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SEZIONE DEDICATA ALLE NOTIZIE DI CRONACA

Migranti, la Svizzera sceglie il rigore, anche guardie private

Rancate (Svizzera), 20 agosto 2016 - Mentre l’Europa vacilla sotto l’assalto dei migranti c’è un’«isola», nel cuore del Vecchio Continente, i cui confini si sono dimostrati impermeabili a ogni «sbarco». Si tratta della Svizzera, poco più di otto milioni di abitanti di cui due nati altrove, dove da almeno tre anni si studiano contromisure alla potenziale invasione. Dai droni che pattugliano 24 ore su 24 le frontiere al rafforzamento del contingente di guardie di confine, tutto è stato programmato, compreso l’impiego di esercito e riservisti. Inutile negare che nelle ultime settimane a preoccupare è soprattutto la frontiera Sud, quella con l’Italia.

DOPO settimane di respingimenti alla spicciolata, in Svizzera hanno deciso di risolvere, a modo loro, il problema creando a Rancate, una decina di chilometri dopo il confine, il primo Centro unico per migranti del Canton Ticino. Visto da fuori si tratta di un anonimo capannone, ma all’interno da alcuni giorni sono al lavoro i tecnici dell’esercito elvetico e della Protezione civile che stanno creando all’interno camerate e un refettorio, per ospitare i migranti che si presenteranno al confine senza documenti fino a un massimo di dodici ore.

«Qui dentro finiranno coloro che non sono interessati a fare richiesta di asilo politico – spiega Renato Pizolli, commissario capo e portavoce della polizia cantonale, impegnato per conto dello Stato maggiore dell’immigrazione –. Non si può attraversare la Svizzera senza essere in possesso di documenti, per ovvie ragioni di sicurezza dobbiamo conoscere l’identità di chi entra e chi esce». In burocratese si chiama «riammissione con procedura semplificata» e prevede, in virtù di un accordo con l’Italia, che tutti i profughi in arrivo dal Bel paese senza documenti siano rispediti al mittente. «I migranti arrivano a Chiasso in treno, nascondendosi sui Tilo o gli Eurocity che collegano Milano con Lugano e Bellinzona – prosegue Pizolli –, quando li fermiamo controlliamo i loro documenti e spieghiamo loro che possono presentare richiesta di asilo politico». Un diritto che la Confederazione Elvetica quest’anno ha valutato di estendere a un massimo di 40mila persone, ma che, nella maggior parte dei casi, non raccoglie molti consensi tra chi è in fuga dall’Africa. Colpa della procedura estremamente rigida, che prevede tra l’altro la confisca immediata di tutti i beni sopra i mille franchi di valore, una durata limitata e l’impossibilità di spostarsi poi nel resto d’Europa, visto che la Svizzera non fa parte dell’Ue.

AD occuparsi di tutto è la Segreteria di Stato della Migrazione Svizzera, che poi ripartisce i profughi all’interno dei vari Cantoni. I più sfortunati sono finiti addirittura nelle baracche che, negli anni ‘70, erano affittate ai lavoratori italiani. I richiedenti asilo non solo devono trovarsi un lavoro, ma, quando lo trovano, sono tassati più dei cittadini svizzeri: devono ripagare l’aiuto che lo Stato ha fornito loro. Non c’è da stupirsi che tanti preferiscano stare zitti e farsi rimandare in Italia. Ad occuparsi di loro ci pensa lo Stato maggiore cantonale dell’immigrazione, nel magazzino di via La Rossa. Qui finiranno un massimo di 150 persone per non oltre 12 ore, il tempo necessario per prendere loro un’impronta digitale e assegnare un nome, anche di fantasia, non per schedarli ma per sapere «a fini statistici» quante volte si sono presentati al confine. «Qui dentro avranno delle brande fornite dall’esercito su cui potranno dormire – conclude Adamo Willimann, tecnico dell’amministrazione ticinese – ci sarà una mensa dove potranno ricevere un pasto caldo e potranno fare una doccia. È previsto anche un presidio medico, mentre la sicurezza sarà garantita da un’agenzia privata, sotto la supervisione della Polizia cantonale». Decisamente non è un albergo. «Ma sempre meglio che farli dormire in strada». Ogni riferimento all’Italia è puramente voluto.
http://www.quotidiano.net/esteri/migranti-svizzera-1.2441429

Rapina al Carrefour di Lallio, Assalto con la pistola alle 22,50



Rapina al Carrefour di Lallio
Assalto con la pistola alle 22,50

Rapina venerdì sera 19 agosto al supermercato Carrefour di via Don Luigi Palazzolo a Lallio. Due banditi - armati di pistola, pare italiani con accento del Sud - hanno fatto irruzione verso le 22,50, una decina di minuti prima della chiusura, prevista per le 23.



Entrambi con il volto travisato - uno da un casco integrale, l’altro da un passamontagna - sono entrati nel negozio e si sono subito diretti verso le casse. Uno di loro impugnava una pistola, con cui ha minacciato le quattro commesse presenti. I due hanno intimato loro di consegnare il denaro contenuto nelle casse, che potrebbe ammontare a diverse centinaia di euro. Le donne, spaventatissime, hanno eseguito l’ordine sotto la minaccia dell’arma. I banditi, una volta preso il denaro, dopo pochi minuti sono fuggiti, salendo su uno scooter grigio, forse lo stesso rubato qualche giorno fa a Curno.

Sul posto i carabinieri, oltre alle guardie giurate della Sorveglianza italiana, che hanno dato il via alle ricerche dei malviventi che sono riusciti a far perdere le proprie tracce, infilandosi con la moto in un senso unico contromano.
http://www.ecodibergamo.it/stories/hi ... ola-alle-2250_1197797_11/

Furti e rapine alle attività commerciali, l’importanza della guardia giurata

Avere un’attività significa dover far fronte, oltre alle normali problematiche di gestione, anche a problemi relativi alla sicurezza. La presenza di beni esposti al pubblico, incassi serali e, in generale, il livello di esposizione che si vive in una attività commerciale può dare vita a problematiche di sicurezza che variano dal semplice taccheggiamento alla rapina a mano armata.

In soccorso delle aziende, specialmente quando si tratta di istituti finanziari, centri commerciali e attività con alto fatturato giornaliero, troviamo gli istituti di vigilanza che offrono la possibilità di controlli di vario tipo; tra questi c’è la figura fondamentale della guardia giurata.

