RSS
SEZIONE DEDICATA ALLE NOTIZIE DI CRONACA

Vermezzo, è allarme furti. Altre due ditte nel mirino: "Niente ferma i ladri"

20 gennaio 2015
Sistemi di allarme, guardie giurate e telecamere sembrano inutili. Nell’ultima settimana i malviventi hanno preso d’assalto la Ford e la International Caratti, un’azienda specializzata in attrezzature per piscine






Archimede Clementi, titolare della Caratti di Vermezzo (Studio Sally)








Tweet






Vermezzo, 20 gennaio 2015 – Sistemi di allarme, guardie giurate e telecamere non fermano i ladri che hanno preso di mira le aziende del quartiere industriale. Nell’ultima settimana i malviventi hanno preso d’assalto due ditte, la Ford e la International Caratti, un’azienda specializzata in attrezzature per piscine. Alla concessionaria d’auto i malfattori sono riusciti a rubare tre auto, utilizzando come via di fuga il cancello della vicina International Caratti. E’ la stessa azienda depredata qualche giorno più tardi. I ladri sono riusciti a penetrare nei capannoni dopo aver sfasciato il cancello principale e il portone d’entrata. Una volta all’interno del magazzino, i malviventi si sono impossessati di motori, cavi elettrici e trasformatori, tutto materiale contenente rame.

I ladri non si sono limitati a fare incetta di motori e cavi elettrici. Prima di fuggire si sono appropriati anche degli attrezzi da lavoro, come trapani, avvitatori e seghetti. Tutto materiale che potrà essere rivenduto facilmente, a differenza invece dei robot pulitori per piscina. Quelli non sono stati razziati, visto che riportano un numero di matricola e sono quindi difficilmente smerciabili sul mercato. Nel bottino è finito anche un camion con i relativi attrezzi. Stima del danno, 10mila euro, ad esclusione del camion che è in leasing. Il titolare dell’azienda, Archimede Clementi, allarga le braccia: “Niente ferma i ladri, nemmeno le sbarre di protezione che abbiamo messo alle finestre. Qualche mese fa hanno addirittura sfondato i muri del capannone a colpi di mazza. In un’altra occasione hanno spostato a mano 30 quintali di pietre con cui avevamo caricato due bancali messi a protezione dell’azienda. E poi sono entrati”. M. Az.
http://www.quotidiano.net/vermezzo-furti-ford-caratti-1.593243

Giugliano. ​Stress e divorzio: vigilante travolto dagli incubi

GIUGLIANO. «Ti voglio bene, ti vogliamo bene». È scritto sulla lettera d'addio rinvenuta nell'abitazione di Antonio Riccardo, l'uomo che domenica sera ha ucciso la moglie, Anna Maria Capuano, e poi si è suicidato con un colpo di pistola alla testa. La tragedia in via Nazario Sauro, zona periferica della città. La guardia giurata l'ha indirizzata alla figlia 15enne. «Se puoi - ha scritto l'uomo - facci cremare, così io e mamma saremo per sempre insieme».

Tante parole che evidenziano il disagio dell'uomo. La paura di perdere la moglie, come si legge nella missiva «forse ha conosciuto qualche altro uomo». Poi frasi inserite in più momenti. «Nel giaccone marrone ci sono i documenti della banca, ci sono i soldi che ti serviranno in futuro». E ancora: «Fatti dare la liquidazione dalla mia società - riferendosi all'agenzia di vigilanza per cui lavorava - e paga gli ultimi due anni del mutuo». Una sorta di testamento scritto di getto che però, in alcuni casi, non ha un legame logico. «Sei sempre stressata - ha scritto il 55enne riferendosi alla moglie - per il lavoro, per i 500 euro che ti danno sarebbe meglio che tu stessi a casa». Poi ritorna a parlare con la figlia: «Ho fatto tanti sacrifici per tirarti su e ti voglio bene».

