Guardie giurate a bordo dei treni Trenord: da febbraio contro aggressioni e vandalismi

Non saranno armati, ma potranno chiedere l’esibizione dei documenti di identità dei passeggeri. Sicurezza sui treni e nelle stazioni: Trenord corre ai ripari con le guardie giurate. In servizio dall’1 febbraio.


Non saranno armati, ma potranno chiedere l’esibizione dei documenti di identità dei passeggeri. Sicurezza sui treni e nelle stazioni: Trenord corre ai ripari con le guardie giurate.

Dopo la sperimentazione avviata ad agosto con l’utilizzo di 200 vigilantes, dal 1 febbraio l’azienda di trasporto regionale passerà al “piano B”. Se finora il personale in divisa aveva soprattutto funzioni di assistenza ai dipendenti della società (controllori innanzitutto), da febbraio sulle carrozze e nelle stazioni lombarde saranno in servizio operatori più qualificati e accreditati in Prefettura.
Un’iniziativa alla quale la società ha impresso un’accelerazione soprattutto dopo la brutale aggressione a un capotreno alla fermata di Villapizzone, alla periferia di Milano, a giugno, da parte di una gang di latinos. Nell’occasione il presidente della Regione Roberto Maroni aveva annunciato il piano sicurezza sui treni. Se sui convogli saliranno le guardie giurate (in numero da definire), alcune decine di operatori finora adoperati a bordo verranno spostati a presidiare i depositi. Sui treni le guardie, non armate, potranno anche procedere a identificare i passeggeri. Una mansione da pubblico ufficiale, finora consentita solo alla Polfer e alle forze dell’ordine in genere.

http://www.ilcittadinomb.it/stories/C ... ssioni-e-vand_1163621_11/

Approda in Valle il partito Rinnovamento per l’Italia

31/12/2015

Roberto Pau, di 32 anni, segretario regionale dello Sinalv Valle d'Aosta, sindacato della Vigilanza privata, è il primo Coordinatore regionale Valle D’Aosta del Dipartimento nazionale delle Politiche per la Difesa e la Sicurezza, del Partito Rinnovamento per l’Italia. Lo ha designato il segretario nazionale Francesco Maurizio Mulino.

Roberto Pau nato come blogger attivista del settore, dal 2007 è entrato a far parte della Vigilanza Privata come Guardia Giurata e nel 2008 crea uno dei primi gruppi Facebook dal titolo “Guardie giurate meritiamo piu’ rispetto“.

Si legge ancora nella sua nota biografica: “Nel 2009 si spostò dalla sua Sardegna e si trasferì in Valle d’Aosta per lavorare in un Istituto di Vigilanza del Nord e li iniziò il vero studio del settore, avvalendosi di amici avvocati, con i quali ha instaurato una collaborazione a livello Nazionale, e si cimentò sullo studio della Contrattazione C.C.N.L., la legge 300/1970 ovvero Statuto dei Lavoratori, la Legge 81/2008 ex 626, il codice civile e il codice penale per sapere come impostare il suo mestiere e trovare le falle che indeboliscono il sistema Vigilanza e Sicurezza”.

Sul sito web del partito si legge: “in sintesi Rinnovamento per l’Italia intende riformare il sistema Italia attraverso un riassetto legislativo ed amministrativo che tuteli maggiormente il popolo italiano e la nazione, mantenendo fortemente sia la nostra identità culturale che la nostra libertà nazionale attraverso la riaffermazione della sovranità popolare”.
http://www.valledaostaglocal.it/2015/ ... ovamento-per-litalia.html

Arrivano i “nebbiogeni” contro i furti dai dentisti


Arrivano i “nebbiogeni” contro i furti dai dentisti

Cinque le visite dei ladri agli studi odontoiatrici bellunesi negli ultimi 18 mesi L’Andi: «Sono colpi fatti da persone esperte su commissione. Ingenti i danni» di Paola Dall’Anese

Tags
dentisti
furti
andi





















03 gennaio 2016
































0












LinkedIn












0












Pinterest







BELLUNO. I dentisti bellunesi si attrezzano contro il dilagare dei furti nei loro studi e mettono a punto un pacchetto sicurezza che prevede, oltre ad assicurazione e vigilanza privata, l’utilizzo di nebbiogeni. Una soluzione che in queste ultime settimane sta prendendo sempre più piede in tutto il Veneto, ma anche in provincia.

«In caso di intrusione», spiega il presidente di Andi Veneto, Luca Dal Carlo, «il sistema antifurto satura lo studio di una densa e impenetrabile nebbia bianca, atossica e innocua per persone, animali e beni, costringendo il ladro a trovare velocemente la via di fuga. Si sa che i primi minuti dopo l’intrusione sono cruciali, per questo intendiamo neutralizzare i ladri semplicemente rendendoli “ciechi”».

Nell’ultimo anno e mezzo, tra i circa cento iscritti all’Andi di Belluno, sono stati cinque i furti segnalati: «Il primo problema è rappresentato dal vandalismo: pur di portar via i macchinari in breve tempo, i ladri tagliano praticamente tutto. E questo blocca uno studio dentistico per almeno 15 giorni. I danni sono enormi e sono arrivati a toccare anche i 35 mila euro», spiega Dal Carlo. Il risultato è che il dentista, per poter continuare un minimo la propria attività, deve, nell’immediato, chiedere in prestito i macchinari ai colleghi. «Posso affermare che siamo di fronte a una vera emergenza sicurezza», prosegue Dal Carlo. «Parliamo di ladri professionisti, che operano su commissione. Gente che sa dove mettere le mani e lo fa procurando gravissimi danni. È evidente che il materiale rubato andrà ad attrezzare qualche altro studio odontoiatrico. Belluno, insieme con Padova e Venezia, sono le provincie più colpite. Ma le altre non sono affatto esenti al fenomeno: ci sono colleghi che hanno subito due furti nel giro di 15 giorni».