La presenza di una guardia armata davanti o all’interno della propria attività, non svolge infatti solo una funzione attiva, (intervento in caso di rapina o furto). La guardia diventa essa stessa un deterrente per l’eventuale malintenzionato. Prima di tentare una rapina o un’aggressione, il criminale ci penserà infatti due volte, consapevole della presenza di un professionista della sicurezza, pronto a neutralizzarlo e consegnarlo alle forze dell’ordine.

Una guardia armata o meno, offre una funzione di controllo e di protezione della propria attività, dei lavoratori e dei clienti. Una guardia esperta è in grado di individuare attività e persone sospette, valutare eventuali rischi e prendere precauzioni. Molto spesso non è necessario aspettare che il reato si verifichi, una giusta prevenzione permetterà infatti di prevedere e scongiurare eventuali pericoli.

Per attività a rischio o per zone difficili, la presenza di una guardia creerà sicurezza, sia per voi che per l’area circostante. Protetti da una guardia sarà più facile e rilassante dedicarsi ai propri affari e allo svolgimento delle proprie attività.

Sempre più aziende e privati scelgono il servizio di piantonamento per i propri uffici e negozi, affidandosi a istituti di vigilanza professionali. Una guardia giurata scoraggerà eventuali aggressori e aiuterà voi e i vostri dipendenti a lavorare meglio e in maggiore tranquillità.
http://www.h24notizie.com/magazine/fu ... za-della-guardia-giurata/

Addio furbi e rissaioli sui bus: guardie giurate armate sulle 20 linee più utilizzate

Addio furbi e rissaioli sui bus: guardie giurate armate sulle 20 linee più utilizzate

L’Amat corre ai ripari. Contro il fenomeno dilagante dei viaggiatori senza biglietto e delle aggressioni a bordo, la municipalizzata dei trasporti ha introdotto già da due domeniche i vigilantes a bordo degli autobus della linea 806, che collega il Centro con Mondello. “Il risultato è andato ben oltre le nostre più rosee aspettative – dichiarato Diego Bellia, vicepresidente dell’Amat – in una sola domenica il numero dei biglietti...
la provenienza: Palermo Today
http://www.le-ultime-notizie.eu/artic ... ugrave-utilizzate/2134934

Attivita' di vigilanza privata ed abbandono del posto di lavoro: licenziamento legittimo anche se l'assenza e' di breve durata

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15441 del 26 luglio 2016 si e' espressa in tema di abbandono e/o allontanamento dal posto di lavoro.
Nello specifico la Suprema Corte ha esaminato il caso di un dipendente che svolgeva attivita' di trasporto valori e di vigilanza privata che era stato oggetto di licenziamento per ragioni disciplinari a seguito dell'allontanamento dal posto di lavoro per soli 10 minuti.

La Corte ha statuito la legittimità del licenziamento ponendo l'accento non tanto sulla brevità dell'assenza del dipendente dal posto di lavoro quanto sul pericolo arrecato dall'assenza stessa, data l'attività svolta dal lavoratore (servizio di vigilanza).

http://www.ateneoweb.com/notizie-lega ... za-e-di-breve-durata.html

Renzi: i corpi di polizia si riducono da cinque a quattro

"Ma questo non vuol dire meno agenti nelle strade"

Roma, 28 lug. (askanews) - Le forze di polizia si riducono a 4, dalle 5 attuali. Lo ha spiegato il presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine della riunione del governo: "Siamo il paese occidentale con il maggior numero di forze di polizia, sono cinque: carabinieri, polizia, finanza, forestale e penitenziaria". Ora "anziché 5, (l'Italia avrà, ndr) 4 forze di polizia".

"Abbiamo fatto un percorso - ha spiegato Renzi - coinvolgendo donne e uomini della forestale, per portarli all'interno dell'arma dei carabinieri. Per dare un messaggio ai cittadini. Che non vuol dire meno poliziotti o carabinieri per le strade, ma i corpi si riducono, da 5 si passa a 4. L'organizzazione diventa più semplice. Ci saranno più carabinieri".

http://www.askanews.it/politica/renzi ... e-a-quattro_711869324.htm

Tribunale a Milano e la sicurezza

Milano 22 Luglio – Un tuffo nel passato per garantire la sicurezza del palazzo di giustizia di Milano. Ed evitare che qualcuno, come Claudio Giardiello, entri con una pistola e faccia una strage.

E’ questo quanto emerge dalla lettura del documento, non vincolante, redatto dalla Conferenza permanente dei capi degli uffici e dei dirigenti amministrativi su proposta del Procuratore generale Roberto Alfonso, nella sua veste di responsabile della sicurezza del palazzo di giustizia milanese, ed inviato al Ministro Andrea Orlando a cui spetta l’ultima parola.

All’indomani della strage del 9 aprile 2015, che l’allora presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli arrivò a definire un fatto simbolico in quanto rappresentava “la solitudine in cui è stata lasciata la giustizia”, tutti scoprirono che quello che doveva essere uno dei posti più sicuri d’Italia in realtà non lo era. La sicurezza del palazzo di giustizia di Milano era da rivedere completamente. A partire dal controllo degli ingressi, effettuato dalle guardie giurate.

Il progetto Alfonso, oltre a prevedere un massiccio ricorso alle nuove tecnologie, con più telecamere e più metal detector, per la componente “umana” è drastico: fine del ricorso agli istituti di vigilanza privata e ritorno dei carabinieri.

Fino alla metà degli anni novanta del secolo scorso, i carabinieri, infatti, tramite il nucleo tribunali e traduzioni garantivano il controllo e la vigilanza degli ingressi dei palazzi di giustizia, oltre a svolgere il servizio di traduzione dei detenuti dalle carceri agli uffici giudiziari.

Con la riforma della polizia penitenziaria entrata in vigore in quegli anni, venne meno la competenza sulle traduzioni e sui piantonamenti dei detenuti, quest’ultimi effettuati peraltro in alternanza con la polizia di stato.

Per quanto riguarda il servizio di vigilanza dei tribunali si decise, invece, per la sua esternalizzazione, affidandolo alle guardie private e lasciando i carabinieri solo nelle aule d’udienza durante i processi.

