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VARIE : Pescara: prima giornata nazionale della guardia giurata
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| Inviato da Findus il 22/5/2013 19:10:44 (61 letture) |
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l 25 maggio alle ore 10 a Pescara, presso la sala 'La Figlia di Jorio' della Provincia, si terra' la prima 'Giornata nazionale della guardia giurata'. Lo rende noto il promotore dell'evento, il segretario confederale dell'Ugl, Geremia Mancini, spiegando che "l'iniziativa intende mettere in evidenza le legittime istanze di questi lavoratori spesso, troppo spesso, calpestate". "E' anche nostra intenzione - conclude - ricordare gli eroi di questo mondo, in nulla inferiori agli altri colleghi in divisa, con il conferimento di riconoscimenti alla memoria. Saranno numerosi, infatti, i familiari dei caduti che saranno presenti all'incontro". http://www.abruzzo24ore.tv/news/Pesca ... uardia-giurata/119141.htm
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VARIE : “Cittadini Uniti Contro la Troika
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| Inviato da atil nicola il 22/5/2013 10:10:53 (50 letture) |
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“Cittadini Uniti Contro la Troika da nico74 » dom mag 19, 2013 2:36 pm
Roma, 19 Maggio 2013 – Dopo il Flash mob del 12 Maggio a Sarteano per protestare contro la riunione stile Bilderberg di Spineto, i Cittadini Italiani per la Trasparenza, la Democrazia e la Sovranità aderiscono alla protesta internazionale contro la Troika indetta per Sabato 1° Giugno a Firenze. Questo il Comunicato stampa: “Sotto un’unica bandiera, quella dell’Italia sovrana, vogliamo manifestare tutto il nostro senso di amarezza nella constatazione di cosa sia diventata, di fatto, la tanto agognata e sognata Unione Europea. Quella che doveva diventare gli Stati Uniti d’Europa, si è trasformata in una oligarchia, di poteri forti che sempre meno hanno a che fare con l’idea per cui è nata. Ed è proprio contro la TROIKA che vogliamo ribellarci! Contro quella summa di poteri forti del Vecchio continente che comprende il Fondo Monetario Internazionale (FMI) , la Banca Centrale Europea (BCE) e la Commissione Europea (CE) i quali, attraverso la realizzazione della moneta unica pensavano di creare un senso di appartenenza e di comunione, invece, ha fatto prevalere solo gli interessi delle lobby finanziarie e messo in risalto le contrapposizioni dei singoli Stati, portando benefici e benessere a quelli più forti e povertà e debiti crescenti a tutti gli altri. I paventati vantaggi e diritti derivanti dall’appartenenza alla UE sono stati soppiantati dalla sottrazione dei diritti e dai crescenti obblighi, soprusi e spese ai danni dei soggetti più deboli”. “La TROIKA – continua il comunicato – un’entità potentissima, al punto di porre qualsiasi condizione agli Stati che sono costretti a chiedere aiuto, rappresenta quanto di più diverso si può immaginare dall’idea iniziale di Europa unita. Questa sorta di triumvirato, con la scusa del “piano salva Stati” presta miliardi di euro e per riottenerli impone in maniera unilaterale pesanti e pericolose condizioni praticando signoraggio e strozzinaggio. Un vero e proprio massacro sociale! E’ accaduto in Portogallo con l’introduzione dell’imposta sociale unica che ha fatto schizzare verso l’alto le tasse pagate dalle classi meno abbienti o come a Cipro dove, per poter concedere loro gli aiuti promessi per salvare gli istituti di credito, hanno introdotto il prelievo forzoso dai depositi bancari dei Cittadini. Sta accadendo in Italia.” Poi l’appello: “E’ arrivato il momento di dire basta! Basta italiani, ribelliamoci! L’Europa è sotto un violento attacco del capitalismo finanziario, rappresentato dalla TROIKA e dai successivi governi che hanno applicato politiche concertate con questi enti, offensiva organizzata per distruggere i cittadini, renderli euro-schiavi, schiavi del debito e dell’austerità. Questa offensiva che attraversa tutta l’Europa deve essere affrontata con una lotta internazionale. Ciascuno di noi, in ciascuna nazione, città, casa, con le sue proprie specificità, sente direttamente le misure che annichiliscono diritti conquistati attraverso le decadi, misure che aggravano la disoccupazione, privatizzano tutto ciò che può produrre un profitto e non accettano la sovranità nazionale per mezzo della propaganda dell’”aiuto esterno”. E’ urgente che si aggiungano forze per combattere l’attacco in corso”. “L’appello – è scritto nel comunicato – che lanciamo per una protesta internazionale decentralizzata è circolato attraverso dozzine di movimenti in Spagna, Francia, Italia, Grecia, Cipro, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Germania e Slovenia. Moltissimi attivisti internazionali, da diverse Nazioni europee, erano presenti in un incontro del 26 aprile, a Lisbona, dove questa proposta internazionale è stata discussa. Alla fine abbiamo raggiunto il consenso per lanciare una protesta internazionale il prossimo 1° Giugno, con lo slogan “Cittadini Uniti Contro la Troika = Peoples United Against the Troika! “. Questo – continua il comunicato stampa – è l’inizio di un decentralizzato, inclusivo e partecipatorio processo. Noi auspichiamo di costruirlo collettivamente, unendo tutte le forze disponibili. D’ora in poi, la data del 1° Giugno sarà diffusa su scala europea, ed esortiamo tutti i Cittadini con o senza partito, con o senza lavoro, con o senza speranza, di unirsi a noi. ad unirsi a questa protesta internazionale contro la TROIKA e l’austerità… affinché i Cittadini, le persone possano riprendere il controllo delle proprie vite. Esortiamo anche tutte le organizzazioni politiche, movimenti, sindacati, partiti, associazioni, collettivi, gruppi informali e chiunque condivide questa battaglia di unirsi a noi sotto l’unica bandiera, quella dell’Italia sovrana, in questa manifestazione che si terrà Sabato 1° Giugno a Firenze”. Il comunciato termina con l’auspicio e l’invito a partecipare uniti: “Auspichiamo di continuare ad allargare i nostri contatti, sia nazionali che internazionali, per cui siamo consapevoli che soltanto la somma delle nostre voci può fermare le nuove ondate di austerità che sono state preparate. I cittadini dell’Europa hanno dimostrato in diversi momenti che non sono disponibili per ulteriori sacrifici, nel nome di un futuro che mai arriverà. E’ arrivato il momento per una dimostrazione di massa delle capacità di queste persone di coordinare la lotta contro queste politiche distruttive. Una manifestazione di protesta contro i poteri forti, contro la TROIKA, contro il male! Una manifestazione per la Trasparenza, la Democrazia e la Sovranità, portatori sani di piena occupazione, pieni Diritti, e pieno Sviluppo. Lottiamo insieme contro il male!” Per ulteriori info: https://www.facebook.com/events/464530163634485/?ref=14
http://www.imolaoggi.it/?p=50762
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VARIE : Guardie giurate: gli invisibili, cronaca di una ronda notturna tra i vari pericoli
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| Inviato da Findus il 20/5/2013 8:15:24 (293 letture) |
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TERMOLI. Cala la sera. I vigilantes in divisa si muniscono di giubbotto antiproiettile e di pistola. Si sguinzagliano per la città. Cominciano le ronde per pattugliare il territorio che termineranno solo al mattino seguente. Siamo stati con una guardia giurata, Antonio C., durante una notte di lavoro, per raccontarvi cosa vuol dire fare questo mestiere a stretto contatto con il pericolo, la delinquenza, il rischio continuo di rimetterci la pelle.