Insomma, la convinzione di Andi è che si tratti di furti su commissione. Ci sono i piccoli furti - a sparire sono il pc, la macchina fotografica e i trapani - ma ci sono anche quelli dove viene rubato tutto lo strumentario. I ladri vanno a colpo sicuro e prendono l’attrezzatura più costosa:





si pensi che un trapano di ultima generazione può costare fino a 1500 euro».

«Ci siamo accorti», conclude il presidente veneto dell’Associazione dei dentisti veneti, «che vengono battuti i territori a tappeto. Per questo motivo dobbiamo proteggerci».
http://corrierealpi.gelocal.it/bellun ... sti-1.12708790?refresh_ce

UGL - Direttivo Territoriale Romano

Direttivo Territoriale Romano

28 dicembre 2015 12:24


Condividi questo Articolo
Twitter
Facebook
Delicious
Digg
Stumble
Reddit


Autore:
Pasquale Nicolardi

Tags:
CCNLromafestadirettivoinadempienze

UGL Segreteria Territoriale Roma – Federazione Sicurezza Civile

Il 23 dicembre 2015 si è riunito il direttivo Territoriale Romano composto dai seguenti Dirigenti:
Presenti:
Alfonsina Caruso, Donato Serra, Alessandro Cardinale, Carlo My, Ennio Lo Forte, Sisti Massimiliano, Ettore Giacobbe, Daniele Cantalini, Ielapi Franco, Sandro Antonini, Mario Pizzari, Lipari Giuseppe, Gigliotti Claudio, Cascone Marco, Tiberti Marco, Luca Amato, Cebeni Alvaro (8 giorni alla pensione), Stefano Catano, Rocci Emiliano, Nava Ermanno, Marco Mercuri, Lino De Vecchis.

Assenti giustificati con delega allo scrivente:
Luca di Giacopo, Leucio Bianchi, Adis Antonellini, Neri Attilio, Gianluigi Marcomeni, Pasquale Nicolardi. Righetti Valter, Roberto Carofiglio, Martini Pietro, Eros Guerrera.

In Rappresentanza dei lavoratori di:
Made In, Superpol, New Master Police, Sicuritalia, Sevitalia Sicurezza, Travis, Italpol, Urbe, Securitas Metronotte, Roma Union security, Sipro, Cosmopol, Coopservice, Security Service, Axitea, Flash & Capitalpol.

Verranno informate le altre RSA-UGL presenti in altri Istituti non menzionati ed assenti giustificati alla riunione. (chiedo scusa se mi sono scordato qualcuno).

L’incontro del Direttivo pianifica il Modus Operandi che verrà attuato alla vigilia della scadenza del CCNL 31 dicembre 2015 e detta le regole condivise da tutti i presenti con delega per gli assenti, di quanto si farà per correggere le inadempienze del 80% degli Istituti di Vigilanza.
Conoscendo la peculiarità del settore e delle garanzie che solamente alcuni IVP Virtuosi possono accordare in termini di sicurezza rispetto a quelli Virtuali, nei quali si nascondono evasioni, concussioni e quant’altro, la scrivente O.S. decreta:
1) Dal 01 gennaio 2016 svolgimento all’interno degli IVP, nel limite delle 12 ore per ciascun dipendente, o altrimenti regolamentate, le ore retribuite di assemblea finalizzate a:

a) Evidenziare mensilmente le carenze e le inadempienze del CCNL da parte delle Aziende presso le quali i partecipanti prestano servizio; verbalizzare in Assemblea e chiedere immediato incontro all’IVP nel caso in cui si rendesse necessario e, affrontare le tematiche denunciate dai lavoratori; portare l’Azienda alla prospettiva di soluzione o diversamente, tramite il ricorso alla DTL in mancanza di soluzione procedere a Vertenze, stati di Agitazione ed eventuali azioni da concordarsi con i lavoratori iscritti all’O.S.

b) Costituire all’interno dell’assemblea, dei collettivi finalizzati a far emergere suggerimenti sul rinnovo del CCNL che verranno portati all’attenzione delle Associazioni ad ogni cadenza di appuntamenti che si organizzeranno nel corso del tempo per il rinnovo del contratto. Le risposte verranno comunicate ai lavoratori tramite lo stesso strumento.

2) All’interno della Segreteria, tra i Dirigenti, verrà istituito un Osservatorio con incontri mensili per verificare e monitorare le situazioni sopra descritte ed in corso d’opera. Per tale funzione verranno utilizzati i permessi Sindacali di cui all’art.30 della L.300/70 nel limite delle 70 ore per i Componenti Territoriali;
per i Componenti Regionali nel limite delle 70 ore come da criteri di legge, per le azioni sul Territorio e per presenziare incontri presso Istituzioni e /o manifestazioni;
per i Componenti Nazionali nel limite delle 70 ore come da criteri di legge, per il monitoraggio e la divulgazione, tramite le assemblee nei vari IVP che si andranno a visitare.