La donna lavorava in uno studio legale di Napoli. «Una donna seria e che ci aveva raccontato l'ossessione del marito che temeva di perderla» raccontano i colleghi di lavoro. Antonio Riccardo, da due mesi era in malattia per un problema alla schiena. Da due mesi non si recava alla Stazione Centrale di piazza Garibaldi, al capolinea della Metro dove prestava servizio. Sposato e padre di due figli, era divorziato da 17 anni. Poi aveva conosciuto Anna Maria Capuano con cui aveva avuto una figlia e poi si era sposato con la donna: «Volevi sposarti e l'ho fatto - si legge nella lettera - volevi una figlia e l'abbiamo avuta».

Poi la chiusura: «Ti amo».
Gli inquirenti della polizia del Commissariato di Giugliano, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino, stanno indagando e non lasciano nulla al caso. L'uomo - secondo i familiari - era molto stressato. Una situazione psicofisica su cui vogliono fare luce gli agenti della Giudiziaria. Lavorava spesso di notte e quindi di giorno dormiva. Una situazione, probabilmente, che ha creato nell'uomo in forte stato di crisi che ha gravato sul matrimonio. La lettera che ha lasciato alla figlia, probabilmente, rispecchia lo stato d'animo del 55enne. Le guardie giurate, infatti, causa la crisi, sono spesso sotto pressione e sono soggette a turni di notte. L'attività della polizia non si ferma.

L'investigativa vuole capire cosa ha scatenato nell'uomo l'ira omicida nei confronti della moglie prima, e poi su se stesso.

Ricostruita dalla polizia l'esatta dinamica dell'omicidio suicidio. La coppia era in casa con la figlia 15enne. Sono le 17:30. Stanno discutendo, la ragazzina ha delle cuffie nelle orecchie e sta ascoltando della musica, poi va nella sua camera e accende il pc. Marito e moglie, per evitare di litigare davanti alla ragazza decidono di scendere. Entrano nell'auto della donna, una Panda verde parcheggiata nel retro del parco Giovanna dove vivono. Lei si siede al posto di guida, il marito al lato passeggero. Discutono animatamente. Lui, in un momento di follia, prende la donna per i capelli, le cala la testa e le spara un colpo a bruciapelo alla tempia sinistra. Poi, punta l'arma alla tempia destra e si uccide. Sono le sette di domenica sera.

martedì 20 gennaio 2015 - 10:20 Ultimo agg.: 10:42
http://www.ilmattino.it/napoli/cronac ... lie/notizie/1132017.shtml

Bancarotta società vigilanza, chiesti sette anni e sei mesi

Terrorismo, Alfano: “Livello di attenzione alzato al massimo”


Da fine dicembre espulsi nove sospetti. Cinque italiani partiti per la Siria tra i 59 foreign fighters







ANSA

































--------------------------------------------------------------------------------














--------------------------------------------------------------------------------















--------------------------------------------------------------------------------












--------------------------------------------------------------------------------

























18/01/2015











«Nel nostro Paese possiamo dire di avere fatto tutto quel che è necessario per prevenire, nei limiti del possibile, la minaccia» legata al terrorismo. Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano nel corso di una conferenza stampa al Viminale indetta questa mattina. «Il nostro dipartimento della Ps è in stato di allerta permanente, la nostra filiera di sicurezza che si fonda sulle prefetture è in stato di allerta massima», ha proseguito. «I nostri migliori uomini sono al lavoro «quotidianamente. Il nostro è un lavoro che avviene nell’ombra, ma è un lavoro che non conosce sosta».



Livello di sicurezza al massimo

«Noi ci troviamo di fronte ad una minaccia immanente che può attuarsi in qualsiasi parte del nostro continente» e che è «sostanzialmente imprevedibile. A fronte di questo pericolo potenziale abbiamo innalzato il livello sicurezza al massimo» ha detto il ministro.



Le espulsioni

«Avevo detto che avremmo avvitato ulteriormente i bulloni del meccanismo di espulsioni e lo abbiamo fatto prima dei fatti di Parigi. Dalla fine di dicembre abbiamo espulso nove soggetti: 5 tunisini, un turco, un egiziano, un marocchino e un pachistano. Si tratta di persone, che avevano il permesso di soggiorno per lunga residenza, da anni in Italia. Due avevano coinvolto le proprie famiglie per andare a combattere in Siria. Qualcuno si era autoradicato sul web, altri erano internauti attivi, altri avevano aderito all’Isis, qualcuno aveva raggiunto quasi il rango di reclutatore. Ci saranno presto altre espulsioni - ha aggiunto -, ma su questo manteniamo il riserbo, non dobbiamo dare vantaggi a nessuno».