Antonio sale a bordo dell’auto preposta e munita di tutte le apparecchiature necessarie per la comunicazione via radio.
“Qui Alfa 2. Centrale mi ricevi?...”. I vigilantes hanno dei nomi in codice per evitare che vengano intercettati dai malintenzionati. Si mettono in contatto con la centrale operativa e con i colleghi dislocati in altre zone della città per testare il sistema radio e verificare che la comunicazione scorra chiara e senza interferenze. Comincia la ronda. Il lavoro inizia quando quello di tutti gli altri termina, quando la città si spegne e diventa deserta. Il vigilante scruta ogni angolo delle strade, attentamente. Mano a mano raggiunge i fabbricati, le abitazioni private, le banche, le masserie, gli immensi campi di fotovoltaico. Il mazzo di chiavi è un ventaglio caotico, colorato e pesante. Sono tante le strutture da sorvegliare. Per motivi di privacy non siamo entrati con la ‘nostra’ guardia nelle aziende pubbliche e private di sua competenza.
Il lavoro sporco, insomma, è toccato solo a lui. Ma vi assicuriamo che restare soli e al buio mentre Antonio ispezionava cautamente i vari stabili (mettendoci il lungo e dovuto tempo), non è stato così semplice. Nel silenzio della notte, ogni scricchiolio è sinonimo di presunto pericolo. A volte è solo un gatto, o qualche animale selvatico che si introduce nelle strutture e scappa nell’oscurità. Molte altre, invece, si tratta di veri e propri malintenzionati disposti a tutto pur di tornare a casa con un bel bottino. Fortunatamente, durante la ronda in cui siamo stati con Antonio, non è capitato nulla di grave (a parte l’aver assaporato attimi di terrore davanti alle immense, silenziose e inquietanti distese di fotovoltaico disperse nelle campagne del Basso Molise!). Antonio, come i suoi colleghi vigilantes di ronda la notte, è solo.
Come da solo?, gli abbiamo chiesto.
“Beh, sì, da solo. Purtroppo, a differenza delle forze dell' ordine, noi giriamo soli. In quanto è la Prefettura che stabilisce il numero di guardie giurate per auto in base al tasso di criminalità di una determinata zona”, ha raccontato Antonio.
Questo vuol dire che puoi sentirti tranquillo e che non c’è tutta questa delinquenza da temere?
“Assolutamente no. Da un lato, è vero, in questa regione l'operato delle forze dell'ordine è molto efficiente e non abbiamo a che fare con particolari esponenti della malavita organizzata, quanto piuttosto con gente disperata, con bande di delinquenti, ma comunque pronti a tutto e dalla reazione imprevedibile”.
Uno dei rischi maggiori per gli “angeli della notte” è, infatti, non solo la possibilità di ritrovarsi improvvisamente di fronte ai malviventi ma la reazione di questi ultimi al loro arrivo.
Altre situazioni pericolose?
“I controlli degli impianti fotovoltaici per furto di cavi di rame. Il nostro primo compito da guardie giurate è innanzitutto prevenire il reato. Si arriva con la macchina e si comincia il giro a piedi attraverso le centinaia di pannelli, chilometri di pannelli dislocati in immensi terreni del basso Molise. In questi casi, i ladri vedono noi, ma non viceversa. Loro sono nascosti tra i cespugli. Agiscono in gruppi composti dalle 6 alle 15 persone, solitamente di nazionalità straniera. Raggiungono i pozzetti dai quali tagliano ed estraggono metri e metri di cavi di rame per rivenderli nel mercato nero. Non poche volte ci è capitato di rivedere i filmati delle telecamere di sorveglianza e scoprire che mentre effettuavamo il controllo da soli, loro erano nascosti nei cespugli, immobili, a diversi metri da noi”. Si rischia grosso, insomma.
In questi casi, non è così semplice scoprire i malviventi: i campi sono immensi, circondati da arbusti e cespugli; i ladri in gruppo, mentre la guardia è sola. Uno degli ultimi eclatanti furti di pannelli fotovoltaici sventati dai vigilantes risale a poco tempo fa, a Palata, “quando abbiamo bloccato un furgone con i malviventi e recuperato l’ingente refurtiva”.
Antonio ha raccontato anche un altro episodio: “Una delle sere appena trascorse, durante il mio servizio notturno, sono stato informato dalla nostra centrale operativa dello scattato allarme in un’azienda vinicola della zona. Una volta sul posto, mentre procedevo con l'ispezione, dal buio è balzato fuori un giovane incappucciato che correva a gambe elevate. Gli ho intimato di fermarsi. Purtroppo è riuscito a fuggire nelle campagne circostanti, ma fortunatamente senza mettere a segno il reato ”.
Almeno non ha minacciato con le armi né ferito Antonio che spesso è di servizio anche in vari locali della costa adriatica, ove anche in questi casi, arrivata l’ora tarda, ci si può imbattere con persone poco raccomandabili e in preda all'alcool. Come è accaduto la notte del 2 maggio, conclusa con l'arresto di Aldo Cicinelli (episodio balzato agli onori della cronaca e riportato anche sulle nostre pagine).
Quanti furti ed atti delinquenziali sventati grazie al lavoro dei vigilantes che riescono a contrastare per tempo le azioni illecite dei delinquenti e molte volte ancor prima che arrivino le forze dell’ordine. Queste ultime, infatti, spesso intervengono in un secondo momento… “E noi vigilantes leggiamo sui giornali fatti che abbiamo vissuto in prima linea, senza nemmeno essere menzionati” - ha commentato Antonio -“ma non voglio, però, essere polemico, poiché so quanto questa cittadina abbia un efficiente servizio d’ordine, avendo testato la collaborazione con loro in varie situazioni. Ritengo solo che il nostro lavoro risulti come invisibile agli occhi della popolazione. Non cerchiamo la gloria ma un minimo di riconoscimento senza aspettare che si parli di noi solo quando moriamo negli assalti ai portavalori o nelle rapine a mano armata”. E le guardie giurate necessitano di tutele (per non parlare dello stipendio che si aggira su poco più di 1200 euro al mese!).
Che tipo di tutele?
“Spesso ci si ritrova a lavorare – ha proseguito Antonio - con colleghi poco formati e poco capaci”.
I famosi raccomandati? Ma sono proprio dappertutto!