UGL Sicurezza Civile e Servizi Fiduciari – Questo faremo….!!!
http://www.uglguardiegiurate.net/direttivo-territoriale-romano/

Vigilante ucciso con un fucile calibro 12 Dal corpo mancano pistola e portafoglio

Poco dopo mezzanotte la morte del 42enne ritrovato un'ora dopo
da un collega. Tre i passaggi previsti alla cava. Domani l'autopsia






Dal cadavere di Salvatore Chianese, il 42enne vigilante della Cittadini dell'Ordine ucciso all'ingresso di una cava a Savio poco dopo la mezzanotte tra il 29 e il 30 dicembre con un colpo da dietro alla testa sparato da un fucile da caccia calibro 12, mancano il portafoglio e la pistola di servizio. È un particolare che rende ancora più sinistro il quadro già complicato dell'omicidio su cui stanno lavorando i carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna coordinati dal procuratore capo Alessandro Mancini e dal sostituto Daniele Barberini. Gli investigatori stanno battendo l'area circostante alla cava alla ricerca dell'arma d'ordinanza
Chianese, incensurato originario di Napoli, viveva a Campiano con la moglie e un figlio di nove anni. Dal 2009 lavorava per la Cittadini dell'ordine (che ha acquisito la Civis Augustus): la notte scorsa era di pattuglia, tra i vari luoghi da perlustrare anche la cava Manzona della società Sic (gruppo Cmc). Erano in programma tre passaggi in orari non definiti. L'omicidio pare sia arrivato in occasione del secondo giro. Il corpo, ritrovato da un collega poco dopo l'1 quando è stato inviato sul posto dalla centrale operativa che non aveva più contatti con Chianese da tempo, era a terra vicino alla sbarra di accesso dove erano ancora inserite le chiavi per l'apertura. Pochi metri più in là l'auto dell'istituto di vigilanza con il lunotto posteriore frantumato da un'altra fucilata.

La Civis Augustus per ora sceglie di non rilasciare dichiarazioni. Il direttore tecnico Andrea Fabbri spiega la motivazione: «In questo momento siamo vicini alla famiglia, siamo tutti molto scossi e stiamo collaborando in tutti i modi con i carabinieri che ci hanno chiesto il massimo riserbo vista la delicatezza delle indagini». Sull'episodio è intervenuto il sindaco Fabrizio Matteucci: «Ho parlato con il colonnello Massimo Cagnazzo, comandante dell'Arma dei Carabinieri, che mi ha confermato che le indagini per individuare l'assassino della guardia giurata avvenuto a Savio vengono svolte a 360 gradi e con il massimo dispiegamento di forze. Esprimo le condoglianze alla famiglia della vittima che risiede a Campiano. Il cuore di Ravenna sanguina per questo efferato omicidio che ha spezzato questa giovane vita».

http://www.ravennaedintorni.it/ravenn ... istola-e-portafoglio.html

Caltanissetta, false offerte di lavoro: ex vigilantes alla sbarra


TRUFFA


Caltanissetta, false offerte di lavoro: ex vigilantes alla sbarra

di Vincenzo Falci— 12 Dicembre 2015


È accusato di avere promesso un impiego per conto di un’agenzia di sicurezza dell’Emilia Romagna dopo avere fatto frequentare un corsotruffa continuata.




CALTANISSETTA. False offerte di lavoro nel mondo della security. È quanto avrebbe offerto a diversi malcapitati dai quali avrebbe pure incassato un po’ di quattrini. E lui stesso è stato in passato dipendente di quella società dell’Emilia Romagna per conto della quale, ma falsamente, avrebbe ricercato personale. Così da mettere nel sacco, secondo la tesi accusatoria, una dozzina o quasi di persone a quel tempo in cerca di lavoro.

Ed è facendo leva su questo aspetto che la trappola avrebbe funzionato ancor più. Ma solo quattro tra loro (assistiti dagli avvocati Massimiliano Bellini, Calogero Buscarino e Salvatore Tona) alla fine hanno deciso di andare fino costituendosi parte civile.





Questo lo scenario complessivo al centro dell’inchiesta che trascina alla sbarra, dinanzi il giudice Valentina Amenta, il quarantacinquenne Salvatore D.R. (difeso dall’avvocato Santo Lucia) a carico del quale il pubblico ministero Cristina Lucchini, titolare dell’inchiesta, ha contestato l’ipotesi di truffa continuata. Per una catena di episodi che sarebbe racchiusa nell’estate di due anni fa.
http://caltanissetta.gds.it/2015/12/1 ... antes-alla-sbarra_448301/

«Defiscalizziamo le spese per evitare gli atti criminali»

proposta del governatore zaia per i commercianti
«Defiscalizziamo le spese per evitare gli atti criminali»

Telecamere, allarmi, assicurazioni, vigilanza privata, vetrine corazzate. Ma quanto spendono commercianti ed esercenti veneti e veneziani per difendersi dalla criminalità? Molto, di sicuro, come ha...





















27 novembre 2015
































0












LinkedIn












0












Pinterest







Telecamere, allarmi, assicurazioni, vigilanza privata, vetrine corazzate. Ma quanto spendono commercianti ed esercenti veneti e veneziani per difendersi dalla criminalità? Molto, di sicuro, come ha evidenziato una recente indagine della Confcommercio nell’ambito della giornata della mobilitazione sulla legalità. Anche perché più di 8 negozianti su dieci sia in provincia che in regione hanno acquistato uno o più di questi strumenti per difendersi. Nasce sulla scia di questa indagine la proposta del presidente del Veneto, Luca Zaia, di defiscalizzare le spese sostenute dai commercianti ma anche dai privati cittadini per scongiurare atti criminosi. «Queste spese», sostiene Zaia, «devono essere totalmente defiscalizzate, se non addirittura rimborsate. Se lo Stato non è in grado di difendere gli italiani e i veneti, almeno paghi i danni e i costi che la gente deve subire a causa della sua incapacità».