I foreign fighters

Sono 5 i foreign fighters. È l’aggiornamento dato in conferenza stampa dal ministro dell’Interno. Di questi «cinque sono italiani partiti per la Siria». I 59 (l’aggiornamento è alla data di ieri) non sono soggetti presenti in Italia ma persone che «in qualche modo hanno avuto a che fare con il nostro Paese - ha aggiunto -, di questi 14 sono già morti. Abbiamo radiografato un numero si soggetti molto superiore a cento. Non esiste una lista nera, ma un volume di monitoraggio che si fonda molto sulla riservatezza», ha aggiunto. Un lavoro che «si sta ulteriormente intensificando». I 59 foreign fighters che hanno avuto a che fare con l’Italia, comprendono due persone di doppia nazionalità, mentre il resto sono stranieri.
http://www.lastampa.it/2015/01/18/ita ... QZFNOiVe5lwgN/pagina.html

Vigili, il 12 febbraio sciopero in tutta Italia: corteo a Roma

Braccia incrociate per i vigili urbani di Roma e non solo il prossimo 12 febbraio. Dopo il caso delle "assenze di Capodanno" l'Ospol-Csa chiama in piazza tutti i caschi bianchi d'Italia per uno sciopero nazionale di 24 ore con tanto di corteo tra le strade della Capitale per protestare contro «l'infamante valanga di fango» gettata da Campidoglio e governo sulla Municipale.

I sindacati però si dividono e le altre sigle attaccano: «L'Ospol non è stata corretta». I pizzardoni di tutta Italia sfileranno a Roma in un corteo da piazza della Repubblica a piazza SS Apostoli. «Marino e il comandante Clemente chiedano scusa ai vigili» è l'invito rivolto al Colle Capitolino dal segretario dell'Ospol Stefano Lulli. Tra l'amministrazione del chirurgo dem e i caschi bianchi il 2015 non è iniziato proprio nel migliore dei modi. A peggiorare il braccio di ferro con il Campidoglio sul contratto decentrato e salario accessorio, che riguarda anche gli agenti della Municipale, il caso dell'"epidemia del 31 dicembre" e delle assenze in massa denunciate dallo stesso numero uno di via della Consolazione - vicenda su cui tra l'altro sta indagando anche il ministero della Pubblica amministrazione con gli ispettori inviati da Marianna Madia. «Le istituzioni non hanno atteso le conclusioni di un'indagine sui fatti accaduti la sera del 31 dicembre - accusa Lulli - Hanno fatto una caccia alle streghe per cercare i malfattori».

Il 12 febbraio sarà uno sciopero contro il «perdurare di una vertenza ultradecennale, sempre elusa dai governi che si sono succeduti, che hanno svilito il ruolo e le funzioni degli uomini e donne in divisa della Polizia Locale»: «La vertenza - spiegano dall'Ospol - si è acuita con la cancellazione dell'equo indennizzo, della causa di servizio e della pensione privilegiata, che si aggiunge all'usurpazione della indennità di pubblica sicurezza».

«Siamo stufi, ne abbiamo abbastanza - tuona il presidente del sindacato autonomo Luigi Marucci - Per la prima volta scenderemo in piazza da soli per uno sciopero storico. Per la prima volta non ci saranno altre categorie al nostro fianco, sfileremo solo come Polizia Locale». Tra le richieste avanzate al governo quella di varare al più presto una riforma della categoria che «preveda la parificazione con le altre forze di polizia dello Stato sia a livello salariale sia sostanziale, con un contratto pubblico».