“Con la differenza che in questo settore – ha spiegato Antonio - avere dei colleghi raccomandati e poco motivati rappresenta un rischio per la nostra incolumità. Devo premettere di avere la fortuna di lavorare in un istituto munito di tutte le tecniche avanzate relative al servizio che svolgiamo, di una centrale operativa h24 con monitor di sorveglianza con impianti di ultima generazione, gestito da anni, quasi sempre, da una persona che ritengo molto valida. Ma nonostante tutto, questo spesso non basta per sentirci al sicuro. Purtroppo, negli anni, ho visto lavorare al mio fianco persone non idonee al nostro lavoro, gente incapace di ‘reggere’ la notte, o caratterialmente timorose. Ricordo ancora una notte in cui chiesi supporto ad un collega per una questione d’ordine dinanzi ad un locale e lui mi rispose: “Non me la sento di venire…e se mi rompono la testa?”.
Credimi, è l’ultima cosa che avrei voluto ascoltare in una situazione del genere! Se, ad esempio, dobbiamo intervenire per la sicurezza delle banche o dei locali, e veniamo affiancati da persone così, praticamente è come ritrovarsi da soli. Oppure, rischiamo il sovraccarico lavorativo poiché i proprietari delle attività commerciali o di altri luoghi in cui è necessario il nostro lavoro chiedono l’intervento delle guardie di cui si possono fidare, di quelle che fanno il proprio mestiere senza aver paura e che alla fine sono sempre le stesse (e poche)”. Le guardie giurate si occupano anche del controllo dei depositi dei Monopoli di Stato, di accompagnare gli autisti durante il trasporto del materiale in esso contenuti, come i tabacchi che sono spesso bersaglio delle bande di fuorilegge. E, in questi casi, avere accanto dei colleghi poco coraggiosi non fa sentire certo tranquilli. I vigilantes in Italia lamentano spesso l’assenza di una formazione adeguata (ma non in tutti gli istituti di vigilanza), gli stipendi troppo bassi, la carenza di personale ma sulle raccomandazioni è stato detto poco.
Antonio vuole quindi ribadire che fare questo lavoro “non vuol dire solo stare in ufficio o di guardia negli ospedali, nei tribunali o in altre strutture al coperto, ma che si tratta di una scelta di vita da portare avanti con coraggio e passione anche sulla strada”. Un coraggio che Antonio ha mostrato soprattutto mettendo a nudo una delle maggiori criticità della sua professione richiamando alla responsabilità personale.
Altrimenti si può rischiare davvero la pelle e di mettere a repentaglio la vita degli altri. “Mi sento di dire un’ultima cosa: la guardia giurata – ha concluso Antonio - non è un mestiere per tutti. E' un mestiere che nasce di notte. E la notte non è come il giorno, mette a dura prova il coraggio, è facile sentirsi insicuri, soli e senza nessun aiuto dato che ci si può trovare a chiedere supporto ai colleghi che sono però dall'altra parte della città. In questi anni ho ascoltato i racconti dei colleghi con esperienza, fatto tesoro dei consigli delle forze dell'ordine con cui ci ritroviamo nei turni a tarda sera; ho visto tante persone chiudere con questo lavoro dopo una notte che mai dimenticheranno. Io continuo...perché credo in quello che faccio e perché lo faccio con passione, malgrado i riconoscimenti andranno spesso a guardie che non lo meritano”.
Tania Tardiola http://www.termolionline.it/notizie/g ... -vari-pericoli-41915.html
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VARIE : Biglietto metro a Termini
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| Inviato da Findus il 18/5/2013 18:38:26 (141 letture) |
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Buongiorno, vi è mai capitato di acquistare un biglietto per la metropolitana direttamente ai distributori automatici della "nuova" Stazione Termini? Sto parlando, nello specifico, dell'ingresso sotterraneo, lato destro (avendo la stazione di fronte), in Piazza dei Cinquecento. Bene, ai distributori è sempre presente una donna (in condizioni igieniche semplicemente disastrose) che cerca di assicurarsi un eventuale resto chiedendo l'elemosina o cercando di aiutare le masse di stranieri che si approcciano al distributore (come sapete dotato, giustamente, di più lingue). Volendo almeno una volta fare il mio biglietto senza nessuno che mi gravitasse costantemente intorno (vi garantisco che l'odore non piacevole) sono andato al banco del Customer Care dell'Atac che è di fronte ai distributori. L'impiegato, molto gentilmente, mi ha risposto che non sono l'unico ad essersi lamentato e che "la legge italiana ci impedisce di fare qualche cosa". Non contento mi sono rivolto ad una guardia giurata (sempre di fianco al Customer Care e vi prego di fare attenzione alla dislocazione fisica degli spazi: distributori, guardie giurate e Customer Care sono tutti in pochi metri...) che mi ha risposto "non ci possono fare nulla ed anzi:quando acciuffiamo in flagranza di reato un minorenne che ha rubato un portafogli il giorno dopo siamo da capo a dodici..". Alla luce di questa risposta mi sono detto: ma perché nella stazione deve essere presente un servizio di vigilanza? A cosa serve? Perché devo pagare il biglietto € 1,50 per continuare a non avere un servizio decente? Ovviamente non incolpo i dipendenti Atac o della società di vigilanza per le loro risposte, ma i fatti sono questi. Alla luce di quanto esposto pretenderei dall'Atac una risposta seria ed articolata e, se venisse confermata l'impossibilità di risolvere questo problema (e sono sicuro che, di questo genere, è solo uno dei tanti) allora sarebbe opportuno eliminare completamente il servizio di vigilanza facendo diminuire immediatamente il costo del biglietto: dieci centesimi? Un centesimo? Va comunque bene: non voglio più pagare per un servizio che non ha ragione di esistere.