Attualmente, il servizio di controllo degli accessi del palazzo di giustizia di Milano costa oltre 3 milioni di euro l’anno. Il contratto con la società di vigilanza scade il prossimo 31 dicembre. Essendo state trasferite, l’anno scorso, le spese di gestione della sicurezza del tribunale dal comune al ministero di via Arenula, quest’ultimo, per poter rinnovare l’appalto, entro la fine dell’estate dovrebbe mettere a gara il servizio. A meno che Orlando non voglia seguire le indicazioni contenute nel documento di Alfonso, optando per il ritorno dei carabinieri e lasciando a casa le guardie giurate. Sarebbe un precedente importante che altri capi degli uffici giudiziari d’Italia potrebbero volere imitare.

C’è, però, da chiedersi se ci siano migliaia di carabinieri disponibili per questo genere di servizi. Carabinieri che andrebbero tolti dai normali servizi di controllo del territorio, stante il blocco parziale del turn over nel comparto sicurezza. Ai tempi, erano oltre 200 i militari complessivamente impegnati per la vigilanza del tribunale di Milano.

http://www.milanopost.info/2016/07/22 ... -a-milano-e-la-sicurezza/

RIFORMA APPALTI E VIGILANZA PRIVATA: IL MANUALE DI FEDERSICUREZZA

15 luglio 2016

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 RIFORMA APPALTI E VIGILANZA PRIVATA: IL MANUALE DI FEDERSICUREZZA 

Introdotto in occasione del Convegno sulla riforma degli appalti del 23 giugno scorso, e distribuito a tutti gli associati presenti all’ultima Assemblea Generale di Univ, FederSicurezza ha il piacere di presentare il manuale “Il nuovo Codice degli Appalti. Riflessi applicativi nel settore della vigilanza privata”.

Il manuale, ultima uscita della collana informativa “Quaderni FederSicurezza”, realizzato a cura dell’Ufficio Studi e Analisi di settore, affronta i punti di principale interesse della riforma degli appalti, con un focus specifico sulle novità di maggiore impatto per il settore della vigilanza privata, specialmente in considerazione delle peculiarità derivanti dal suo essere un servizio “ad alta intensità di manodopera”.

Di seguito l’indice (interattivo nel manuale) degli argomenti trattati:
 Il d.lgs. 50/2016. Tre grandi rivoluzioni negli acquisti pubblici
 I nuovi criteri di aggiudicazione degli appalti e l’anomalia delle offerte
 Clausola sociale e libertà economica
 Il nuovo sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle imprese
 L’esecuzione del contratto di appalto
 Il contenzioso negli appalti pubblici

Ci auguriamo che il nostro lavoro possa rappresentare un utile strumento di informazione per i nostri lettori e un valido supporto all’attività di tutti gli operatori del settore.

Buona lettura!

FederSicurezza

In allegato il manuale "Il nuovo Codice degli Appalti. Riflessi applicativi nel settore della vigilanza privata"
http://www.federsicurezza.it/news.aspx?newId=100

 Sicurezza nelle discoteche: la circolare del Ministero dell’Interno 

07 luglio 2016

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 Sicurezza nelle discoteche: la circolare del Ministero dell’Interno 

Il Ministero invita le Prefetture alla massima attuazione del Protocollo a livello locale

Facendo seguito alla firma dell’Accordo Quadro per la sicurezza nelle discoteche del 21 giugno scorso, il Ministero dell’Interno ha inviato a tutte le Prefetture la Circolare 24 giugno 2016, con l’obiettivo di diffondere il Protocollo su tutto il territorio nazionale ed invitare alla massima attuazione dello stesso a livello locale.

Nello specifico la Circolare chiarisce come il Protocollo rappresenti un atto generale di indirizzo, che traccia le linee di fondo di un sistema pattizio che si perfezionerà con la successiva stipula di appositi Patti locali tra Prefetture e rappresentanti territoriali delle Associazioni di categoria, con tutte le integrazioni e le specificazioni che saranno richieste, di volta in volta, dallo specifico contesto di riferimento.

La Circolare ribadisce poi l’impegno assunto con il Protocollo dalle Parti stipulanti a livello nazionale. In particolare, le Associazioni di categoria si sono impegnate a favorire, da parte dei propri associati, la massima partecipazione ai Patti locali che verranno stipulati, mentre il Ministero dell’Interno, nei confronti dei gestori delle discoteche che aderiranno, si è impegnato a rafforzare i servizi di vigilanza nei locali, nelle aree circostanti e lungo le direttrici di afflusso e deflusso dei frequentatori.

Per quanto riguarda il contenuto dei Patti locali, questi dovranno prevedere:
 l’impegno dei gestori delle discoteche e degli operatori della sicurezza a segnalare alle forze dell’ordine, con modalità da concordare a livello locale, ogni situazione di illegalità o pericolo per la sicurezza o l’ordine pubblico di cui vengano a conoscenza presso gli esercizi;
 una regolamentazione dell’accesso e della permanenza nei locali, da rendere nota con l’affissione di appositi avvisi alla clientela all’ingresso;
 l’affidamento dei controlli a personale autorizzato e formato ai sensi del Decreto del Ministero dell’Interno 6 ottobre 2009;
 l’impegno a valutare l’installazione di apparati di videosorveglianza, la cui gestione potrà essere assunta dai titolari degli esercizi o affidata a istituti di vigilanza privata;
 l’individuazione in ciascun locale di un referente per la sicurezza;
 l’impegno che almeno un addetto ai servizi di vigilanza o altro dipendente frequenti entro 6 mesi dalla stipula del Patto un corso di primo intervento sanitario presso la Croce Rossa o altri organismi.

In allegato la Circolare del Ministero dell’Interno 24 giugno 2016.
http://www.federsicurezza.it/news.aspx?newId=97

A Prato le guardie giurate a bordo dei mezzi Cap


1 luglio 2016 14:00 

A Prato le guardie giurate a bordo dei mezzi Cap






La Cap, cooperativa di trasporti pratese, lancia un progetto che dal 4 luglio coinvolgerà alcune guardie giurate. Grazie alla collaborazione con la prefettura di Prato, le guardie giurate lavoreranno insieme al personale di verifica Cap, nelle fermate principali della città di Prato e a bordo dei mezzi pubblici.

Il compito dei vigilanti sarà quello di tutelare sia gli utenti, offrendo un punto di riferimento per ogni emergenza, sia il personale di guida e di verifica, supportandolo nelle normali attività quotidiane e cercando di arginare ogni forma di inciviltà.