Il fronte dei sindacati intanto si divide. La notizia dello sciopero "in assolo" dell'Ospol non è piaciuta a Cisl e Uil. «È un'iniziativa che non denota il massimo della correttezza verso gli altri sindacati» chiosa il segretario della Uil Fpl Roma-Lazio Francesco Croce che bolla la scelta del sindacato autonomo come «personalistica», «non condivisa e presa quasi di nascosto».

Una decisione sbagliata anche per Giancarlo Cosentino della Cisl: «A Roma è stata condotta dai sindacati una vertenza unitaria - spiega - E ritengo si debba continuare così. Non possiamo svendere a livello nazionale una vertenza che è di Roma. La forza che hanno potuto imprimere Cgil, Cisl, Uil, Ospol e Dicap insieme è cosa ben diversa da quella che può esprimere una sola sigla sindacale che peraltro invita a scioperare anche su altre questioni».

Ma intanto l'Ospol annuncia per il 12 febbraio a Roma una "carica" di 60mila vigili urbani da tutt'Italia. Una giornata in piazza contro quello che considera un vero e proprio «vilipendio alla Polizia locale della Capitale».

Venerdì 16 Gennaio 2015, 12:52 - Ultimo aggiornamento: 20:00
http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONA ... lia/notizie/1124356.shtml

Filiera della sicurezza, intervista a Nico Gulluni (consigliere ASSIV)

Filiera della sicurezza, intervista a Nico Gulluni (consigliere ASSIV)

16.01.2015


http://www.assiv.it/2015/01/filiera-d ... ulluni-consigliere-assiv/

Repetto (Pd): «No alle guardie giurate sugli autobus»


Repetto (Pd): «No alle guardie giurate sugli autobus»

«Non mi piace l’idea di veder salire delle guardie giurate sui bus al posto dei controllori». Sandro Repetto, consigliere comunale Pd boccia la risposta di Sasa ai problemi di ordine pubblico, ai...





















11 gennaio 2015
































0












LinkedIn












0












Pinterest







«Non mi piace l’idea di veder salire delle guardie giurate sui bus al posto dei controllori». Sandro Repetto, consigliere comunale Pd boccia la risposta di Sasa ai problemi di ordine pubblico, ai taccheggiatori, ai vandali, ai teppisti che rendono la vita impossibile a molti dei 280 autisti che guidano i bus. «L'azienda ci ha comunicato la novità - spiegano i dipendenti - all'incontro che abbiamo avuto a Natale per i consueti auguri». Repetto critica l’esternalizzazione. «Prima di tutti gli autisti sono formati anche per fare i controllori e sono pubblici ufficiali e non mi piace vedere al loro posto guardie con la pistola. E poi devo dire che molti autisti, a fine carriera, scelgono di passare al controllo. Non vorrei che si vedessero stralciare questa possibilità».
http://altoadige.gelocal.it/bolzano/c ... -sugli-autobus-1.10650848

Parigi ha paura, è psicosi attentatiInnalzate misure sicurezza in Italia

Parigi ha paura, è psicosi attentatiInnalzate misure sicurezza in Italia

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/ ... lia_2088717-201502a.shtml

Roma, vigili assentisti, Renzi attacca: «Agiremo sulla p.a. perché casi del genere non si ripetano»

Leggo di 83 vigili su 100 a Roma che non lavorano "per malattia" il 31dic. Ecco perché nel 2015 cambiamo regole pubblico impiego». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che accompagna il messaggio con l'hashtag «#Buon2015».

Il premier ha poi scritto su Facebook che il 2015 sarà «l'anno della riforma costituzionale e della nuova legge elettorale. Ci occuperemo di cultura, scuola, Rai, green-act, lavoro. Di pubblico impiego, di modo che non accadano più vicende come quella di Roma dove la notte del 31 dicembre l'83% dei vigili urbani è rimasto a casa per malattia o donazione sangue».

Ma non erano state depennate? A chi in un messaggio su Twitter gli fa notare che però al momento le nuove regole sul pubblico impiego sono state «depennate» dal Jobs act con uno «strano zapping legislativo», Matteo Renzi risponde: «Prego? Le abbiamo inserite in un disegno di legge che è all'attenzione del Parlamento. Si chiama democrazia».