Grazie
Alessandro Ferraro
Sabato 18 Maggio 2013 - 17:34 http://www.ilmessaggero.it/DILLOALMES ... mini/notizie/281134.shtml
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VARIE : Guardie Giurate: Usipe Sinalggi, pronti ad una grande manifestazione di protesta
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| Inviato da Findus il 17/5/2013 7:27:21 (198 letture) |
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“Il sindacato Usipe – Sinalggi insieme all’Anggi promotori subito dopo l’estate di una massiccia protesta a difesa della figura della GpG” roma, 16/05/2013 (informazione.it - comunicati stampa) “ribaltiamo il banco” con questo slogan che è partito il tam tam in tutta Italia per organizzare subito dopo l’estate una massiccia protesta delle Guardie particolari Giurate. E quanto si apprende in una nota del sindacato U.Si.Pe. – Si.N.A.L.G.Gi. organismo esclusivo di categoria e l’Associazione rappresentativa A.N.G.G.I. , “ stiamo coinvolgendo tutti i nostri colleghi – afferma Roberto Pau – segretario dell’ANGGI - , ormai siamo stufi e stanchi di veder prendere decisioni anche serie come CCNL per la nostra categoria da parte di rappresentanti sindacali delle solite confederazioni sindacali che non conoscono minimamente i disagi e le problematiche che attanagliano gli operatori ma ancora peggio non indossando le nostre uniformi . Inoltre - continua Pau – le contrattazioni avvengono in modo esclusivo tra parte datoriale e organizzazioni sindacali senza il minimo coinvolgimento di sigle sindacali minoritarie che sono nate e gestite da guardie giurate. Questa situazione deve finire sottolinea il segretario dell’Anggi – ed ecco che il motto dell’iniziativa scelto non è un caso , ma vogliamo che si cambi per davvero. Dal fronte sindacale , l’U.Si.Pe. – Si.N.A.L.G.Gi. organismo rappresentativo autonomo, fanno notare che si deve cominciare a livello contrattuale come per esempio sganciare l’attuale contratto a quello del commercio e del terziario. Non ha senso chiosano dall’Usipe, gli operatori GpG non sono rappresentanti di commercio né operatori turistici oppure venditori del terziario, ma agenti incaricati di pubblico servizio, armati che hanno prestato un giuramento ai sensi della costituzione italiana , ma che sono gestiti da privati. Proprio a cio,abbiamo una serie di punti urgenti in agenda, tra cui, a breve presenteremo delle proposte leggi per far attuare in modo uniforme ed operativo l’albo delle GpG nelle prefetture dove le imprese specializzate possano assumere operatori formati e specializzati dalle istituzioni, anche per mettere un punto fermo sulle assunzioni senza professionalità oltre che dare un senso positivo alla figura delle GpG. Un secondo punto – continuano dal sindacato U.si.Pe. è quello di far riformare la categoria e stabilizzarlo sotto forma di Corpo nazionale, sotto il controllo delle prefetture e degli organi preposti anche per aumentare le forme di vigilanza e prevenire abusi e soprusi. Un nodo dolente, denunciano le associazioni , è questo monopolio dei sindacati confederali. In alcune realtà di istituti di Vigilanza - fanno notare dal sindacato – alcune sigle confederali non hanno iscritti mentre gli autonomi sono i maggioritari eppure non possono sedersi al tavolo delle contrattazioni. Questo è una situazione indegna per un paese democratico oltre che di elevata discriminazione in ambito di relazioni sindacali. Tutto ciò deve finire! E per questo che diciamo “Ribaltiamo il banco” solo insieme, solo chi veramente indossa l’uniforme, solo le GpG , conclude la nota! http://www.informazione.it/c/F4342264 ... anifestazione-di-protesta
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VARIE : Vigilanza privata e guardie giurate: perso il 33 per cento dei posti di lavoro
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| Inviato da Findus il 8/5/2013 18:26:24 (361 letture) |
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BENEVENTO – I tempi in cui si dormiva con la porta aperta. Ricordi di nonni, che in tempi di allarmi, telecamere, sensori e con ladri sempre più attrezzati appaiono un’eresia. Eppure, la crisi porta a risparmiare anche sulla sicurezza, e l’emorragia di posti di lavoro in questo settore ne è un chiaro esempio. Numeri terribili per la provincia di Benevento: in un anno nel Sannio è andato perso più del 30 per cento dei posti di lavoro. Nel 2011, infatti, a Benevento lavoravano nella vigilanza privata 208 persone, oggi ce ne sono 69 in meno (52 tra questi con la qualifica di guardia giurata), e hanno chiuso quattro aziende su undici, facendo registrare il dato peggiore dell’intera regione Campania. In controtendenza le altre province, a cominciare da Salerno che pur perdendo due aziende su 23 incrementa il numero degli addetti, saliti a 715 con 23 nuovi posti (+3,3%). Sullo stesso livello anche Avellino, dove le aziende scendono da 16 a 14 ma in compenso gli addetti salgono a 351 con 17 nuovi posti (+5%). Infine, Caserta registra la nascita di 3 nuove imprese di vigilanza, che portano il totale della provincia a 13, e incrementa di 6 unità il numero degli addetti, saliti nel 2012 a 762 unità. Le cifre elaborate dall’ASSIV, l’associazione nazionale delle imprese di vigilanza aderente a Confindustria (sui dati Inps della categoria vigilanza privata con esclusione di cooperative e consorzi), dunque, indicano , per quanto attiene alla Regione Campania e alla provincia di Benevento, un calo di aziende e di addetti superiore alla media nazionale. http://benevento.ottopagine.net/2013/ ... ento-dei-posti-di-lavoro/
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VARIE : 9^ puntata - ''Sulla qualifica delle guardie particolari giurate in attività di servizio - 2^ parte''
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| Inviato da Findus il 7/5/2013 18:34:31 (1312 letture) |
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Sulla qualifica delle guardie particolari giurate in attività di servizio.
2^parte: Non si tacci di intempestività la nostra guardia sol perchè nessun danno risultava ancora prodotto al momento del suo intervento! È di tutta evidenza che le espressioni “vigilanza” e “custodia” usate dalla norma in esame involgono qualsiasi attività diretta alla tutela della proprietà dei consociati, non soltanto in fase repressiva (quando siano in atto delitti contro il patrimonio) ma anche e soprattutto in fase preventiva, quando si tenda ad impedire ogni forma di attacco alla libertà ed alla integrità dei beni vigilati. Non è chi non veda come quei giovani, se non fermati in tempo, avrebbero potuto provocare qualche serio danno intorno a loro. È forse la prima volta che dobbiamo osservare nei giardini o sulle piazze pubbliche lampioni rotti o panchine sradicate? O vogliamo escludere che, nella specie, qualche portone avrebbe potuto rimanere imbrattato o “acciaccato”? Deve allora concludersi che l’intervento del vigile, quanto mai necessario e doveroso, sia stato effettuato in piena armonia con i poteri accordati alle guardie particolari dall’art. 133 legge di P:S. Altrettanto innegabile è la qualifica di p. u. che spetta alla categoria di cui sopra quando agisca a tutela della proprietà affidata alla sua vigilanza e custodia. Diamo un rapido sguardo al R.D. 6-5-1940 n. 635 (Regolamento per l’esecuzione del T.U. di P.S.): l’art. 250 ult. comma parla di “esercizio di funzioni” dopo la prestazione del giuramento; l’art. 254 annovera il dovere di vestire l’uniforme o, in mancanza, di portare il distintivo; l’art. 255 prevede la facoltà di stendere in ordine al servizio verbali “che fanno fede in giudizio fino a prova contraria”. In proposito è veramente sintomatico che la Corte Suprema a Sezioni Unite (sentenza 9-2-1963, Guglielmi contro Buccolieri, in Rep. Giust. Civ. 1963, voce “Consorzi”, massima 1, pag. 653) riconosca l’attività esercitata dai consorzi di vigilanza la natura di “esercizio privato di pubbliche funzioni”. Autorevole dottrina definisce poi i concessionari di pubbliche funzioni o servizi come “organi indiretti” dello Stato, aggiungendo che i rapporti giuridici che si stabiliscono fra concessionario ed utenti del servizio hanno sempre carattere pubblico (Zanobini, Corso di Diritto amministrativo 1959, vol. V, pag.349). Ma questi rilievi possono apparire superflui. La sostanza della questione riguarda l’ambito di applicazione dell’art. 133 del Regolamento di P. S., di cui si è già detto. Da questa sfera non sembra possano andare escluse le guardie particolari, notturne o campestri che siano. A loro, quando intervengono per salvaguardare la proprietà dei consociati da qualsiasi attacco (attuale o potenziale), spettano innegabilmente la qualifica di pubblico ufficiale e la conseguente protezione accordata dalla legge penale.