L'iniziativa, spiega il corpo delle guardie giurate, «ci permetterà di contrastare gli episodi di vandalismo e violenza che possono verificarsi a bordo dei mezzi pubblici e di garantire un viaggio più sereno e sicuro a tutti gli utenti».
http://www.toscana24.ilsole24ore.com/ ... 54321.php?uuid=gSLAHX7HjB

MADRID- In metro col cane, aggredito dai vigilantes:

Martedì 21 Giugno 2016, 13:33

Ogni giorno viaggia in metro con Ratòn, il suo pinscher, all'interno della borsa. Il cane sembra così a suo agio lì dentro che dorme tranquillamente per tutto il viaggio, eppure pochi giorni fa Pablo ha avuto una brutta disavventura alla fermata della stazione di Tetuan, una delle tante della sua città, Madrid. A raccontarla è 20minutos.es. Due vigilantes, in servizio sulla metro, hanno visto che all'interno della borsa c'era Ratòn e lo hanno invitato a scendere. Quando Pablo si è opposto, i due lo hanno strattonato e portato fuori dal treno, facendolo cadere sulla banchina. Un terzo, infine, si è rivolto così a Pablo: «Stai tranquillo, se vuoi ti do un bacetto». Ed è proprio questo che ha fatto più male: «A parte che Ratòn è così tranquillo che gli altri passeggeri nemmeno si accorgono di lui, ma ciò che non è accettabile sono i commenti omofobi».



La normativa di servizio della metro di Madrid prevede la possibilità di viaggiare con animali, purché custoditi in contenitori adeguati, come borse o trasportini. L'azienda, intanto, ha segnalato il fatto alla società che si occupa della sicurezza privata, invitando a prendere provvedimenti nei confronti dei tre vigilantes.
http://www.leggo.it/news/esteri/metro ... enti_omofobi-1810431.html

Scatta lo stato d’agitazione della polizia penitenziaria

20-06-2016


Scatta lo stato d’agitazione della polizia penitenziaria

Astensione a oltranza dalla mensa, stop ai turni speciali e relazioni interrotte Il sindacato Sappe: «Troppe carenze, inascoltate tutte le nostre segnalazioni»





















20 giugno 2016








































REGGIO EMILIA. Basta impegni in turni speciali, stop alle relazioni sindacali con l’amministrazione penitenziaria, astensione ad oltranza dalla mensa. Sono le tre iniziative di protesta che il Sappe, sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, ha messo in calendario da oggi nel polo reggiano di via Settembrini.

Un’azione concreta che nasce dal desiderio di sensibilizzare gli uffici competenti su criticità più volte denunciate sia al Provveditorato regionale che al Dipartimento nazionale e al ministero di Giustizia.

Il segretario provinciale dell’organizzazione sindacale, Michele Malorni, ricorda infatti che da più di sei mesi, malgrado le ripetute segnalazioni, non ci sono riscontri alle carenze che si possono riassumere in sei punti: l’amministrazione penitenziaria regionale ha annunciato l’arrivo di 37 unità per colmare le carenze di personale ma qui non si è visto nessuno. Serve poi l’assegnazione definitiva dei 4 funzionari del Corpo di polizia penitenziaria, di cui uno con compiti di comandante di reparto, con esperienza, attitudini e capacità professionale, per assolvere al delicatissimo ruolo istituzionale. È inoltre indispensabile predisporre il regolamento d’istituto e occorre avere immediatamente le cosiddette tabelle di consegna. Né va dimenticata la riorganizzazione del lavoro e delle unità operative, per arrivare alla sistemazione dei sistemi tecnologici di sicurezza e per completare l’elenco delle urgenze e delle esigenze, la salubrità e la sicurezza





di ogni operatore in servizio. Dunque aspetti importanti della vita carceraria e, se non ci saranno riscontri celeri e positivi, lo stato di agitazione potrebbe diventare protesta più eclatante con iniziative concordate e calendarizzate in sede regionale e nazionale. (l.v.)


http://gazzettadireggio.gelocal.it/re ... ria-1.13698347?refresh_ce























Guardie giurate, l'Ugl: 'Raddoppiare gli uomini nei servizi di vigilanza e nel trasporto valori'

Pescara, vigilanza privata per il controllo della movida

Pescara, vigilanza privata per il controllo della movida

Posted By: daniela palmierion: giugno 17, 2016In: Cronaca Pescara
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Pescara. Entrata in vigore da pochi giorni l’ordinanza sugli orari dei locali pubblici di Piazza Muzii e via Battisti e sul consumo di bevande alcoliche in strada e Giacomo Cuzzi e Pietro Giampietro, assessore e presidente della Commissione Commercio, tira le prime somme riguardo al servizio di vigilanza, messo in atto per lo più dagli esercenti:

“Il ricorso alla vigilanza privata da parte di molti esercenti di via Battisti è un segnale importante. Si tratta di uno sforzo economico ed organizzativo da parte di un numero consistente di operatori commerciali, che il Comune apprezza anche perché aiuterà a garantire un divertimento sano e senza eccessi”.




“Siamo consapevoli che la responsabilità dell’ordine pubblico è competenza dello Stato”, sottolineano Cuzzi e Giampietro, “ma la vigilanza privata, per quanto abbia poteri limitati, sarà di aiuto anche per il rispetto dell’ordinanza”.

“Nonostante l’estate sia un periodo molto più complesso da governare, non ci rassegniamo a mettere in campo tutti gli strumenti per cercare un punto di equilibrio fra il diritto al riposo dei residenti ed il diritto al lavoro degli esercenti e dei loro collaboratori. La libera scelta della vigilanza privata da parte di un numero elevato di esercenti dimostra che c’è volontà di collaborazione: l’aumento della presenza delle forze dell’ordine, che auspichiamo pur conoscendo i noti problemi di organico e carenza organizzativa, è ora il prossimo obiettivo”.
http://www.cityrumors.it/notizie-pesc ... ntrollo-della-movida.html

CONVEGNO FEDERSICUREZZA SU VIGILANZA PRIVATA E APPALTI: SAVE THE DATE! 

 CONVEGNO FEDERSICUREZZA SU VIGILANZA PRIVATA E APPALTI: SAVE THE DATE! 

