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Chiusa la prima fase della gara d’appalto, a breve nelle scuole del comune di Palermo ci saranno le telecamere.
Spesso, la notizia è rappresentata in questa maniera dagli organi di stampa, stimolando un’attesa per un appalto che preveda la mera istallazione di videocamere nelle scuole di pertinenza del comune di Palermo. Essendo il sottoscritto colui che per l’amministrazione ha seguito l’opera fin dalla fase di ideazione, mi sento ripetutamente ripetere dagli operatori della scuola la solita domanda : «Ma tanta attesa, sarà esaustiva per le aspettative del mondo della scuola? In più, a distanza di qualche anno questa soluzione è ancora valida?».
La scuola, specialmente quella dell’obbligo, attraverso i propri operatori è spesso esposta in prima linea in realtà difficili, portando avanti con serietà, sacrifici e amore la propria opera con sempre meno mezzi economici. Per costoro subire un furto causa molta rabbia, ma il trovarsi davanti alla devastazione senza senso di un atto di vandalizzazione ti spinge alla tentazione di mollare, perché sai che quanto distrutto richiederà costosi interventi di manutenzione straordinaria e di molti sacrifici per ripristinarlo.
Ecco perché si penso nel 2004 all’introduzione delle videocamere anche nelle scuole, quale deterrente per gli atti criminosi esterni. La genesi della gara in oggetto, per l’antintrusione e la videosorveglianza nelle scuole di pertinenza del comune di Palermo (1° fase) è stata alquanto difficile e complicata e ci vorrebbe tanto spazio per raccontarla, ma non è su questo che intenderei accendere i riflettori, ma avendo spesso letto notizie parziali sull’argomento, mi piacerebbe, nella qualità, poter completare l’informazione.
Oggi le telecamere e i sistemi di videosorveglianza sono alla portata di qualunque tasca e possono reperirsi in un qualunque negozio di elettronica, ma in cosa si differenzia il progetto che a breve si andrà a realizzare?
Dal 2004 a oggi, parallelamente anche per iniziative singole della stessa amministrazione, sono stati istallati impianti di sole telecamere e in qualche caso affiancate da un tradizionale impianto di antintrusione in alcuni plessi a rischio di atti criminosi, purtroppo con risultati dimostratisi mediamente insufficienti, perché spesso chi ha compiuto le effrazioni si è permesso di asportare persino il sistema di allarme, benché questo fosse regolarmente collegato con le forze dell’ordine.
Sulla base di queste esperienze ci convincemmo che solo un sistema organico di videocamere, sensori anti intrusione, ma soprattutto una rete di collegamento tra tutte le scuole ed una centrale di monitoraggio, potesse funzionare da vero deterrente, con l’aggiunta di un sistema di controllo in remoto h24. In verità ci spingemmo a studiare anche una soluzione che prevedesse un’integrazione con un sistema di controllo del territorio mediante società di vigilanza privata, ma quest’ultima ipotesi che avrebbe completato il monitoraggio continuo fu scartata a causa della peculiarità del finanziamento, che non avrebbe consentito il finanziamento di tale servizio, di contro si progetto il tutto affinché un domani la possibilità dell’integrazione di tale supporto sarebbe avvenuta senza alcuna modifica per le opere già consegnate.
Altra peculiarità del progetto sta nelle particolarità della rete di collegamento. L’indirizzo dell’amministrazione fu fin dal principio rivolto alla possibilità di realizzare una rete di proprietà che non aggravasse il servizio con canoni di gestione, ecco perché si scartò fin da subito l’ipotesi delle offerte attraverso collegamenti con operatori telefonici. Dopo ampie riflessioni e indagini di mercato, si approdò alla scelta della rete attraverso frequenze radio, sulla base delle esperienze militari su frequenze resesi disponibili.
Bisognò superare le difficoltà legate al collegamento di un territorio vastissimo, ma la moderna tecnologia ci permise nel tempo di trovare soluzioni.
Infine con il sistema ipotizzato si è giunti alla convinzione che la realizzazione della rete, ad oggi ad uso della metà delle scuole di proprietà comunali, da domani sarebbe stata a disposizione oltre che delle restanti scuole, anche di qualunque immobile di proprietà comunale soggetto a monitoraggio, con il minimo investimento di una antennina radio con relativo kit di collegamento.
A completamento di quanto di dominio pubblico, va spesa a mio parere, qualche parola in più sul sistema di gara scelto, l’appalto integrato. Ad un appalto di questo genere, si ricorre spesso quando si è in presenza di una tecnologia in continua evoluzione oppure quando è difficile per una P.A. trovare al suo interno professionalità preparate in materia. Di fatti, il sistema di gara, permette l’appalto oltre che dei lavori anche della progettazione esecutiva delle opere. Ciò porta un grosso vantaggio, la possibilità attraverso sistemi premianti nel giudizio di gara, che permettano soluzioni innovative o migliorative di quanto ipotizzato. Vi renderete conto che ciò è importantissimo nel campo dell’informatizzazione e dell’elettronica vista la velocità con la quale sono messe sul mercato apparecchiature sempre più sofisticate. Ciò ci ha permesso, visti i tempi della naturale burocrazia, di non appaltare un sistema di fatto già obsoleto. In più, visto che l’appalto oltre alla rete non avrebbe coperto l’intero patrimonio scolastico comunale, si è progettata la possibilità di considerare come sistema premiante, in fase di offerta, l’istallazione di sistemi di antintrusione in ulteriori scuole, tra quelle indicate dall’amministrazione scelte tra le situazioni d’emergenza verificatesi nelle more dell’appalto.
Ecco perché mi sento di dire che non si tratterà della semplice videosorveglianza di un bene pubblico, ma non nascondo per esperienza che la prima “videosorveglianza” di una scuola, avviene attraverso il rapporto con il territorio, attraverso l’apertura di una struttura al quartiere e non attraverso l’apposizione di sbarre, a quel punto, le telecamere e quant’altro serviranno da deterrente e da dissuasione per il cretino di turno che purtroppo ci sarà sempre. Tag: Palermo, scuola, scuole, telecamere. http://www.rosalio.it/2012/06/12/le-telecamere-nelle-scuole/
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