Di Antonio Maralfa Sostituto Procuratore della Repubblica http://www.giramolfetta.it/content_/n ... .asp?id_news=1140&lan=ita
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VARIE : 8^ puntata - ''Sulla qualifica delle guardie particolari giurate in attività di servizio'' - 1^parte
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| Inviato da Findus il 7/5/2013 18:33:20 (386 letture) |
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Sulla qualifica delle guardie particolari giurate in attività di servizio - 1^parte
Canosa, di notte. Alcuni allegri giovani, scambiata la silente piazza Galluppi per palestra, si divertono a scaraventarsi addosso secchi pieni d’acqua e cassette vuote, fra urla e schiamazzi di facile intuizione. I lampioni cittadini, sotto un nutrito fuoco incrociato, rischiano di andare in frantumi da un momento all’altro. Qualche “papalina” comincia a delinearsi nei vani delle finestre ma, prima che si verifichi la sveglia generale, una guardia notturna in servizio nella zona interviene decisamente sul gruppo. Ferma uno dei giovani più scalmanati e gli chiede le generalità. Quegli, manco a dirlo, si rifiuta, sollevando subito a modo suo, con espressioni irriguardose e provocatorie, la questione della legittimità dell’intervento del vigile, il quale, senza por tempo per lo mezzo, agguanta lo scanzonato… discobolo e cerca di trascinarlo difilato verso l’Ufficio di vigilanza notturna. Intervengono altri componenti del gruppo (quattro o cinque) e gli fanno un mezzo “palliatone”. Scaturiscono ovviamente la denuncia ed il rinvio a giudizio degli inquieti nottambuli per rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. Il Tribunale di Trani, contestando tale qualifica al solerte vigile, degrada il delitto di resistenza in quello di lesioni volontarie e dichiara non doversi procedere per mancanza di querela. Il P.M. produce il suo bravo gravame. La Corte di Appello è investita della questione: staremo a vedere. Per questo caso, non privo di giuridico interesse, vale la pena di spendere qualche considerazione. Il Tribunale ragiona così in sentenza: “La qualifica di guardia giurata si riferisce unicamente alla repressione dei reati contro il patrimonio, attesochè l’art. 133 della legge di P.S. destina le guardie giurate alla sola vigilanza e custodia delle proprietà mobiliari ed immobiliari delle persone o degli enti che ne richiedono la nomina all’Autorità amministrativa”. Al vigile notturno, intervenuto nella specie per reprimere un semplice schiamazzo, non spetta la qualifica di p. u, perchè il decreto prefettizio che lo autorizza allo svolgimento del suo compito “limita testualmente l’attività dell’interessato al servizio da espletarsi nelle proprietà dei convigilati del Consorzio. In definitiva il Di Gennaro operò quale privato cittadino nei confronti degli odierni imputati…”. Eh, no, andiamo piano! Innanzitutto è innegabile che il vigile notturno si trovava in servizio in piazza Galluppi, vale a dire nella quale evidentemente erano disposti beni di proprietà dei consorziati. Pertanto il ragionamento del Tribunale non convince neppure in punto di fatto. In secondo luogo non si vede come possa contestarsi il riferimento all’art. 133 delle leggi di P.S. nell’ipotesi di un vigile che intervenga per reprimere schiamazzi “innestati” su nutriti lanci di secchi pieni di acqua e di cassette vuote: non concorre egli a tutelare la proprietà pubblica e privata affidata alla sua vigilanza?
Di Antonio Maralfa Sostituto Procuratore della Repubblica http://www.giramolfetta.it/content_/n ... .asp?id_news=1083&lan=ita
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VARIE : 13:42 ASSALTO PORTAVALORI AOSTA: ARRESTATI DUE TORINESI E UN SARDO (2)
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| Inviato da Findus il 16/4/2013 17:10:44 (178 letture) |
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(ANSA) - AOSTA, 16 APR - ''Il tentato omicidio riguarda le decine di colpi esplosi nei confronti della guardia giurata Giampaolo Lanzetti che, giunto casualmente sul posto, apri' il fuoco verso i malviventi'', ha spiegato in conferenza stampa il dirigente della squadra mobile della Questura di Aosta, il commissario capo Nicola Donadio.
Nel frattempo proseguono le indagini per individuare gli altri componenti del commando ''composto da 8-10 persone, probabilmente italiane'', ha ricordato Fulvia Morsaniga, dirigente della sezione antirapina della squadra mobile della Questura di Torino. Al momento i tre arrestati non avrebbero collaborato con gli inquirenti all'individuazione degli altri componenti del gruppo.
Fu proprio l'intervento di Giampaolo Lanzetti a sventare l'assalto – definito di tipo 'militare' dal Questore di Aosta, Maurizio Celia - al furgone portavalori dell'istituto di vigilanza All System, che trasportava circa 428.000 euro in contanti, dopo averli ritirati in alcuni supermercati della plaine di Aosta. Tra le armi sequestrate a Rivoli – tre mitragliatori, di cui due Ak 47, due fucili a pompa, una pistola semiautomatica Beretta calibro 9x21 con matricola abrasa, candelotti di esplosivo e centinaia di proiettili – sono due i fucili che hanno sparato a Pollein, secondo gli esami balistici del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica del Piemonte e Valle d'Aosta. Inoltre i tre arrestati erano stati trovati in possesso anche di un flessibile analogo a quello impiegato per aprire il tetto del furgone portavalori. Ai fini della riuscita dell'indagine sono stati fondamentali in particolare ''i sopralluoghi, la raccolta di testimonianze e il lavoro della polizia scientifica'', ha spiegato il commissario capo Donadio. (ANSA). http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=162113
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VARIE : Guantanamo, raid contro i detenuti in sciopero della fame. Almeno un ferito
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| Inviato da atil nicola il 15/4/2013 9:10:42 (61 letture) |
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I militari Usa sparano "proiettili non letali" nel Campo 6: "Avevano coperto finestre e telecamere, si sottraevano al controllo". I legali e l'Onu denunciano violazioni dei diritti umani. Il presidente Obama ha promesso di chiudere il centro di detenzione per presunti terroristi a Cuba, ma il Congresso lo ostacola. E diverse aziende perderebbero il business dei servizi
di Roberto Festa | 14 aprile 2013Commenti (11)
Più informazioni su: Barack Obama, Guantanamo, Terrorismo, Usa.
