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Certificazione a norma – Parte seconda
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Tempo fa, avevamo già trattato la questione Certificazione UNI EN ISO 9001 quando non era ancora uno strumento obbligatorio.

A dire il vero, sarebbe stato più corretto titolare con “Parte terza” questo attuale thread, ma la “parte seconda” è stata rimossa dall’Amministratore, perché con la mia risposta (simile a questa ma più mirata), non mi adeguavo alla pubblicità di una di queste aziende certificatrici sponsorizzata anche in questo sito (niente di personale Admim, ma mi pare di dire il vero).

Oggi, con il Decreto 1° dicembre 2010, n. 269, entrato in vigore al 15/03/2011 , all’allegato A (requisiti minimi per gli istituti di vigilanza privata) , punto 4.2 è richiesta esplicitamente la certificazione di qualità UNI 10891:2000 “ Servizi- Istituti di vigilanza privata-Requisiti” (gli IVP hanno tempo 18 mesi dall’entrata in vigore, per adeguarsi alle regole).

Così, anche la certificazione è diventata un affare che il Ministro Maroni si direbbe aver equilibrato al connubio “Governo/Imprenditori”.

Come ribadito nella prima discussione, le verifiche UNI EN ISO 9001 vengono effettuate nelle sedi degli IVP dove praticamente ha "alloggiamento" la "mente" dell'azienda composta da ufficio direttivo, operativo ed amministrativo. Un proverbio dice: "il cane non sporca dove mangia".

Il "braccio" delle aziende di vigilanza, laddove sono svolti di concreto i servizi di varia natura legata al controllo e alla vigilanza, dove cioè le verifiche dovrebbero essere effettuati non solo per una Certificazione ma più semplicemente per un adeguamento a delle normative vigenti, la materia è a dire poco vergognosamente lacunosa.

Anche semplicemente leggendo le testimonianze nei siti dedicati, che sono poca cosa in confronto alla mera realtà, è evidente che sussistano in modo conclamato delle quotidianità che ben superano in negativo quel confine di legittimità o addirittura legalità che dovrebbe caratterizzare le aziende in questione.

Zone con settori di oltre 300 km a notte; straordinari senza regola; riposi, ferie e permessi a discrezione dei superiori; dotazioni incomplete; automezzi usurati; vestiario inadatto; servizi non compiuti a danno del cliente; professionalità inesistente; corsi a onere del dipendente; servizi di oltre 12 ore all'addiaccio pure d'inverno; piantonamenti in luoghi insalubri o addirittura in cantieri aperti senza alcune norme per la sicurezza; corpi di guardia assolutamente inadatti e privi di servizi igienici per i dipendenti; strumenti di verifica come orologi e lettori, utilizzati a fine di controllo; ispezioni irregolari; servizi non di mansione; situazioni di Mobbing; queste e molte altre sono le problematiche che caratterizzano indiscutibilmente la ns categoria e neppure le aziende certificate UNI EN ISO 9001 sono esenti a questo rischio.

Diviene oggi ancora più di ieri esilarante notare come molte di queste aziende certificatrici hanno già “certificato” diverse organizzazioni secondo questi standard normativi. Ma come?.... sono risapute le costanti problematiche che riguardano un settore di cui il contratto è nientepopò di meno che scaduto dal 2008, che riguardano proprio dei discutibili rapporti coi clienti (pago una guardia, prendo un tuttofare); risorse e approvvigionamenti necessari per i servizi surclassati da una concorrenza sleale generata proprio dalle aziende di vigilanza; una, a dir poco, ingestione delle dotazione tecniche (addirittura guardie in servizio con auto personali!); requisiti del personale voluti contrari alle regole del buon senso per soddisfare una politica “money oriented” ottenuta con una totale sudditanza e mancanze di professionalità; aggiornamenti di facciata, spesso non retribuiti, sempre nel tempo libero del lavoratore e in certi casi pure a spese del candidato guardia. Tutto questo è pane quotidiano nei forum di categoria. E queste aziende certificatrici, invece di rilevare il marcio che imperversa nel mondo della Vigilanza privata e dare il meritato calcio nel sedere alla maggior parte di questi imprenditori tiranni, addirittura hanno il coraggio di propinare che sono pure soddisfatte di questo risultato perché - dicono - sono soddisfatti i loro clienti (gli ivp)…

Clienti, appunto! Al Sig. Ministro dell’Interno On. Roberto Ernesto MARONI – Eccellenza, visto che:

1. la certificazione di qualità rappresenta meramente una garanzia ulteriore tra privati (perché i controlli statali dovrebbero già garantire l’effettività delle norme), senza potenziali pendenza giuridiche dato che il Decreto Ministeriale non ha espressamente previsto sanzioni penali a carico del responsabile del servizio di Certificazione nel caso in cui non svolga con diligenza il compito assegnatogli dalla legge, ritenuto solo essenzialmente un organo di “studio e consulenza”, dotato di una particolare competenza in materia di lavoro, senza che lo stesso abbia poteri decisionali né di “intervento attivo” nel settore della sicurezza (come per il Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione; o il Responsabile dei Lavoratori per la sicurezza);

2. la Certificazione diviene facilmente individuabile in una pratica di clientelismo;

3. nella categoria, nonostante gli RSPP, RSL e ora UNI EN ISO 9001, tutte , senza una costante ispettiva da parte di Autorità dello stato, si direbbe imperversare un certo “fai da te” sul filo e oltre della legalità in tema di ordine e sicurezza pubblica e norme sul lavoro,

visto tutto ciò, non sarebbe stato meglio normare proprio sul Decreto 1° dicembre 2010, n. 269 dei controlli di stato che garantiscono un effettivo funzionamento delle regole e lasciare l’ “ulteriore” certificazione nella giusta collocazione che merita?