La richiesta, come detto, giunge alla luce della presentazione dell’indagine Confcommercio-Gfk Eurisko, dalla quale è emerso tra l’altro che l’83% dei negozianti veneti “spende” per proteggersi. «Siamo di fronte a una categoria, quella dei commercianti, che conta oltre 16 mila piccole imprese commerciali in Veneto», continua Zaia. «L’83% di loro investe in autodifesa e se a questi aggiungiamo le centinaia di migliaia di famiglie che hanno fatto la stessa cosa per la propria casa, siamo di fronte a spese di centinaia di milioni di euro, che vanno considerati veri e propri “danni” subiti a causa dello Stato. La defiscalizzazione totale di tali spese è un risarcimento non più rinviabile. Ed è il minimo, perché, facendo un po’ di autocritica, lo Stato dovrebbe pensare a un fondo di risarcimento nazionale, tipo quello esistente per i sinistri stradali nei quali chi causa il danno non è assicurato. Sono disponibile a sostenere ogni iniziativa possibile per portare la questione all’attenzione del Parlamento che, volendo, potrebbe fare presto e bene. Come Regione non abbiamo praticamente alcuna competenza diretta e ciò che potevamo l’abbiamo fatto,





erogando 64 milioni di contributi per la sicurezza in un decennio, compreso il 2015, mentre lo Stato non versa un euro di tasca sua dal 2004».

L’indagine Confcommercio evidenzia come l’82% dei negozianti veneziani ritenga necessario puntare sulla certezza della pena. (g.cod.)
http://nuovavenezia.gelocal.it/venezi ... ali-1.12523572?refresh_ce

Guardie Giurate senza autorizzazione, in 9 nei guai.

m.cronachemaceratesi.it/2015/11/26/guardie-giurate-senza-autorizzazione-nei-guai-9-persone/736277/

Gioielliere uccide ladro in casa -Pm "e' stata legittima difesa"

Gioielliere uccide ladro in casa
Pm "e' stata legittima difesa"



15:31 25 NOV 2015



(AGI) - Milano, 25 nov. - Ucciso durante una sparatoria dal proprietario della villa che voleva rapinare insieme ai suoi complici. E' questa la conclusione a cui sembrano giungere gli inquitrenti che indagano sulla rapina, avvenuta ieri sera a Rodano (Mi) nella villa del gioielliere Rodolfo Corazzo, nella quale e' morto uno dei ladri, ucciso dal proprietario di casa.


Secondo gli inquirenti, c'e' stata una vera e propria sparatoria. Sette i colpi esplosi all'interno dell'abitazione da parte dei tre ladri e tre da Corazzo, con la semi automatica legalmente detenuta, uno dei quali ha colpito al petto il pluripregiudicato, Valentin Frrokaj, uccidendolo. E' per questo motivo, che secondo la procura si tratta di "un caso classico di legittima difesa". Come spiegano i carabinieri, l'uomo ucciso, era "un bandito estremamente pericoloso, un animale, molto agguerrito", con una lunga serie di reati, tra cui un omicidio, e "che ha sempre agito con l'uso delle armi".

Stando alla ricostruzione dei fatti, il gioielliere stava rientrando a casa a bordo del suo scooter ieri sera poco prima delle 20.
Entrato nel garage della villetta, al momento di chiudersi alle spalle la saracinesca automatica, e' stato sorpreso dai tre. In casa c'era anche la moglie, di 53 anni e la figlia di 10 anni.
Non sono stati legati e pare non ci siano state percosse. I ladri hanno intimato all'uomo di aprire la cassaforte, dalla quale hanno prelevato gioielli e una pistola. Poi hanno insistito per avere di piu': c'era una seconda cassaforte. E' stata aperta, sono stati portati via monili in oro e altre armi. A questo punto, il gioielliere ha deciso di usare la pistola che tiene sempre addosso e che era sfuggita ai ladri.
L'ha estratta, ha sparato un colpo in aria per allontanarli, ma loro hanno risposto al fuoco, con due pistole, una delle quali appena rubata dalla cassaforte. Corazzo ha poi reagito uccidendo l'albanese. Tutti e tre sono scesi al piano di sotto, per tentare di fuggire, con una Fiat 500 che si trovava nel garage. Ma non sono riusciti a sfondare la saracinesca.
Valentin Frrokaj si e' accasciato a terra, morto. Sul suo corpo sono state trovate anche alcune dosi di cocaina. Gli altri due sono scappati a piedi. Hanno agito a volto coperto, e parlato poco, ma e' probabile che anche i fuggiaschi fossero della stessa nazionalita' di Frrokaj.

Maroni e Salvini, il bandito se l'e' cercata

"Un commerciante, aggredito da tre rapinatori al suo rientro a casa, ha sparato e ucciso uno dei ladri, e messo in fuga gli altri due. Si e' difeso, ha fatto bene! Spiace per il ladro morto, ma se l'e' andata a cercare" ha scritto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, sul suo profilo Facebook. Gli fa eco Roberto Maroni: "Condivido. E' andato a cercarsela. E mi pare che questa posizione sia condivisa anche dalla Procura". "Ribadisco che, se per caso dovesse essere imputato per eccesso colposo in legittima difesa, noi abbiamo approvato una norma che consente il patrocinio gratuito della Regione. Mi pare che almeno in questo caso non ci sia questa imputazione e quindi e' una buona notizia".
http://www.agi.it/cronaca/notizie/gio ... stata-legittima-difesabr-

Renzi: per sicurezza e cultura 2 miliardi, 80 euro agli agenti

Renzi: per sicurezza e cultura 2 miliardi, 80 euro agli agenti e bonus per i 18enni





di Claudio Marincola

Associa il tema della sicurezza alla cultura e annuncia lo stanziamento di due miliardi di euro. Uno per estendere gli 80 euro a tutti gli appartenenti alle Forze dell'ordine, l'altro per riqualificare le periferie urbane e per dare un bonus «a 550mila italiani che compiono 18 anni e che potranno investire in attività culturali».



Matteo Renzi sceglie un gioiello, la sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio per risollevare il morale degli italiani, scossi come tutti gli europei dallo scenario di guerra che stiamo vivendo in questi giorni e dalle cupe prospettive del dopo Bataclan. «La bellezza è più forte della barbarie, la sfida è difficile, ma dobbiamo essere all'altezza Dobbiamo ricordarci che siamo l'Italia», gonfia il petto il premier. Accanto a lui il commissario Francesco Paolo Tronca. «Ogni centesimo non sarà un costo ma un investimento se ci ricordiamo che stiamo investendo sulla nostra identità», dice ancora Renzi.



