VARIE: Jobs act, da 1° marzo contratto a tutele crescenti, muore art.18

Inviato da : nicola74il 20/2/2015 20:11:48 1063 letture venerdì 20 febbraio 2015 19:14 Stampa quest’articolo | Pagina singola[-] Testo [+]
1 / 1Schermo interoSu questo fronte, resta aperto il tema della coperture qualora non fossero sufficienti gli 1,7 miliardi stanziati in Finanziaria per il 2015, più altri 200 milioni per il 2016.

Il governo ha poi presentato altri due decreti al Jobs act, che dovranno passare al vaglio del Parlamento: quello sulla semplificazione delle forme contrattuali e il demansionamento e quello in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che punta a estendere la maternità a tutte le lavoratrici.

La norma più interessante è il superamento dei contratti a progetto, i co.co.pro, contratti che non potranno più essere sottoscritti dal 1° gennaio 2016. Da quella data, ha spiegato il ministro del Welfare Giuliano Poletti, saranno tramutate in lavoro subordinato le collaborazioni che di fatto hanno già queste caratteristiche. Rimangono in piedi le collaborazioni disciplinate da contratto nazionale, come quelle dei call center. E le partite Iva.

Resta invariata la possibilità di assumere con contratto a termine per 36 mesi per un massimo di 5 proroghe senza causalità. Mentre tramontano le associazioni in partecipazione e il job sharing, peraltro rarissimo.

L'impresa potrà variare unilateralmente le mansioni del lavoratore in caso di modifica dell'assetto organizzativo senza però modificare la retribuzione né il livello del dipendente.

Sale a 7.000 euro, da 5.000, l'ammontare massimo del voucher per il lavoratore e viene vietato il voucher per gli appalti. Semplificato anche l'accesso all'apprendistato e al part-time.

Restano ancora da fare "l'Agenzia nazionale per l'impiego e altri punti di merito come cassa integrazione", ha concluso il premier che punta entro giugno a rendere operativa tutta la riforma.

(Ha contribuito Giuseppe Fonte)



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