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L'AQUILA - "La legge è uguale per tutti". Questa è la scritta che ritroviamo in moltissime aule di Tribunale del nostro Paese. Ma esiste davvero una Giustizia? Stando agli ultimi episodi di cronaca giudiziaria si direbbe proprio di no! Ricordiamo tutti la triste vicenda della giovane studentessa di Tivoli violentata brutalmente, nei pressi del parcheggio della discoteca Guernica di Pizzoli, nell'aquilano. Il fatto risale alla notte tra l'11 e il 12 febbraio scorso. La ragazza, poco più che ventenne, lasciata a terra, sola, dissanguata, al gelo, ha rischiato di morire e solo l'intervento tempestivo degli uomini della Security e del proprietario del locale le ha salvato la vita. I primi sospetti si sono concentrati su Francesco Tuccia, un militare di Avellino, di stanza presso il 33^ Reggimento artiglieria terrestre Acqui del capoluogo aquilano. Il giovane era stato visto sporco di sangue, nei presso del luogo dove è avvenuta la violenza. Questi, però, si è difeso sostenendo di aver avuto un rapporto consenziente con la ventenne. Gli esami effettuati dal Ris di Roma , però, hanno confermato che le tracce di sangue rilevate sulgli indumenti di Tuccia appartengono alla vittima. Le tracce ematiche sono state rinevenute sulla camicia del ragazzo, su una mano e su un braccialetto da polso. Il giovane era stato avvistato dal proprietario della discoteca e da alcuni addetti alla sicurezza, subito dopo il ritrovamento della ragazza, esanime e seminuda tra la neve. Lo scorso 23 febbraio il militare è stato così arrestato dai carabinieri del comando provinciale dell'Aquila con l'accusa di tentato omicidio e violenza sessuale. Si, tentato omicidio. Perché la ragazza ha rischiato seriamente di morire. La violenza è stata talmente brutale da provocarle lesioni all'apparato genitale e digerente. Presso l'ospedale San Salvatore dell'Aquila, dove la ragazza è stata ricoverata, i medici l'hanno sottoposta a un intervento di ricostruzione delle parti intime. "In trent'anni di carriera di atti di violenza ne avevo purtroppo già visti, ma nessuno di tale efferatezza. È stata portata all'ospedale dal 118 - racconta il ginecologo Gabriele Iagnemma - e scortata dai carabinieri. È arrivata ricoperta di sangue in condizioni di incoscienza e in un grave stato di shock emorragico dovuto alle gravi lacerazioni che aveva. Lacerazioni - ha proseguito - che interessavano oltre che l'apparato genitale anche quello digerente. È stata portata immediatamente in sala operatoria dove ho chiamato subito il collega chirurgo e insieme, l'abbiamo operata. Un intervento di oltre un'ora durante il quale sono stati ricostruiti l'apparato digerente e l'apparato genitale". Dall'altra parte, Alberico Villani, legale del giovane, ribadisce la sua teoria difensiva: si sarebbe trattato di un rapporto consenziente. L'avvocato, infatti, si è soffermato sull'insesistenza del presunto corpo contundente con cui il ragazzo avrebbe violentato la studentessa. Una vicenda davvero agghiacciante dove speri davvero che la giustizia faccia il suo dovere. Poi arriva il colpo di scena: concessi gli arresti domiciliari a Francesco Tuccia. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha accolto l'istanza presentata dai legali del giovane 21enne. Tuccia ha fatto rientro nella sua casa di Montefredane in attesa del giudizio immediato chiesto dal Pm David Mancini. "E' finita a tarallucci a vino". Scusate, ma lasciatemi passare l'espressione. Ancora una volta ci ritroviamo davanti la stessa scena: un colpevole fuori le sbarre e una vittima lasciata sola con il suo dolore. Dopo la scarcerazione del suo aguzzino la ragazza ha dichiarato di voler lasciare l'Italia. Sarà pur vero che esiste una giustizia divina, ma quella terrena dov'è? Nessuna condanna farà dimenticare alla giovane ventenne quello che ha subito. Le ferite dell'anima non andranno via con un intervento di ricostruzione. Inoltre vedere impunito chi ha osato fare una cosa tanto brutale, non fa che riaprire quelle lacerazioni. Da donna sono davvero inorridita e sconcertata per questa ennesimo caso di non giustizia. Questa povera giovane è stata violentata due volte: dal suo stupratore e dalle Legge italiana. Annarita Garofalo http://www.ilcorrieredabruzzo.it/opin ... la-dove-la-giustizia.html
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