Centocinquanta milioni di euro verranno dirottati sulla cibersecurity, di cui 50 per rinnovare la strumentazione ormai vetusta delle Forze dell'ordine. Che da 5 dovranno diventare 4. Entro l'anno la Forestale entrerà infatti nei Carabinieri. E a chi porta una divisa una sola raccomandazione, «chiederò di aumentare la presenza in strada, abbiamo troppa gente negli uffici dei palazzi romani».



ECCO I SOLDI

Dove trovare tanti soldi? Il governo pensa di spostare al 2017 la riduzione dell'Ires. La legge di Stabilità aveva previsto infatti che l'imposta sui redditi societari sarebbe scesa di 3,5 punti percentuali, dal 27,5 al 24%. L'idea è scendere al 24,5% già il prossimo anno. Ue permettendo perché questo vorrebbe dire aumentare l'indebitamento dal 2,2 al 2,4% del Pil.
http://ilmessaggero.it/primo_piano/po ... bonus_18enni-1381257.html

Finti infortuni sul lavoro: truffata compagnia assicuratrice

Finti infortuni sul lavoro: truffata compagnia assicuratrice

L’attività condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Sassari ha coinvolto i vertici societari di un importante istituto di vigilanza privata di Sassari in concorso con otto dipendenti e con la complicità di un sub-agente di una nota società assicurativa.

Finanziere controlla documenti
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari, nell’ambito dell’attività operativa disposta a tutela dei mercati finanziari, hanno concluso una complessa indagine di polizia giudiziaria a contrasto delle truffe in danno alle compagnie assicurative.

L’attività condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Sassari, su delega dell’Autorità Giudiziaria, ha coinvolto i vertici societari di un importante istituto di vigilanza privata di Sassari in concorso con otto dipendenti e con la complicità di un sub-agente di una nota società assicurativa.

Gli indagati avrebbero simulato falsi incidenti sul lavoro documentati con certificati sanitari, fisioterapici e fiscali alterati mediante l’apposizione di dati anagrafici e prognosi riconducibili ad infortuni sul lavoro mai avvenuti. L’indagine ha interessato anche medici ortopedici e centri di fisioterapia della provincia di Sassari, poi risultati estranei alla truffa.

Gli accertamenti, tuttora in corso, potranno avere ulteriori sviluppi in ordine alla quantificazione totale degli indebiti risarcimenti che, allo stato attuale delle indagini, sono superiori ai duecento mila euro e per accertare eventuali altri casi analoghi. L’Autorità Giudiziaria, inoltre, ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme sui conti correnti riconducibili agli indagati.

21 novembre 2015
http://www.algheroeco.com/finti-infor ... -compagnia-assicuratrice/

Fbi lancia allarme in Italia: «San Pietro, Duomo e La Scala prossimi obiettivi dell'Isis»

Fbi lancia allarme in Italia: «San Pietro, Duomo e La Scala prossimi obiettivi dell'Isis»http://m.ilmessaggero.it/m/messaggero/articolo/PRIMOPIANO/1687708

Allarme terrorismo: innalzato al livello massimo la vigilanza


Allarme terrorismo: innalzato al livello massimo la vigilanza

E' questa la decisione presa dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal viceprefetto vicario, Giuseppe Priolo, alla luce dei gravi fatti avvenuti a Parigi


Redazione · 14 novembre 2015









Innalzata al massimo livello la vigilanza sugli obiettivi sensibili francesi a Milano. E' questa la decisione presa dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal viceprefetto vicario, Giuseppe Priolo, alla luce dei gravi fatti avvenuti a Parigi.

In una nota del comitato, che si è riunito in seduta permanente in prefettura sin dalle prime ore della mattinata, si legge che alla riunione erano "presenti tutti i vertici provinciali delle forze di polizia, il ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. È intervenuto anche il console generale di Francia a Milano, Olivier Brochet, al quale sono state espresse la solidarietà e la vicinanza delle istituzioni in questo momento doloroso e tragico per il popolo francese".

"Assieme al Console - prosegue la nota - sono state esaminate le misure, poste in atto al massimo livello per la vigilanza degli obiettivi sensibili francesi a Milano. Il Comitato ha ratificato le misure di rafforzamento già disposte in via d'urgenza nella tarda serata di venerdì in adesione alle indicazioni pervenute dal ministero dell'Interno".

"Il Comitato - prosegue la nota - ha disposto altresì, secondo le indicazioni del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, l'ulteriore elevazione del sistema di sicurezza generale e la massima sensibilizzazione delle misure verso tutti gli obiettivi sensibili intensificando l'attività di prevenzione e di controllo del territorio".
http://www.milanotoday.it/cronaca/piu-sicurezza-terrorismo.html

Palermo, Vitale (Ugl Sicurezza): “Più garanzie per le guardie giurate”

Palermo, Vitale (Ugl Sicurezza): “Più garanzie per le guardie giurate”

Redazione Sicilia Journal 10/11/15 Apertura, Cronaca
PALERMO − “Ancora una volta i fatti di cronaca ci raccontano di una nuova rapina ai danni di un furgone portavalori. Si tratta dell’ennesima tragedia sfiorata che vede come protagonisti principali le Guardie particolari giurate, lavoratori che rischiano la vita quotidianamente per uno stipendio che ammonta a poco più di mille euro e che, molto spesso, non viene neanche pagato con la dovuta regolarità.”