Appuntamento giovedì 23 giugno, ore 10, presso la Sala Consiglio di Confcommercio in Roma

Con il nuovo codice degli appalti, ormai in vigore da più di un mese, cambiano le regole del gioco anche - e soprattutto - per il settore della vigilanza privata.

Una su tutte, fornendo il nostro settore principalmente servizi ad alta intensità di manodopera (cioè, a norma di legge, in cui il costo della manodopera è pari ad almeno il 50% dell’importo totale del contratto), è l’elezione a criterio principe, nella scelta del contraente negli appalti pubblici, dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con buona pace del controverso criterio del massimo ribasso.

Ma non solo: ci sono novità in tema di anomalia dell’offerta, valutabile anche nel caso in cui il costo del personale sia inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle - spesso trascurate - tabelle ministeriali del costo del lavoro; di clausola sociale, il cui inserimento nei bandi di gara è riconosciuto come facoltativo ma che, laddove presente, impone all’aggiudicatario l’applicazione della contrattazione collettiva stipulata dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative; di subappalto, oggi possibile entro la soglia massima del 30% dell’importo complessivo del contratto; e poi di sistemi di qualificazione, rating d’impresa, esecuzione, stretta sul contenzioso e ruolo dell’Anac…solo per citarne alcune.

Per fare insieme il punto della situazione, non solo sotto il profilo politico, ma anche d’impresa, giuridico e amministrativo, FederSicurezza dà appuntamento ai propri associati e a tutti gli operatori del settore il 23 giugno prossimo a Roma, alle ore 10, presso la Sala Consiglio della sede nazionale di Confcommercio, Piazza G.G. Belli, 2, con il Convegno “Vigilanza privata e appalti: chiaroscuri di una riforma in divenire”.

Ai partecipanti sarà distribuita l’ultima uscita della collana “Quaderni FederSicurezza”, dedicata proprio alla riforma degli appalti e ai principali riflessi sul mondo della sicurezza privata.

In allegato il programma dell’evento. La partecipazione è gratuita, previa registrazione alla mail eventi@federsicurezza.it
http://www.federsicurezza.it/news.aspx?newId=88

L'incubo è un'altra Monaco '72 Mai un Europeo così blindato,Ma tra le 12mila guardie private, già identificate 82 in odore di terrorismo

L'incubo è un'altra Monaco '72 Mai un Europeo così blindato





Schierati 90mila agenti. Ma tra le 12mila guardie private, già identificate 82 in odore di terrorismo



Gian Micalessin - Ven, 10/06/2016 - 06:00









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di Gian Micalessin

Il grande incubo si chiama Monaco. Il timore di un assalto dello Stato Islamico ai ritiri di una delle 24 nazionali di calcio protagoniste di Euro 2016, sulla falsariga di quanto avvenne alle Olimpiadi del 1972, è lo scenario che da mesi agita l'antiterrorismo francese. Proprio per questo nel quartier generale azzurro di Montpellier, e in tutti gli altri ritiri nazionali, staziona un team del nostro ministero dell'Interno incaricato di proteggere gli azzurri, composto da un dirigente e due funzionari. Questi ultimi sono in sopralluogo a Montpellier da sabato, per verificare le condizioni di sicurezza. Accanto a loro sarà presente, soprattutto nei trasferimenti, una squadra dei Raid o dei Gign, le forze speciali di Polizia e Gendarmeria equivalenti ai nostri Nocs e Gis. E gli stessi angeli custodi seguono tutte le formazioni, ad incominciare da Russia, Francia, Inghilterra e Belgio, considerate le più a rischio in base ai precedenti. In questa classifica l'Italia arriva subito dopo, ma non è considerata, per ora, un potenziale obbiettivo. Per gli azzurri e i loro tifosi l'unica potenziale minaccia è la partita di lunedì 13 giugno a Lione con il Belgio. Poca cosa rispetto al coefficiente di rischio assegnato alla partita di domani, a Marsiglia, tra Inghilterra e Russia. Mettere in sicurezza obbiettivi designati è però la missione più scontata per gli 007 d'Oltralpe. Perché se «immaginare l'inimmaginabile» è compito di ogni responsabile della sicurezza, allora Euro 2016 rappresenta l'incognita perfetta.

A cominciare da quel Ramadan, il mese sacro del digiuno, iniziato lunedì scorso, in cui i fanatici dell'islam ritengono particolarmente onorevole rincorrere le 72 vergini in attesa nel Paradiso di Allah. Proprio per questo le autorità francesi temono non solo gli attacchi di cellule terroristiche strutturate, come quelle entrate in azione il 13 novembre, ma anche le improvvisazioni di possibili lupi solitari. Già in quest'ambito - nonostante i 35 milioni di controlli svolti durante i sette mesi di stato d'emergenza - le incognite sono enormi. All'imprevedibilità dei lupi solitari mescolati agli 8 milioni di tifosi s'aggiunge il rischio d'infiltrazione tra i due milioni di fan stranieri. Infiltrazione difficilissima da controllare visto che nessun servizio di sicurezza europeo ha dati precisi sui potenziali terroristi mescolatisi al milione e passa di rifugiati risaliti lungo la rotta balcanica nell'ultimo anno. Un ennesimo moltiplicatore di rischi è la molteplicità di obbiettivi offerti da un campionato programmato in 10 città con enormi spazi fuori dagli stadi, primo fra tutti quello dei giardini di Champ De Mars a Parigi dove il maxi schermo allestito sotto la Torre Eiffel richiamerà fino a 90mila spettatori. Spazi che come sanno bene a Parigi rappresentano un autentico invito a nozze per i terroristi.

Proprio per questo la Francia ha dispiegato un esercito di 90mila addetti alla sicurezza, composto da 42mila poliziotti, 30mila agenti della Gendarmeria, 10mila militari e 12mila guardie private. Il reclutamento delle guardie private comporta, però, ulteriori rischi. Tra i 3500 passati fin qui ai raggi x dai servizi di sicurezza ne sono stati individuati ben 82 con precedenti in odore di terrorismo.

