tua mail

Attendi la mail di conferma
o clicca qui per cancellarti

Facebook

Condividi

Gruppo GuardieInformate

Il Blog delle GpG
I.v.p. in Italia
Clicca qui per cercare un IVP in Italia



Pubblicita'!!

Video guardie giurate

SmartSection is developed by The SmartFactory (http://www.smartfactory.ca), a division of INBOX Solutions (http://inboxinternational.com)
Info,ccnl,leggi e doc. > Leggi & Sentenze > ART 702 C.P. -ART 20 LEGGE NR 110/75 -CUSTODIA DI ARMI ED ESPLOSIVI--SENTENZE VARIE--
ART 702 C.P. -ART 20 LEGGE NR 110/75 -CUSTODIA DI ARMI ED ESPLOSIVI--SENTENZE VARIE--
Publicato da ADMIN su 3/6/2007 (20286 Letto)
Art. 702 C.P - Art. 20 Legge n° 110/75 - Art. 20bis Legge n° 203/1991 La custodia delle armi e degli esplosivi deve essere assicurata con ogni diligenza nell'interesse della sicurezza pubblica. La legislazione complessa può essere riassunta come segue: l'arma non deve essere abbandonata per nessun motivo quando portata fuori della propria abitazione, ne lasciata nell'auto incustodita. Non deve essere data a chi potrebbe abusarne, a chi è incapace anche di maneggiarla (bambini, malati ecc.), quando riposta non deve essere facilmente raggiungibile da persone incapaci di maneggiarla o estranei alla vita domestica e bambini. Chi abita da solo può lasciarla su un comò, ma se arrivano amici in casa dovrà  provvedere a riporla in un cassetto lontano dalla portata di estranei. Sottolineiamo l'uso del buon senso nella detenzione delle armi ed esplosivi. Se lasciamo l'arma in casa, provvederemo a chiuderla in un luogo sicuro, un cassetto dell'armadio o comodino e ci premureremo di chiudere le finestre e le porte con diligenza per evitare (rendere difficile) l'introdursi nell'abitazione di estranei malintenzionati. Non sono indispensabili casseforti o armadi blindati se non per una quantità  di armi ragguardevole o per una collezione di armi, spesso è però sufficiente un buon antifurto. SEZ. 1 SENTENZA. 07154 DEL 20/01/00 Non costituisce violazione dell'obbligo di diligenza nella custodia delle armi, previsto e sanzionato dall'art.20 della legge 18 aprile 1975 n.110, la detenzione di un fucile da caccia tenuto in casa sopra un armadio, non sussistendo per il privato cittadino alcun obbligo di adottare particolari sistemi ed efficienti misure di difesa contro i furti in abitazione né rilevando l'eventuale inidoneità  della suddetta modalità  di custodia ad impedire l'impossessamento dell'arma da parte di minorenni o altri soggetti da ritenere incapaci o imperiti, atteso che detta inidoneità  può rilevare, sussistendone le condizioni, solo con riferimento alla diversa e specifica ipotesi di reato prevista dall'art.20 bis della legge n.110 del 1975. SEZ. 1 SENT. 01868 DEL 18/02/2000 L'obbligo di diligenza nella custodia delle armi previsto dall'art.20 della legge 18 aprile 1975 n.110, quando non si tratti di soggetti che esercitino professionalmente attività  in materia di armi ed esplosivi, deve ritenersi adempiuto alla sola condizione che risultino adottate le cautele che, nelle specifiche situazioni di fatto, possono esigersi da una persona di normale prudenza, econdo il criterio dello"id quod plerumque accidit". (Nella specie, in applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato senza rinvio la decisione con la quale era stata ritenuta la penale responsabilità  di un soggetto il quale aveva tenuto le armi nella propria abitazione, munita soltanto dei normali mezzi di chiusura, in un armadio e in una valigia posta sotto il detto mobile). SEZ. I, SENTENZA N. 15541 del 01/04/2004 Non costituisce violazione dell'obbligo di diligenza nella custodia delle armi, previsto e sanzionato dall'art. 20 della legge 18 aprile 1975 n. 110, la detenzione, da parte di taluno, di un fucile da caccia all'interno del garage di sua esclusiva proprietà , non sussistendo per il privato cittadino alcun obbligo di adottare particolari sistemi ed efficienti misure di difesa antifurto, ne' rilevando l'eventuale inidoneità  di tali modalità  di custodia ad impedire l'impossessamento