E’ questo il commento, intriso di rabbia e di dolore, del segretario della federazione Sicurezza civile dell’Ugl regionale e dell’unione territoriale della provincia di Catania, Giovanni Vitale, all’indomani della sparatoria ad opera di tre banditi, avvenuta in via Leonardo Da Vinci a Palermo durante la quale è rimasta ferita la Guardia giurata Francesco Tamburello.

“A nome della federazione desidero esprimere vicinanza ed affetto al collega coinvolto nella violenta azione criminale – continua Vitale. Ogni giorno che passa per noi Guardie giurate è una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Chiediamo, quindi, al Prefetto ed al Questore di Palermo un incontro urgente affinchè si possa affrontare la tematica e valutare proposte utili a garantire ai lavoratori di questo delicato settore una maggiore sicurezza, soprattutto in questo periodo di festività durante il quale il numero dei tentativi di rapine ed assalti ai portavalori si incrementa notevolmente. Una nota negativa, infine, – conclude il segretario regionale della Ugl sicurezza civile – deriva anche dall’attuazione delle regole imposte dal cosiddetto “Decreto Maroni”, che anziché appostare un fattivo contributo al settore ha introdotto normative che puntualmente si ritorcono contro il destino lavorativo delle Guardie particolari giurate.”http://www.siciliajournal.it/palermo- ... e-per-le-guardie-giurate/

IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DI GUARDIE DI CITTA'

Vigilanza privata sugli immobili comunali


Vigilanza privata sugli immobili comunali

Rivarolo, Palazzo Lomellini si affida ad una società altoatesina. Costo zero: in cambio, una sede






















30 ottobre 2015












RIVAROLO. Ora è ufficiale: la sicurezza degli edifici pubblici di Rivarolo verrà garantita da un servizio di vigilanza privata espletato dalla società Sud Tirol Vigilanza. La giunta del sindaco Alberto Rostagno ha approvato la delibera e si tratta di un’operazione a costo zero per le casse comunali perché il servizio in questione verrà effettuato gratuitamente da parte della ditta altoatesina in cambio di un piccolo locale all’interno dell’ex pretura che funzionerà come sede.

I vigilantes svolgeranno il servizio dalle 22 alle 6 del mattino. Gli immobili comunali e le aree che controlleranno più volte nel corso della notte sono il castello e il parco Malgrà, il cimitero del capoluogo (già oggetto di furti da parte dei ladri di rame), le scuole, il centro sportivo, il municipio, tutti luoghi sensibili, dunque.

La fase sperimentale durerà sei mesi, poi, se i risultati saranno quelli sperati, la giunta deciderà se procedere con un bando vero e proprio per dar modo, eventualmente, ad altre ditte di fare le loro offerte. Se tutto andrà nella direzione che ci si augura il servizio potrà essere esteso anche alle frazioni dove i residenti chiedono a gran voce, e da tempo, maggiori controlli. «C’è bisogno che i rivarolesi si sentano protetti - ha rimarcato, durante il consiglio comunale di martedì sera, Rostagno - . I carabinieri svolgono egregiamente il loro lavoro (nell’ultimo periodo al contingente di via Merlo si sono aggiunti quattro militari) e i risultati conseguiti proprio recentemente lo attesta, ma disporre anche di un servizio di controllo aggiuntivo, peraltro senza spendere nulla (la Sud Tirol Vigilanza concorrerà anche alle spese vive della sede), è un’opportunità in più che abbioamo voluto cogliere. perplesso il consigliere del Movimento 5 stelle, Alex Chiapetto. «Macchine di vigilanza privata che girano sul territorio ce ne sono già e non mi pare che questo abbia costituito finora un deterrente - ha osservato, in aula, l’esponente pentastellato - . Diciamo le cose come stanno: la ditta che viene a svolgere questo servizio qui lo fa per il proprio tornaconto. L’obiettivo, infatti, è quello di acquisire clientela tra i privati





che se i controlli sulle proprie case, attività e via discorrendo lo vogliono se lo devono pagare».

«Nessuno vieta ad altre ditte di venire in Comune e fare le proprie proposte - ha replicato il vice primo cittadino, Edoardo Gaetano - . Siamo disponibili a sentire chiunque».
http://lasentinella.gelocal.it/ivrea/ ... ali-1.12360010?refresh_ce

Vertice in prefettura, giro di vite per la sicurezza sugli autobus di Monza e Brianza

Vertice in prefettura, giro di vite per la sicurezza sugli autobus di Monza e Brianza

30-10-2015



Vertice in prefettura, giro di vite per la sicurezza sugli autobus di Monza e Brianza


Giro di vite per la sicurezza sui mezzi pubblici di Monza e Brianza grazie alla collaborazione tra le società di trasporto e le forze dell’ordine. Con l’obiettivo di mappare le tratte e autobus più a rischio. Il coordinamento è stato messo a punto dalla prefettura brianzola dopo i recenti episodi di bullismo e violenza.




Giro di vite per la sicurezza sui mezzi pubblici di Monza e Brianza grazie alla collaborazione tra le società di trasporto e le forze dell’ordine. Con l’obiettivo di mappare le tratte e autobus più a rischio. Il coordinamento è stato messo a punto dalla prefettura brianzola dopo i recenti episodi di bullismo e violenza - fisica e verbale - a danno di autisti e controllori. Sui mezzi ma anche nelle stazioni capolinea.