L'altra grande minaccia - sperimentata nel corso di circa 30 simulazioni - sono i cosiddetti attacchi a cascata. Lo studio delle stragi del 13 novembre dimostra che i due attacchi kamikaze allo stadio di Parigi erano in verità due attentati civetta rivolti a distrarre le forze antiterrorismo e facilitare il lavoro dei massacratori del Bataclan. Oggi i terroristi potrebbero tornare ad applicare quello schema aggiungendovi le varianti messe a punto studiando i movimenti delle forze di sicurezza entrate in azione quella notte. Perché di una cosa a Parigi sono certi. Gli strateghi dell'Isis hanno seguito ogni fase della risposta messa in campo lo scorso 13 novembre. E hanno studiato nuovi piani d'attacco in grado di neutralizzarla.
http://www.ilgiornale.it/news/sport/l ... cos-blindato-1269686.html

ASSALTO A PORTAVALORI TERAMO: UGL SICUREZZA, ''RIVEDERE QUALIFICA GUARDIE GIURATE''


ASSALTO A PORTAVALORI TERAMO: UGL SICUREZZA, ''RIVEDERE QUALIFICA GUARDIE GIURATE''















TERAMO - "Ancora una volta fortunatamente l'equipaggio del mezzo è riuscito illeso dall'assalto. Speriamo che vengano fatti tutti gli accertamenti atti a verificare se il mezzo era in sicurezza e se erano attive tutte le misure previste dalla legge".

Lo scrive in una nota la segreteria regionale di Ugl sicurezza civile in seguito all'assalto al portavalori della Fitist a Mosciano (Termo).

"Purtroppo a nulla sono servite le precedenti segnalazioni in cui chiedevamo un coordinamento congiunto tra le prefetture abruzzesi al fine di unificare il servizio di trasporto valori che sta diventando sempre più pericoloso per gli operatori ma anche per i comuni cittadini che si trovano nelle vicinanze degli eventi - aggiunge - Ci auguriamo che nonostante il tentativo di delegittimazione dei sindacati da parte del governo centrale qualcuno intervenga per sanare definitivamente il problema delle guardie giurate e della loro qualifica che ad oggi non è diversa da quella di un operaio generico nonostante ricopra spesso mansioni similari a quelle di un pubblico ufficiale".
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/as ... uardie-giurate-/601502-4/

Sicurezza, il mercato riparte con droni e robot


Sicurezza, il mercato riparte con droni e robot

LA CRISI HA MESSO IN GINOCCHIO MOLTE AZIENDE DELLA VIGILANZA, SPECIE LE PMI. ORA LA DOMANDA RIPARTE MA SERVONO RISORSE PER INVESTIRE SU DRONI, ROBOT, SENSORI E PIATTAFORME. USCITI MOLTI PRIVATE EQUITY COME 21 INVESTIMENTI, I MAGGIORI GRUPPI BATTISTOLLI, MONDIALPOL, BIKS, HANNO INIZIATO A FARE SHOPPING. E FORSE CI SARÀ QUALCHE FUSIONE
Christian Benna
Lo leggo dopo




Milano R obot, droni, casseforti e valigette intelligenti, identificazioni biometriche: la rivoluzione digitale si diffonde e fa salire la febbre da acquisizioni nel mondo della sicurezza. A trainare le operazioni non ci sono, come ci si aspetterebbe, i produttori di sistemi di allarme, antincendio e videosorveglianza, ma c’è il “vecchio” piantone, quel settore dei servizi della vigilanza privata, spesso bistrattato e ancora disciplinato da un Regio Decreto del 1931, di cui si parla solo a margine delle scene del crimine: tra assalti di portavalori, rapine alle sale corse e scassi di Bancomat. Oggi i vigilantes puntano a trasformarsi in campioni della sicurezza privata integrata, avanzati tecnologicamente, e con una stazza da media e grande impresa. Per compiere il grande salto è scattata l’ora degli investimenti in hi-tech e delle aggregazioni in quel mondo pulviscolare che conta 1.800 aziende e 70 mila addetti. Prendiamo il caso di Battistolli di Vicenza, 160 milioni di euro di ricavi, tra i leader nel trasporto valori e specializzato anche nella vigilanza privata con la controllata Rangers. Negli ultimi 12 mesi la società veneta ha stretto due alleanze strategiche: la prima con la startup friulana CardTech per dotare il trasporto e la consegna di contante di sistemi di identificazione con l’impronta digitale, una misura che blinda a doppia mandata i portavalori. La seconda è una joint venture con un’altra startup innovativa, la milanese Nuzoo Robotics, per lo sviluppo di un robot per la