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E’ sempre più drammatica la situazione nel carcere di Guantanamo. I soldati Usa sono entrati nelle ultime ore negli spazi comuni del Campo 6, dove da settimane decine di detenuti sono in sciopero della fame. Hanno sparato “quattro proiettili non mortali”, secondo la descrizione offerta dalle autorità militari, e quindi sgomberato l’area. I detenuti sono stati condotti nelle rispettive celle, in stato di isolamento, e gli spazi comuni sono stati chiusi sino a nuovo ordine. Le autorità di Guantanamo hanno giustificato il raid, che avrebbe fatto almeno un ferito, con la necessità di vigilare sui detenuti in sciopero della fame. Questi avrebbero infatti nelle ultime settimane coperto telecamere e finestre del Campo 6, sottraendosi al controllo delle guardie.
Se la speranza di Obama e della sua amministrazione era far dimenticare all’America e al mondo la situazione di Guantanamo, le ultime vicende sembrano aver fatto tramontare ormai definitivamente quella speranza. La settimana scorsa l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navy Pillay, aveva definito il carcere “una chiara violazione del diritto internazionale” e invitato gli Stati Uniti a rispettare “le leggi internazionali e gli standard legali”. Un’ispezione della Croce Rossa Internazionale, conclusa sabato 13 aprile, ha evidenziato elementi “di preoccupazione”, tanto da rendere necessario un ritorno dei medici della Croce Rossa nel carcere nelle prossime settimane. Soprattutto, non è dato prevedere quando cesserà lo sciopero della fame di decine di prigionieri: 43, secondo le autorità della prigione; molti di più, sino a 130, sui 166 detenuti che ancora si trovano a Guantanamo, secondo gli avvocati dei detenuti stessi.
Le ragioni del clamoroso sciopero collettivo sono state spiegate nei giorni scorsi da Jason Wright, uno degli avvocati d’ufficio assegnati ai detenuti. Wright parla di “condizioni di vita terribili”, anche nel Campo 6, con celle ghiacciate e accesso alle aree di ricreazione negato ai detenuti. Negli ultimi tempi ci sarebbe stata anche una stretta da parte delle guardie carcerarie, con frequenti perquisizioni alla ricerca di oggetti di contrabbando. Durante queste perquisizioni, secondo Wright, sarebbero state “profanate copie del Corano”, dove gli agenti pensavano di trovare materiale di contrabbando. “Ma i musulmani non nasconderebbero mai nulla nel Libro Sacro”, ha spiegato Wright.
Un’altra ragione della protesta starebbe nella decisione delle autorità della prigione di negare acqua in bottiglia ad alcuni detenuti per almeno tre giorni. I detenuti, tra cui Musaab al-Madhwani, cittadino yemenita, sarebbero stati invitati a bere l’acqua del rubinetto dei bagni, notoriamente non potabile. Alle condizioni di vita precarie, si aggiunge il senso di frustrazione per una detenzione indefinita, spesso senza che sia stata formalizzata alcuna accusa. Una task-force del Dipartimento alla Sicurezza Nazionale ha da tempo chiesto il trasferimento e la liberazione per decine di detenuti, che restano però ancora in carcere.
Le autorità americane hanno sinora respinto le accuse relative alle condizioni di vita a Guantanamo. Robert Durand, direttore dei Public Affairs della prigione, ha detto che lo sciopero della fame cerca di guadagnare ai detenuti simpatia e appoggi internazionali, aggiungendo che “i detenuti del Campo 6 vivono in un ambiente comunitario. Non sono chiusi nelle loro celle la notte. Hanno la TV satellitare, videogames, lettori Dvd e la stampa internazionale”. Secondo Durand, “gran parte delle perquisizioni del Corano” non sono state condotte dalla guardie carcerarie, ma affidate agli interpreti, che sono sempre musulmani. Da parte sua la Casa Bianca ha spiegato di “monitorare da vicino la situazione”, senza aggiungere altro.
Il caso Guantanamo resta comunque estremamente spinoso per l’amministrazione. Uno dei primi atti da presidente di Obama, nel 2008, fu la promessa chiusura di Guantanamo, che però non è mai arrivata per la riluttanza del Congresso a spostare sul suolo americano decine di prigionieri accusati di terrorismo. Molti di questi, accusati di nulla, non possono neppure essere rimandati nei Paesi d’origine, per timore che vi subiscano torture e maltrattamenti. Il “carcere della vergogna” è quindi rimasto un imbarazzo e un peso politico per Barack Obama, obiettivo delle critiche sia dei gruppi per i diritti umani sia dei repubblicani, che lo considerano troppo “debole” sulla questione del terrorismo.
La speranza di Obama e della autorità militari di Guantanamo, a questo punto, è che lo sgombero degli spazi comuni e l’isolamento dei prigionieri in celle singole fiacchi la loro resistenza e li spinga ad accettare il cibo. Anche perché, a dispetto delle condanne internazionali e delle sempre più drammatiche condizioni di vita e tensioni interne, Guantanamo non è destinato a chiudere nel breve periodo. Il Pentagono ha autorizzato alcuni giorni fa lo stanziamento di 49 milioni di dollari in nuovi fondi per costruire un altro edificio detentivo sull’isola. Dovrà ospitare 106 prigionieri, anche se il numero non è ancora certo. Una delle ragioni per continuare a versare denaro pubblico in una struttura che il presidente degli Stati Uniti aveva detto di voler chiudere 5 anni fa sembrano essere soprattutto le aziende private che hanno in carico gran parte dei servizi della prigione: sorveglianza, manutenzione, edilizia, forniture alimentari, sanitarie e di abbigliamento. Per questo mondo di “private contractors” la chiusura di Gitmo significherebbe la chiusura di sostanziosi contratti con il governo federale. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/ ... ame-almeno-ferito/562251/
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VARIE : Noci (Bari) - La guardia particolare giurata: l'importanza della figura professionale e la collocazione sul lavoro
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| Inviato da Findus il 12/4/2013 20:39:44 (317 letture) |
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12/04/2013
La guardia particolare giurata: l'importanza della figura professionale e la collocazione sul mercato del lavoro
Si terrà lunedì 15 aprile, alle ore 11.00, presso il Consorzio Consulting Scuola d'Impresa e Alta Formazione di Noci il seminario dal titolo “La guardia particolare giurata: l'importanza della figura professionale e la collocazione sul mercato del lavoro”.
L'evento si colloca nell'ambito della diffusione dei risultati del corso di “Guardia Privata di Sicurezza”, realizzato su mandato del Comando Militare Esercito “PUGLIA”: un percorso della durata di 240 ore, comprendente diversi attestati e competenze connesse con il titolo principale, riservato ai volontari congedati senza demerito di tutte le Forze Armate o in servizio di fine rafferma, secondo i vincoli del “Progetto Sbocchi Occupazionali”-progetto finanziato dal Ministero della Difesa attraverso la Direzione Generale denominata PREVIMIL (Previdenza Militare).