Le società di trasporto hanno illustrato le misure già in atto: ronde itineranti affidate a guardie giurate armate, l’incremento del numero di controllori e l’installazione di apparecchi per la videosorveglianza sugli autobus. Ma il prefetto ha chiesto di più. Ha chiesto di “segnalare tempestivamente gli episodi alle forze dell’ordine”. Ancora più tempestivamente.
http://www.ilcittadinomb.it/stories/C ... di-monza-e-br_1148971_11/
Leggi tutto... | altri 1811 bytes

Mariano Bizzarri - Guardie di Città: "Faremo ricorso al Tar"

Bizzarri (Guardie di Città): "Faremo ricorso al Tar"
q Commenti

"Il provvedimento del prefetto è una mera sanzione amministrativa"






Mariano Bizzarri Ollandini






Pisa, 30 ottobre 2015 - Mariano Bizzarri Ollandini, amministratore unico dell’Istituto di Vigilanza Privata Corpo Guardie di Città, precisa «che attualmente che il decreto di sospensione adottato del prefetto di Pisa è una mera sanzione amministrativa, la quale sarà oggetto di impugnativa nelle sedi giurisdizionali competenti. L’avvocato Alfredo Passaro sin dall’inizio della vicenda sta assistendo il Corpo Guardie di Città al fine di tutelare la società e di evitare che ci siano ripercussioni tali da pregiudicare l’attività della stessa e gli attuali livelli occupazionali; pertanto procederà ad avviare tutte le iniziative volte a contestare la fondatezza del provvedimento del prefetto. A oggi il Corpo Guardie di Città assicura che tutte le guardie giurate operano nelle Province di Pisa e di Lucca, dotate di regolari titoli di polizia in corso di validità assicurando ai clienti tutti i servizi 24 ore su 24. L’istituto di Vigilanza, da parte sua, garantirà la continuità operativa necessaria per onorare tutti i contratti in essere con i propri utenti anche in costanza del provvedimento prefettizio non ancora efficace. Sarà premura della stessa società effettuare tutte le dovute comunicazioni alla propria clientela in ordine alla continuità e regolarità dei servizi.

Tutto nasce da quella maledetta notte, il 13 agosto scorso, e dal sanguinoso tentativo di rapina dell’incasso del Palabingo da parte di un uomo col volto coperto, Davide Giuliani, che si scoprirà essere proprio un collega (in congedo temporaneo) dello stesso istituto di vigilanza. Sono le 4.27 quando Giuliani balza fuori dal buio e si para davanti alla macchina di servizio di Davide Paolini, il vigilante che ha appena ritirato l’incasso – alcune migliaia di euro – al Palabingo. La guardia giurata riesce ad attivare il sistema antirapina Gps, poi cerca di difendersi. A un certo punto estrae la pistola e, da dentro l’abitacolo, esplode due colpi che mandano in frantumi il vetro dello sportello colpendo Giuliani al torace. Due ferite che si riveleranno mortali, ma che non impediscono a Giuliani di avventarsi sul collega entrando a sua volta nell’auto. Scoppia una violenta colluttazione, poi Paolini riesce a uscire e a correre verso il Palabingo. A questo punto, pur ferito, il rapinatore si trascina verso la sua auto per tentare la fuga. Sale, mette in moto, ma riesce a percorrere solo poche centinaia di metri prima di sbandare, fermarsi e crollare fuori dalla macchina. Qui lo troveranno altre guardie giurate, sopraggiunte nel frattempo. Giuliani è senza casco, in una pozza di sangue, ma ha la forza di invocare: «Baldo sei tu? Aiutami, chiama l’ambulanza». A quel punto i vigilantes riconoscono il collega e si fanno intorno, si sentono le sirene delle ambulanze ma al loro arrivo, di lì a pochi istanti, non resterà che constarare il decesso del vigilante-bandito.
http://www.lanazione.it/pisa/guardie- ... -rapina-mortale-1.1436075

Spath: “La difesa è sempre legittima”



Spath: “La difesa è sempre legittima”



Tweet inCondividi.


24 ottobre 2015, 0:01


Manda via email




Condividi




La vicenda di Francesco, pensionato di Vaprio d’Adda, che per difendersi ha ucciso un ladro di origine albanese (già espulso e che non doveva trovarsi in Italia), fa scaturire alcune riflessioni circa lo stato dell’arte del rapporto fra cittadini e sicurezza.

Fa riflettere soprattutto il fatto che il signor Francesco sia ora accusato di eccesso di legittima difesa e omicidio volontario. Questo caso mette a nudo alcune fragilità, o per meglio dire mancanze, di leggi appropriate o idonee a far fronte ad un momento storico, come quello che in Italia viviamo, in cui il cittadino è sostanzialmente lasciato a se stesso, specie in fatto di difesa. La legge sulla legittima difesa esiste, giustamente, ma il rapporto fra proporzione dell’offesa e della difesa è il punto nodale che lascia quantomeno perplessi.

Se seduti su una sedia e a freddo è possibile agire con lucidità, appare molto più difficile farlo quando una persona si trova aggredita in casa, in negozio, per strada e non sa le intenzioni di chi si trova di fronte. Come è possibile, in situazione di stress elevato, di scarsa lucidità in cui magari si teme per la propria incolumità o per quella delle persone care, agire con freddezza. Una persona comune, come può essere un gioielliere, un benzinaio (come ci ricorda la vicenda del benzinaio Stacchio e del Gioelliere Zancan), un pensionato non è avvezzo a sparare a qualcuno, ma è costretto a farlo da condizioni estreme, come estremo gesto per salvarsi la vita.
Oltre alla lacuna in materia di legittima difesa, appare evidente un altro fatto: la facilità con la quale chi è sottoposto ad espulsione dal nostro Paese, riesce ad eludere questo provvedimento, semplicemente fregandosene e rimanendo impunito fino al prossimo reato, se gli inquirenti sono in grado di provarlo. Per il ladro entrato in casa del signor Francesco, dispiace umanamente in quanto è un persona che è stata uccisa, ma non c’è nessuna pena da provare nei suoi confronti, se le cose fossero andate secondo logica: 1. Non avrebbe dovuto trovarsi in Italia; 2. Se non avesse tentato di rapinare il pensionato di Vaprio d’Adda, non sarebbe incorso nella causa incidentale del proprio decesso.
Provo molto disgusto per quei politici che si sono preoccupati subito di levare la propria voce, in un cordoglio ipocrita, per un delinquente e non hanno degnato di una parola di conforto la vera vittima, il pensionato Francesco. Noi siamo dalla sua parte, dalla parte di chi si difende, perché crediamo che l’incolumità delle persone e la proprietà privata siano beni sacri e che nessuno abbia la disponibilità di poterli mettere in pericolo. Siamo dalla parte di chi si difende, perché crediamo che esistano delle leggi e chi non le rispetta, chi entra in casa altrui quando non dovrebbe entrarci, chi invece di stare a casa propria mette in pericolo l’incolumità altrui, se ne assume le responsabilità. Pallottole comprese.