sorveglianza a supporto del servizio di guardia. La novità, che potrebbe entrare sul mercato a partire da giugno, non è solo tecnologica perché l’accordo prevede anche l’avvio di una linea manifatturiera trasformando l’azienda di servizi guidata da Luigi Battistolli in piccola industria produttiva. Si tratta di un passaggio chiave per un settore che la crisi economica ha messo in ginocchio. Gli investimenti in sicurezza, da parte di aziende e privati, sono tornati a crescere negli ultimi anni ma ci vorrà ancora tempo per recuperare il terreno perduto. Nel complesso il business della sicurezza in Italia vale quasi 6 miliardi di euro, di questi 2,5 sono generati da vigilantes privati che pattugliano aziende e infrastrutture e trasportano contante. Per i “piantoni” gli ultimi anni sono stati da brivido: gare al massimo ribasso (che ora la nuova legge sugli appalti dovrebbe scongiurare), costo del lavoro in salita, ripetuti attacchi in stile Far West contro i portavalori e una stretta creditizia che ha lasciato esangui molti operatori. In questo scenario, pur aumentando la richiesta di sicurezza, sotto la minaccia del terrorismo e della crescita di furti in aziende e abitazioni, il settore ha dovuto fare i conti con una profonda ristrutturazione. «L’offerta di vigilanza è costituita da oltre 1.200 player attivi (gli altri 600 sono portavalori o società inattive, ndr), dei quali 492 dichiarano un organico inferiore alle 10 unità – dice Lorenzo Manca, presidente e ammi-nistratore delegato del gruppo Sicuritalia, 350 milioni di fatturato, 7.200 addetti e 50 mila clienti, che ha curato la security di Expo 2015 - Il processo di concentrazione del settore è solo all’inizio e proseguirà in maniera crescente nei prossimi anni. Basti pensare che per oltre 700 player di mercato, il livello di indebitamento ha superato la soglia del fatturato annuo, in particolare al sud e nelle isole, dove i segnali di ripresa economica sono più lievi». A consolidare e rinnovare il settore ci hanno provato i fondi di private equity, ma il loro ingresso nelle società non ha portato risultati brillanti, anzi quasi tutti ne sono usciti scottati. Ora la palla torna alle imprese familiari, quelle più strutturate, magari alla seconda o terza generazione in azienda. «Non possiamo limitarci a fare servizi di portierato e di custodia. Quello è il passato, il futuro è realizzare una sicurezza integrata a 360 gradi con l’utilizzo delle nuove tecnologie. E poi sfruttare al massimo la forza delle nostre centrali operative per creare servizi a valore aggiunto per i clienti», dice Rosario Basile, l’avvocato e imprenditore siciliano, a capo di Biks Group, che ha rilevato lo scorso anno da 21Investimenti il gruppo Ivri, 240 milioni di ricavi, con l’ambizione di creare il primo polo italiano della sicurezza. «Le banche ci hanno dato fiducia per sostenere un’operazione da 65 milioni di euro sottoscrivendo un prestito in bond convertibili. Ma non ci fermiamo qui: abbiamo stretto un’alleanza con il gruppo israeliano Lotan per la protezione di siti sensibili e lo sviluppo di soluzioni di cyber security e puntiamo a crescere ancora. L’obiettivo è la Borsa entro due o tre anni». Tutti gli occhi sono puntati su Axitea, la società controllata dal fondo Stirling finita in concordato preventivo che, in attesa di un cavaliere bianco, sta provando a risollevarsi con un piano di ristrutturazione del debito. Ma i radar delle principali società sono accesi a tutto campo. Ed entro la fine dell’anno assisteremo a diverse operazioni di mercato. Intanto Sicuritalia si sta rafforzando nel Nordest. Lo scorso mese, la società lombarda ha incorporato Rovigo Controlli, che segue all’acquisizione nel triveneto di North East Services e Vigilanza Compiano. Non stanno a guardare gli altri player. Mondialpol, 200 milioni di fatturato, ha fatto shopping nelle Marche (Fitist Sicurity) e ha appena dato vita alla prima rete d’impresa del settore insieme con Coopservice e Fidelitas. In attesa del big deal, della fusione tra i grandi player, il tema della crescita porta poi diritto allo sviluppo all’estero. Dice Fabio Mura, ceo di Mondialpol Service: «Prima dobbiamo consolidarci in Italia e in futuro non escludiamo di espanderci anche oltre frontiera. Oggi si parla molto di tecnologia e anche noi cominciamo a usare i droni, e siamo stati i primi a dotare di casseforti intelligenti il settore retail, ma va detto che la sfida criminale si sta caratterizzando per colpi sempre più imponenti. I malviventi puntano ai grandi carichi di denaro, e usano armi da assalto. Le nostre guardie giurate, per legge, dispongono di mezzi inadeguati di fronte ad attacchi di questa portata. Va bene il digitale, ma ci vuole anche la forza di una difesa appropriata». Nella foto, uno dei robot che verranno utilizzati nei controlli durante le partite degli Europei di calcio di Parigi, durante una esercitazione


(23 maggio 2016)
http://www.repubblica.it/economia/aff ... bot-140470104/?refresh_ce

Europei 2016: la Francia si prepara con misure di sicurezza senza precedenti


Europei 2016: la Francia si prepara con misure di sicurezza senza precedenti

Scramasax | 26 maggio 2016 | Attualità | 0 Comments



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Il 2015 non è certo stato un anno semplice per la Francia, che ha purtroppo dovuto fare i conti con ben due diversi attacchi terroristici che, nel mese di gennaio, hanno visto la sede del giornale satirico Charlie Hebdo vittima di un drammatico attentato che ha provocato la morte e il ferimento di decine di persone, seguito poi nel novembre scorso alla serie di attentati di Parigi culminato con la morte di 130 persone e il ferimento di centinaia di persone.



E’ anche per questo che gravitano non poche preoccupazioni intorno agli Europei 2016, l’attesissimo evento calcistico che si aprirà a breve, il 10 giugno 2016, e andrà avanti per un mese. E proprio in vista di questa manifestazione sportiva che per un mese punterà l’attenzione di tutti gli appassionati di calcio sulla Francia, il governo ha annunciato importanti misure di sicurezza che si tradurranno nello schieramento di un vero e proprio esercito e non solo.

Il Ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha presentato il piano di sicurezza messo a punto in vista dell’avvio degli Europei 2016, con una strategia che prevede misure di sicurezza senza precedenti che vedranno lo schieramento di circa 90.000 persone, tra agenti di polizia (42.000), gendarmi (30.000), militari (10.000) e vigili del fuoco e agenti di sicurezza privata per contrastare qualsiasi potenziale pericolo che possa verificarsi. Non mancheranno scudi anti-droni sugli stadi nei quali si svolgeranno le partite.

Il Ministro dell’Interno ha spiegato, infatti, che la Francia è pronta a contrastare qualunque tipo di situazione, da attacchi terroristici alla presa di ostaggi e persino eventuali attacchi chimici. Tra le novità è compresa anche la presenza di un numero variabile di agenti speciali dell’unità anti-terrorismo RAID, che saranno assegnati ad ogni Nazionale. Gli ufficiali di sicurezza, invece, avranno il compito di gestire ogni movimento delle Nazionali, dagli spostamenti per le partite ai ritiri. Non mancherà, infine, una squadra di esperti nell’analisi del rischio che avrà il compito, per tutta la durata della manifestazione sportiva, di analizzare le potenziali minacce nelle città che ospiteranno le partite.

In vista dell’inizio degli Europei 2016, verrà inoltre resa disponibile un’app ufficiale che servirà per allertare la popolazione in caso di attacchi terroristici. Non è ovviamente mancato il riferimento alle polemiche generate dalle lacune della sicurezza dimostrate durante la finale di Coppa di Francia tra Paris Saint-Germain e Olympique Marsiglia caratterizzata da molti disordini che hanno portato all’uso di petardi, fumogeni e persino una bomba carta. In merito alla questione, Cazeneuve ha confermato che non si trattava di una partita test, ma nonostante questo la promessa è che le misure di sicurezza verranno migliorate.
http://www.laragnatelanews.it/attuali ... nza-precedenti/13688.html

Marò, Corte Suprema India: "Immediato rientro Girone". Renzi: "Bentornato, con noi il 2 giugno"


Marò, Corte Suprema India: "Immediato rientro Girone". Renzi: "Bentornato, con noi il 2 giugno"
Il fuciliere italiano, Salvatore Girone
Il fuciliere italiano in patria fin dai prossimi giorni e per tutta la durata del procedimento arbitrale. Gentiloni: "Premiato impegno". Alfano: "Stavolta governo ha fatto le cose per bene". Moglie cambia stato su WhatsApp: "Finalmente insieme"
di PIERA MATTEUCCI






















26 maggio 2016









NEW DELHI - La Corte Suprema indiana ha accettato di rendere immediatamente esecutivo l'ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja di far rientrare in Italia il fuciliere di Marina Salvatore Girone per tutta la durata del procedimento arbitrale. Lo ha deciso una 'sezione feriale' della Corte di New Delhi che si è riunita oggi.