Il seminario offrirà la possibilità di riflettere sull'importanza della figura impiegata per la protezione di proprietà, patrimoni e persone fisiche attraverso i contributi di un parterre di relatori qualificati, composto dal Ten. Col. Terenzio Fusco Capo Sezione Collocamento ed Euroformazione del CME “PUGLIA”, dal vice Prefetto Aggiunto della Prefettura di Bari Rachele Grandolfi, dal segretario Generale dell'Associazione Italiana Vigilanza Angelo Ancona, dal titolare dell'Istituto di Vigilanza “La Fonte” Dott. Giovanni Spinelli e dal Presidente del Consorzio Consulting Pietro Liuzzi. Introduce e modera gli interventi il coordinatore del corso Domenico Fracchiolla. http://puglialive.net/home/news_det.php?nid=67999
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VARIE : ASCOLTATECI
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| Inviato da atil nicola il 12/4/2013 14:20:00 (231 letture) |
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ASCOLTATECI Ecco. Ci risiamo. E ,per fortuna, solo per fortuna, siamo tutti qua a raccontarlo. Anche questa volta abbiamo rischiato la vita per proteggere, difendere, assicurare l’integrità di ciò che ci viene affidato ,ma qualcuno si è accorto di quello poteva accadere aldilà dello spettacolo televisivo e giornalistico che né è venuto fuori? Ogni giorno, ogni notte t utti noi svolgiamo il nostro lavoro con passione, dedizione , attenzione e senso del dovere. Usciamo di casa per quello che può apparire un lavoro come tanti. Non è così . Le guardi giurate non fanno un lavoro come tanti. Lo sappiamo bene quando lasciamo le nostre case con gli occhi dei nostri cari che ci fissa n o ed il loro sguardo ci accompagna per tutto il turno di lavoro e ci la sciamo dietro parole sospese e ansie inconfessabili. Sappiamo che chi si rivolge a noi ha bisogno del nostro servizio e con or goglio e coraggio non ci tiriamo indietro mai. Ma come possiamo essere professionali, all’altezza delle aspettative di tutti se non abbiamo i mezzi per farlo?. Di fronte a delinquenti che si organizzano come per una missione dei Marines quale resistenza po ssiamo opporre se non disponiamo di alcun mezzo se non del minimo indispensabile per mettere a posto la coscienze di tutti? Vogliamo di più e di meglio .Per noi, per la collettività che si aspetta molto dal nostro servizio . Abbiamo bisogno di mezzi, strum enti , e riconoscimenti giuridici che non ci sono. Ci rivolgiamo a tutte le Istituzioni, perché non si deve aspettare che ci scappi il morto per fare qualcosa. Non lasciateci soli contro tutti. Da parte nostra c’è volontà , abnegazione, coraggio , ma ci è n ecessario molto di più: un servizio di vigilanza efficace giova alla collettività intera. Ascoltateci ! Il Segretario Nazionale Roberto Pau
http://www.guardiegiurateitaliane.it/ ... s/2013/04/ASCOLTATECI.pdf
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VARIE : Offende Napolitano su Facebook Trevigiano rischia fino a 5 anni
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| Inviato da atil nicola il 5/4/2013 9:55:29 (198 letture) |
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Gruppi contro il presidente, da Firenze parte un’inchiesta
CONEGLIANO (Treviso) — Insulta il capo dello Stato su Facebook e per questo è indagato per il reato di offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica. Rischia di costare caro ad un coneglianese un post scritto sulla pagina di un gruppo del famoso social network, per manifestare tutto il proprio dissenso nei confronti di Giorgio Napolitano. Uno stralcio dell'inchiesta avviata dalla procura e dalla polizia postale di Firenze è arrivato a Treviso e per l'indagato si profila la richiesta di rinvio a giudizio. Il ruolo di Napolitano, nonostante sia ormai in scadenza di mandato, è più che mai al centro della politica italiana, impegnato in prima persona a cercare di risolvere l'empasse in cui sono precipitati i partiti politici dopo il risultato elettorale.
Nonostante questo però, sono in molti a non amarlo e a criticare aspramente il suo operato. Ma se la maggior parte usa il diritto di critica nei modi e nelle forme lecite, c'è anche chi, soprattutto attraverso internet, spesso travalica i limiti. Vari, ad esempio, i gruppi nati su Facebook per criticare il Presidente: da «Napolitano non è il mio Presidente» a «Napolitano e le sue frasi ovvie» fino all'ancora più esplicito: «Vergognarsi del Presidente Napolitano ». Pagine sulle quali i commenti negativi, così come gli aggettivi spesso offensivi e ingiuriosi, si sprecano e che vengono seguite da uno stuolo di iscritti e migliaia di «Mi piace». E proprio su una di queste pagine dall'inequivocabile nome «Io odio Napolitano », D.B., 35 anni di Conegliano, avrebbe manifestato la sua poca stima nei confronti del Capo dello Stato.
L'uomo infatti, avrebbe lasciato un post per commentare alcune notizie sul Presidente, definendolo, senza mezzi termini, «stronzo». Un commento che, insieme agli altri della pagina, non è sfuggito agli ispettori della polizia postale di Firenze che hanno avviato un'indagine sul gruppo (che nel frattempo è stato chiuso), identificandone fondatori e iscritti. Tra quelli che hanno ricevuto un avviso di garanzia, anche il coneglianese per il quale uno stralcio dell'inchiesta è stato avviato in procura a Treviso, affidato al sostituto procuratore Antonio De Lorenzi, che ha da poco chiuso le indagini. Per l'indagato che, attraverso il suo avvocato Francesco Serafin sta per depositare una memoria difensiva, si profila quindi il probabile processo e il rischio di una pesante condanna. La pena prevista per il reato di offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica, è infatti stabilita da un minimo di uno ad un massimo di cinque anni di reclusione: «Quella del mio cliente è stata una leggerezza—commenta il difensore Francesco Serafin —. Su quella pagina ha lasciato un unico post, preso dal momento e senza riflettere. Per quell'unico errore, ora rischia una condanna che pare spropositata se paragonata a quelle per una comune diffamazione».
http://corrieredelveneto.corriere.it/ ... 5-anni-212460687304.shtml
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VARIE : Flir Thermal Fence, pacchetto software completo per la gestione dei sensori
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| Inviato da atil nicola il 31/3/2013 12:26:32 (77 letture) |
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FLIR Thermal Fence, che utilizza le termocamere IP di sicurezza leader nel settore, assicura prestazioni di rilevazione istantanee ed automatiche delle minacce e una valutazione visiva immediata, il tutto racchiuso in un solo pacchetto semplice da utilizzare.
Integrando le termocamere di sicurezza FLIR con il software di controllo e gestione FLIR Sensors Manager (FSM), FLIR Thermal Fence automatizza la sorveglianza perimetrale in qualsiasi contesto, tra cui siti petrolchimici o nucleari, campus commerciali e strutture residenziali, solo per fare alcuni esempi.
Integrazione di tutti i sensori in un’unica rete di sicurezza FLIR Sensors Manager è un pacchetto software completo per la gestione dei sensori, che permette non solo di gestire le termocamere FLIR, ma integra anche un’ampia gamma di strumenti di sicurezza di terze parti, che includono sensori per recinzioni, sensori a terra, radar, sensori sismici, reti in fibra ottica ed altri componenti, in un un’unica rete di sicurezza. Il principale vantaggio del software FLIR Sensors Manager, tuttavia, è costituito dagli algoritmi di analisi video avanzati che permettono di rilevare automaticamente gli intrusi. Il software consente di impostare perimetri di intercettazione virtuali ed altre regole spaziali avanzate, come allarmi attivati all’ingresso o all’uscita. Abbinato alle termocamere FLIR, questo potente software permette di proteggere un perimetro 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, rilevando con precisione gli intrusi ed abilitando la verifica visiva istantanea, minimizzando al tempo stesso i falsi allarmi.