Siamo invece di fronte a un mondo che sembra girare decisamente al contrario, e in cui la vittima viene accusata alla stregua di un criminale. Ci troviamo davanti a dei Pubblici Ministeri che rilasciano dopo poche ore criminali presi in flagrante, vanificando le azioni delle Forze di Polizia. Ci troviamo davanti ad un governo che continua a tagliare le risorse per la Pubblica Sicurezza e allo stesso tempo depenalizza reati gravi come la rapina e il furto in appartamento.
Non è questa l’Italia che vogliamo. Non è questa la giustizia che desideriamo.

A livello locale, come a livello nazionale non è più possibile continuare ad eludere il problema sicurezza, la domanda principale che i cittadini rivolgono allo Stato. Altrimenti casi come quelli del pensionato di Vaprio d’Adda, o come il tabaccaio di Ostia, o come il benzinaio di Vicenza sono destinati a ripetersi. Fino ad arrivare alle conseguenze più tragiche, come il caso Tartari a Ferrara, massacrato nel peggiore dei modi. Tra le nostre case.
Due sono le opzioni in campo: o si potenzia veramente chi è preposto a svolgere compiti di pubblica sicurezza e ordine pubblico, o si lavora perché il cittadino possa provvedere da se all’autodifesa.
Il problema è non trasformare l’Italia in Far West, non far diventare il nostro paese come gli Stati Uniti. Ma allo stesso tempo non è possibile da parte dello Stato compensare le proprie lacune scaricando le colpe sui cittadini che tentano di difendersi. Accusare di omicidio volontario chi tenta di difendersi è un grave errore: per Fratelli d’Italia la difesa è sempre legittima! Noi siamo dalla parte di chi si difende!

Paolo Spath
http://www.estense.com/?p=490732

Roma, la polizia non ha i fondi: i cittadini fanno le ronde

Roma, la polizia non ha i fondi: i cittadini fanno le ronde





Sono i residenti di Ponte di Nona, periferia est di Roma che da tre anni hanno formato un gruppo di 13 volontari e ogni notte, percorrono fino a 60 chilometri in perlustrazione di quello che ormai è diventato un quartiere ad alto indice di criminalità



Mary Tagliazucchi - Gio, 15/10/2015 - 12:18









commenta









Si potrebbe paragonarli ai Guerrieri della Notte. Sono loro i residenti di Ponte di Nona, periferia est di Roma che da tre anni hanno formato un gruppo di 13 volontari e ogni notte, percorrono fino a 60 chilometri in perlustrazione di quello che ormai è diventato un quartiere ad alto indice di criminalità. Molto spesso le loro ronde si protraggono fino alle prime luci dell’alba. Esistono da anni e alla loro guida c’è Franco Pirina, il numero uno della Caop (Coordinamento azioni operative Ponte di Nona).
Un telefono cellulare e un navigatore sono i loro unici mezzi che li accompagnano nelle zone più a rischio.

La loro prima regola è non agire, neanche davanti ad una rissa. Se notano qualcosa di sospetto avvisano immediatamente le forze dell’ordine con cui ormai si coordinano da tempo. Furti, scippi, spaccio sono all’ordine del giorno in questo quartiere ormai dimenticato. E per quanto assurdo possa sembrare la sicurezza di questa zona, è affidata a loro, a dei normali cittadini che per far fronte alla criminalità organizzata sono scesi in prima linea. Grazie a questi vigilantes volontari, in tre anni, da quando hanno deciso di rispondere in questo modo alla criminalità sempre più crescente, i furti sono calati del 20%. Persino gli altri quartieri si stanno organizzando come loro. Le accuse razziste che vengono rivolte a questo gruppo sono quindi del tutto infondate, quanto ingiustificate. Nel Caop ci sono persone di tutte le idee politiche, Destra, Pd, Movimento 5 stelle e Lega. Tutti uniti per un’unica causa: la prevenzione e il controllo del territorio. Quel territorio che non interessa alle istituzioni, ma ai cittadini romani, sì.
http://www.ilgiornale.it/news/cronach ... -fanno-ronde-1183048.html
« 1 2 3 (4) 5 6 7 ... 11 »

Pubblicita

Disclaimer

"Questo portale viene aggiornato senza alcuna periodicità e non rappresenta una testata giornalistica né un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001. Gli autori non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite eventuali link o collegamenti posti all'interno del portale o del forum di discussione, o per i siti che forniscono link o collegamenti alle risorse qui contenute. Il semplice fatto che questo portale fornisca eventuali collegamenti a siti esterni non implica tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità. Gli utenti sono i soli responsabili dei contenuti, contributi e commenti pubblicati; i moderatori si impegnano a rimuovere o oscurare i contenuti considerati falsi, lesivi di altrui dignità o diffamatori, ma data la natura interattiva degli strumenti utilizzati è impossibile operare un controllo in tempo reale di tutto il materiale pubblicati dagli utenti. Per segnalazioni o richieste di rimozione contenuti scrivere una mail all'indirizzo admin@guardieinformate.net con oggetto "Richiesta rimozione contenuti" "

Police Privacy di Guardieinformate