dell'arma da parte di minorenni o altri soggetti incapaci o imperiti, dal momento che tale inidoneità  può rilevare, sussistendone le condizioni, solo con riferimento alla diversa e specifica ipotesi prevista dall'art. 20-bis della stessa legge (omessa adozione delle cautele necessarie nella custodia di armi). SEZ. 1, SENTENZA n. 12295 del 15/03/2004 Ai fini della sussistenza del reato previsto dall'art. 20-bis, comma secondo, della legge 18 aprile 1975 n. 110 (omessa adozione delle cautele necessarie nella custodia di armi, munizioni ed esplosivi) è sufficiente la semplice omissione delle cautele commisurate alla diligenza dell'uomo medio e proporzionate al pericolo che la norma intende scongiurare, quale si presenta nel caso concreto. Ne consegue che la custodia dell'arma all'interno di un mobile ed in un ambiente nella particolare disponibilità  del legittimo detentore (nella specie, nella camera da letto) va ritenuta cautela adeguata, non richiedendo la norma incriminatrice né l'effettivo impossessamento da parte dei soggetti indicati nel comma precedente dello stesso articolo, ne' l'adozione di precauzioni atte a precludere in modo assoluto a costoro l'impossessamento. SEZ I, SENTENZA n. 31555 del 12/5/2004 Il reato di cui all'articolo 20-bis, comma 2, della legge 18 aprile 1975 n. 110 è un reato di mera condotta e di pericolo che si perfeziona per il semplice fatto che l'agente non ha adottato «le cautele» che, sulla base delle circostanze di fatto da lui conosciute o conoscibili con l'ordinaria diligenza, era necessario che adottasse, indipendentemente dal fatto che una delle persone indicate dal comma i dello stesso articolo «sia giunta o meno» a impossessarsi dell'arma o delle munizioni. Né per effetto di tale interpretazione potrebbe ritenersi che la contravvenzione de qua sia un'inutile ripetizione di quella di cui all'articolo 20, comma 1, della stessa legge, che prescrive che «la custodia delle armi deve essere assicurata con ogni diligenza nell'interesse della pubblica sicurezza». Infatti, entrambe le ipotesi contravvenzionali sono dirette alla realizzazione dello stesso «scopo» (la prevenzione di più gravi reati contro la sicurezza pubblica in generale), ma si caratterizzano tra loro per un rapporto di specialità , nel senso che il reato di cui all'articolo 20, comma 1, pone un dovere generalizzato di diligenza nei confronti di tutti i «possessori» delle armi, diretto a impedire che «chiunque» possa impossessarsene; la disposizione di cui all'articolo 20-bis, comma 2, è diretta, invece, a impedire che giungano a impossessarsi delle armi e delle munizioni quelle categorie di persone con riferimento alle quali, proprio per la maggiore pericolosità  che può derivare dal maneggio da parte loro di tali strumenti, il legislatore richiede l'adozione di «cautele necessarie», ovverosia di cautele dirette proprio a evitare che possa verificarsi quel particolare tipo di evento. Deriva, secondo i principi generali, che ai fini della configurabilità  del reato di cui all'articolo 20-bis, comma 2, della legge 110/1975 non è sufficiente il solo possesso dell'arma - al quale consegue soltanto il dovere di custodire lo strumento con ogni diligenza - ma è necessario (tenuto anche conto della maggiore gravità , nel massimo, della sanzione) che, sulla base di circostanze specifiche, l'agente possa e debba rappresentarsi l'esistenza di una situazione tale da richiedere da parte sua l'adozione di «cautele» specificamente necessarie per impedire l'impossessamento delle armi, non da parte di «chiunque», ma da parte di una persona appartenente a una delle categorie indicate dalla legge, ossia nel comma 1 dello stesso articolo 20-bis.

Naviga negli articoli
Precedente articolo CASSAZIONE CIVILE SEZ. LAVORO,29 LUGLIO 1995, n. 8337 ORARIO DI LAVORO TRIBUNALE DI MLANO, 9 FEBBRAIO 1996 RINNOVO PORTO D'ARMI prossimo articolo
I commenti sono di proprietà degli autori. Si declina ogni responsibilità sul loro contenuto.
Autore Contenuto
Pubblicita'
In ricordo dei colleghi deceduti e uccisi in servizio