Come mettere in pratica FLIR Thermal Fence Per impostare FLIR Thermal Fence sono necessarie diverse termocamere fisse per la sorveglianza dell’intero perimetro ed una o più termocamere montate su piattaforme pan/tilt a copertura dell’intera area del sito.
Le termocamere FLIR fisse invieranno continuamente le riprese termografiche in tempo reale al software di analisi video. FLIR Sensors Manager si basa su algoritmi di analisi video avanzati, sviluppati appositamente per l’analisi delle riprese termografiche. Rileverà e seguirà tutti i tipi di movimento, comparandoli con parametri predeterminati. L’intuitiva interfaccia utente permette di creare regole personalizzate per le linee d’intercettazione, le aree di esclusione, gli allarmi di temperatura e gli allarmi direzionali. Il software Sensors Manager attiverà un allarme alla rilevazione di un movimento non autorizzato.
Conferma visiva veloce, per un intervento immediato L’operatore può immediatamente vedere cosa sta accadendo nel materiale video termografico ripreso dalle termocamere fisse. Le termocamere pan/tilt entrano in gioco quando è richiesta un’ulteriore conferma visiva. FLIR Sensors Manager dispone di una funzione di mappatura geo-referenziata integrata, che permette di utilizzare l’esclusiva funzionalità di puntamento pilotato slew-tocue di FLIR. Le termocamere FLIR pan/tilt verranno infatti puntate automaticamente verso le coordinate precise di qualsiasi allarme generato da uno dei sensori della rete FLIR Thermal Fence. In questo modo l'operatore può effettuare rapidamente un'ispezione visiva dell'allarme, accelerando l'intervento umano in risposta all'evento.
I vantaggi di FLIR Thermal Fence • Facilmente integrabile con le reti di sicurezza esistenti: il software FLIR Sensors Manager può integrare facilmente le termocamere di sicurezza FLIR con altre telecamere TVCC o sensori IP compatibili. • Vantaggioso economicamente: FLIR Thermal Fence è una soluzione più economica rispetto all’installazione di una barriera fisica. Comparato con una rete TVCC, FLIR Thermal Fence richiede un minor numero di telecamere, grazie all’esteso raggio di copertura delle termocamere di sicurezza FLIR. • Non invasivo: questo metodo per mettere in sicurezza il perimetro è decisamente più discreto di una barriera fisica o di sistemi di illuminazione di disturbo per la fauna locale. • Messa in sicurezza di aree inaccessibili: le aree che non possono essere recintate per ragioni economiche, logistiche o ambientali possono essere protette facilmente con FLIR thermal Fence. • Costo totale di gestione ridotto: le termocamere non richiedono manutenzione e, dal momento che non richiedono un sistema di illuminazione, il costo totale di gestione è molto contenuto. • Minor numero di falsi allarmi grazie all’elevato contrasto delle riprese termiche e agli algoritmi di analisi video avanzati del software FLIR Sensors Manager, FLIR Thermal Fence garantisce un minor numero di falsi allarmi rispetto agli altri pacchetti di sicurezza. • Facile da modificare ed ingrandire: grazie alla flessibilità intrinseca, FLIR Thermal Fence può essere facilmente modificato ed ampliato per seguire l’evoluzione delle necessità del proprio sistema di sicurezza. http://www.snewsonline.com/notizie/te ... _gestione_dei_sensori-805
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VARIE : L'Associazione nazionale Guardie Giurate contro Striscia la Notizia
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| Inviato da Findus il 20/3/2013 19:05:44 (511 letture) |
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L'ANGGI, associazione nazionale guardie giurate italiane, si dissocia dal servizio mandato da Striscia la Notizia sul caso della rapina
Comunicato Stampa Riceviamo e Pubblichiamo, la lettera di protesta da parte dell' associzione nazionale delle guardie giurate, sul caso della rapina dove e' morto un ex br e ferito una guardia.La notizia e' stata mandata in tutte le tv nazionali e regionali, ma dando risalto esclusivamente alla morte del ex brigatista morto, senza dare nessun riscontro e parola all'operato e al ferimento della guardia giurata. testo della lettera: Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane -A.N.G.G.I.- Viale Belforte, 167 - Varese
Salve, mi chiamo Roberto Pau e sono orgogliosamente il segretario nazionale dell'ASSOCIAZIONE NAZIONALE GUARDIE GIURATE ITALIANE. Vi scrivo in merito a dei disappunti pervenuti per iscritto alla nostra associazione da vari iscritti in qualità di Guardie Giurate, che protestando per un servizio da voi trasmesso nella puntata del 01 marzo 2013, esprimevate solidarietà (doverosa!) e ci associamo, ad una vostra troupe; che durante una efferata sparatoria avvenuta a Roma stesso giorno del vostro servizio agli indirizzi di Guardie Giurate; si trovava li per un servizio televisivo.
Ci dissociamo fermamente sul fatto che proprio voi, sempre attenti all'informazione, sia essa satirica che seria, abbiate potuto compiere questa leggerezza per noi di grave entità morale, non ricordando la categoria neanche quando le Guardie Giurate rischiano la vita e riportano ferite dovute ad un efferato conflitto a fuoco, un atto criminale di cui tutti i giorni esse vivono e nessuno se ne preoccupa.
Più volte, tante Guardie Giurate vi hanno sottoposto domande e chiesto indagini ed interessamento di tipo gionalistico nel nostro marcio settore, ma mai nulla! Quindi, adesso ci aspettiamo tantomeno che quando siate voi coinvolti assieme a noi, proponiate quantomeno la notizia completa per darci voce e perché possiamo sentirci rispettati come esseri umani e servitori dello Stato, perché noi siamo servitori al servizio dei cittadini e tuteliamo un interesse pubblico e storicamente non ci accomuniamo affatto agli interessi dei nostri datori di lavoro, di cui noi siamo mezzo di tutela autorizzati per tali funzioni e loro sono per noi solo un mezzo da cui percepiamo una misera paga per servire interessi pubblici come il denaro che trasportiamo. Concludiamo dicendo che se la vostra troupe ha rischiato grosso, le nostre Guardie Giurate per 1.100 euro vivono di quel rischio ogni santo giorno e le loro famiglie vivono un ansia quotidiana sconosciuta all'umanità. CI DISSOCIAMO DALLA VOSTRA INDIFFERENZA!!! Siamo telespettatori anche noi, ma come prima cosa Guardie Giurate ed esseri umani!!!
Il Segretario Nazionale
Roberto Pau http://www.bresciatoday.it/cronaca/a- ... ate-striscia-notizia.html
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