In Campidoglio non hanno dubbi: quell’83 per cento di defezioni dell’ultima ora, tra i vigili urbani impegnati nei vari turni a cavallo tra San Silvestro e Capodanno, sono l’antipasto di una possibile guerra sotterranea contro l’introduzione delle nuove norme per la concessione del salario accessorio ai dipendenti capitolini, caschi bianchi compresi.

Madia. «Ispettorato ministero Funzione Pubblica subito attivato per accertamenti violazioni e sollecito azioni disciplinari», ha scitto il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, in un tweet preceduto dagli hashtag «#Roma #vigiliassenti». «Avanti» con la riforma della Pubblica amministrazione «per premiare le eccellenze che ci sono e punire gli irresponsabili», ha aggiunto in un altro tweet Madia sempre preceduto dagli hashtag «#Roma #vigiliassenti».

Il Garante per gli scioperi apre un procedimento dopo le massicce assenze dei vigili urbani di Roma. Lo rende noto la stessa Autorità di garanzia per gli scioperi, annunciando che «aprirà un procedimento di valutazione, con riferimento alle massicce assenze dei vigili urbani di Roma la notte di Capodanno».

«Se il comportamento posto in essere dai vigili urbani si traduce in uno sciopero selvaggio, le sanzioni sono quelle previste dalla legge: si va da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 50.000 euro», ha poi precisato al Tg2 Roberto Alesse, Garante per gli scioperi.

Rischio per assenteisti. Come già accaduto in passato, qualora l'Autorità verificasse un nesso causale tra la mobilitazione organizzata dai sindacati, sui quali l'Autorità si era già pronunciata, e le assenze per malattia, che saranno verificate sulla scorta dei dati forniti dall'Amministrazione, «non esiterà ad adottare le sanzioni, che la legge prevede». «Non è accettabile che a subire gli effetti della protesta -sottolinea il Garante- siano i cittadini utenti». La legge 146 del 1990, precisa l'Autorità, «disciplina l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici e solo all'interno delle regole da essa previste possibile scioperare».

I sindacati: non sparare nel mucchio, si faccia chiarezza. «Stigmatizziamo con forza i disagi che si sono verificati nella notte di Capodanno, è nostra opinione che le responsabilità di quanto successo vadano ricercate comunque a 360 gradi, e gli abusi se accertati, puniti. Anche questa volta non abbiamo in nessun modo dato indicazioni ai lavoratori difformi da quanto previsto dalle norme, contratti e regolamenti». Così in una nota i sindacati Cgil FP, Cisl FP e Uil Fpl. «Pretendiamo che sulla vicenda si faccia totale chiarezza. Anche perché le dichiarazioni di queste ore da parte di amministrazione e governo che sparano nel mucchio finiscono per alimentare polemiche dannose e strumentali che non risolvono i problemi. Quanto sta accadendo non fermerà le nostre rivendicazioni, invece dimostra come sia indispensabile per cambiare le cose ricercare soluzioni condivise con il coinvolgimento dei lavoratori», aggiungono i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Roma e Lazio.
http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONA ... nte/notizie/1096451.shtml
« 1 ... 5 6 7 (8)

Pubblicita

Disclaimer

"Questo portale viene aggiornato senza alcuna periodicità e non rappresenta una testata giornalistica né un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001. Gli autori non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite eventuali link o collegamenti posti all'interno del portale o del forum di discussione, o per i siti che forniscono link o collegamenti alle risorse qui contenute. Il semplice fatto che questo portale fornisca eventuali collegamenti a siti esterni non implica tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità. Gli utenti sono i soli responsabili dei contenuti, contributi e commenti pubblicati; i moderatori si impegnano a rimuovere o oscurare i contenuti considerati falsi, lesivi di altrui dignità o diffamatori, ma data la natura interattiva degli strumenti utilizzati è impossibile operare un controllo in tempo reale di tutto il materiale pubblicati dagli utenti. Per segnalazioni o richieste di rimozione contenuti scrivere una mail all'indirizzo admin@guardieinformate.net con oggetto "Richiesta rimozione contenuti" "

Police Privacy di Guardieinformate