"Confermiamo la nostra amicizia per l'India, il suo popolo, il suo governo. E diamo il benvenuto al marò Girone che sarà con noi il 2 giugno", ha scritto subito dopo la notizia il premier Matteo Renzi in un tweet. Poi, durante una conferenza stampa al termine della prima giornata di lavori del G7 di Ise-Shima, ha ribadito la "stima e l'amicizia e la volontà di collaborazione con tutto il popolo indiano" e ha cercato di smorzare le critiche che da sempre circondano il caso dei marò: "Trovo inutili le polemiche su questo". Stessa cosa ha fatto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: "Girone torna in Italia. Premiato impegno governo con sostegno Parlamento. Sempre al lavoro per affermare ragioni dei nostri due fucilieri", ha scritto su Twitter. E loda la collaborazione di tutti: "Un grande risultato di un lavoro di squadra". Anche la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, ha affidato alla Rete la sua soddisfazione: "La Corte suprema indiana ha deciso: finalmente il marò Girone potrà tornare a casa. L'ho sentito al telefono, siamo felici e soddisfatti", mentre il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha commentato: "È una giornata di grande soddisfazione, il governo questa volta ha fatto le cose per bene". E lancia una frecciata al precedente esecutivo: il risultato, dice "è anche la prova, e non ci vuole uno scienziato per comprenderlo, che visto che tutto si è risolto, le cose adesso sono state fatte meglio di come erano state fatte prima".

Marò, un caso internazionale senza fine: i quattro anni più difficili di Latorre e Girone
























































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PDF / LA DECISIONE DELL'ARBITRATO

Subito a casa. Girone potrà fin dai prossimi giorni tornare in patria e sarà accompagnato dal generale Carmine Masiello, consigliere militare di Palazzo Chigi e dall'ambasciatore italiano in India, Lorenzo Angeloni. La conferma dei tempi rapidi arriva dall'avvocato Diljeet Titus, che guida il team legale indiano, all'uscita dell'udienza della Corte Suprema a New Delhi."Già oggi depositeremo alla Corte un nuovo undertaking (garanzia scritta firmata dall'ambasciatore a nome del governo italiano) - ha spiegato - e poi domani avvieremo le pratiche per il rimpatrio".

Le procedure prevedono in particolare che i legali di marò si rechino all'Ufficio per la registrazione degli stranieri (Frro) per chiedere il permesso di residenza e il visto in uscita. Il governo indiano dovrà quindi informare le autorità aeroportuali di New Delhi (Migrazioni e Polizia) della decisione che autorizza l'espatrio di Girone.
Caso marò, moglie Girone: ''Riportate a casa mio marito''




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Marò, la moglie di Girone su WhatsApp: ''Sono felicissima''














Moglie modifica stato su WhatsApp. "Felicissima!!!Finalmente insieme!!". Così Vania Ardito, moglie di Girone, ha modificato il proprio stato su WhatsApp, dopo la notizia. Al suo stato la signora aggiunge anche la emoticon di una famiglia: un uomo, una donna e due bambini, proprio come il suo nucleo familiare.

Marò, la gioia della signora Girone: "I nostri figli sanno che papà torna a casa"








































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La soddisfazione del governo. Grande la soddisfazione della Farnesina, che negli ultimi giorni aveva intensificato il pressing, affinché i tempi del ritorno fossero brevi . Italia e India, dopo una lunga trattativa, che ha visto anche momenti di tensione, "hanno cooperato nelle ultime settimane per definire le condizioni e le modalità del rientro e della permanenza nel nostro Paese del marò, in pendenza della procedura arbitrale sul caso della Enrica Lexie. Il governo, nell'attesa di accogliere finalmente in patria Girone, rinnova l'impegno a conformarsi alle condizioni e modalità stabilite dalla Corte Suprema indiana", si legge in una nota del ministero degli Esteri. "La decisione odierna è un risultato importante che riconosce l'impegno intrapreso dal governo italiano con il ricorso all'arbitrato internazionale per far valere le ragioni dei nostri due fucilieri di Marina. Con lo stesso impegno l'Italia si presenterà ai prossimi passaggi previsti dal procedimento arbitrale", prosegue la nota.

Garanzia scritta. La decisione della Corte Suprema non è, però, senza condizioni: i giudici hanno chiesto ai legali del fuciliere di depositare una nuova garanzia scritta dell'Italia in cui ci si impegna a far rientrare il marò entro un mese dall'eventuale decisione favorevole all'India sulla giurisdizione da parte del tribunale arbitrale dell'Aja.

La svolta. Il 29 aprile scorso il tribunale arbitrale dell'Aja aveva autorizzato il rientro in Italia del fuciliere della Marina fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal governo, sulla vicenda dei due marò (Girone, appunto, e Massimiliano Latorre, già in Italia con un permesso speciale per gravi motivi di salute, a cui è stato concesso a fine aprile da un tribunale indiano di restare in patria almeno fino al 30 settembre) accusati dall'india di aver ucciso due pescatori ala largo delle sue coste nel 2012. La compagna di Latorre, Paola Moschetti, riferisce la gioia del marò per le sorti del cololega: "Massimiliano è felice, anche ieri su Facebook, nel post pubblicato in occasione del suo compleanno, aveva ribadito il grande desiderio che Girone rientrasse in Italia". Le reazioni. "Finalmente la notizia che attendevamo da quattro anni. La tua Puglia ti aspetta Salvatore!", ha scritto su Twitter il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Come lui, anche il sindaco di Bari non vede l'ora di riabbracciare il fuciliere: "È una bella giornata. Ti aspettiamo Salvatore. Qui c'è il sole", ha scritto Antonio Decaro.
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