Sono sicuro che rendendo i responsabili di certificati ordinati, colpevoli di eventuali garanzie scorrette, le certificazioni in oggetto si ridurrebbero credo fino a sparire, per poi ricomparire ma causando un adeguamento reale delle aziende.

Non sono le caratteristiche minime del progetto organizzativo e dei requisiti minimi di qualità degli istituti che vanno certificate: sono i responsabili di certi abusi/soprusi conclamati che vanno mandati in galera!

Data invio: 29/3/2012 9:19
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Il problema è che la categoria è ignorata. A nessuno importa nulla. Ci sono millemila riforme da fare, anche sulla sicurezza (ridurre le forze dell'ordine statali e riformare la polizia locale, per dirne due a caso) e quella sulle GpG non è nemmeno nominata: non dico attuata, manco le altre lo sono, ma almeno le voci esistono.

Sapere che in linea teorica le leggi ci sono è bello,ma anche illusorio: ci sono sempre state, anche senza "scomodare" le gpg, si sa che in linea prettamente teorica il lavoro (in generale), pur potendo superare le 40 ore settimanali medie nell'arco di 4 mesi, cosa che non succede MAI.

Allo stato importa 0 di sistemare i nostri problemi: per loro noi siamo solo una prima linea che risparmia di assumere personale nelle forze dell'ordine pure, lasciando a noi il presidio di porti e areoporti, tra stress e casino, con al massimo 3-4 finanzieri/poliziotti che da dietro il gabbiotto ci guardano e intervengono solo se alziamo il braccino.

Tutti posti che lo stato si risparmia nei concorsi pubblici, per la gioia di Tremonti prima e Monti dopo. COn lo stesso ragionamento da un giorno all'altro la Polizia Locale si è vista armata e equiparata ad agenti di PS senza però avere la formazione necessaria (cosa buona e giusta che lo sia, ma va addestrata ad esserlo!).

Dal canto suo l'Europa è un'arma a doppio taglio: con una lama impone leggi più ferree nel rispetto degli orari di lavoro e tenta di pareggiare a livello europeo molte categorie ora lasciate nelle mani dei isngoli stati (soprattutto a livello di sicurezza stanno lavorando molto),ma allo stesso tempo la seconda lama richiede ai paesi in difficoltà di tirarsi fuori dai guai con le proprie mani, e si è visto che è successo in Grecia, cosa succede in Italia e che succederà in Spagna.

Obbligano a migliorare le condizioni di lavoro ma poi impongono che vengano fatte riforme che distruggono i lavoratori, questo perchè nessun padrone si taglierà la mano da solo.

Nella realtà pratica gli IDV sono spesso gestiti da gente che della sicurezza gli frega ben poco, che spesso appalta le proprie guardie ad altri e in generale pensano solo a prosperare alla faccia di quelli che mandano in giro da soli su mezzi inadeguati e senza aver loro dato un minimo di preparazione.

QUesto si può ovviamente allargare a tutti coloro che danno servizi basilari (operai di cantiere, pulizie e via così): lavoratori sull'orlo della crisi (di nervi, non sociale), ricattabili, sfruttati e gettati via come pezze da piede una volta usati.

Ci chiamano Risorse Umane: io le risorse le vedo solo nei videogiochi di strategia (sapete age of empires, starcraft), e ad estrarle sono gli schiavi: ecco noi non siamo schiavi, siamo peggio, siamo quello che viene estratto dagli schiavi, puro materiale.

Con o senza pistola, siam tutti operai (non dico compagni ma lo penso) e al momento stiamo tornando indietro all'800.

Certo si sa che dopo l'800 c'è stato il 1917, giusto?

Data invio: 29/3/2012 12:46
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Come nn darvi ragione...speriamo solo che molti di questi i.v.p. passino di mano(senza ripercussioni occupazionali) a persone piu preparate e serie.

Data invio: 29/3/2012 18:44
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Condivido, santi commenti.
Atil, dove stanno le persone preparate e serie se tutto e fondato sul marcio titolato regolare? A passar di mano sono le guardie, maltrattate, disorganizzate e disoccupate senza salario.

Data invio: 29/3/2012 20:48
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Gaspare
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Caro Gaspare speriamo (ma purtroppo dubito e spero di sbagliarmi)che questo sistema marcio finisca quanto prima di esistere....e che finalmente venga data "un'inpronta"diversa al ns settore.

Data invio: 29/3/2012 22:23
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Anche perchè sinceramente, avessimo un contratto serio, degli orari seri, ragazzi, sarebbe un mestiere bello questo!!!

Lo dico sul serio, ovvio, uno che non concepisce un lavoro su turni non lo farebbe, ma se fosse brutto solo perchè su turni allora pure l'infermiere, il vigile del fuoco e il poliziotto sono mestieri brutti. Sinceramente nella vita o in polizia o al SUEM voglio finire, a fare 8 ore in ufficio non sono capace.

poi non so voi ma mi piace pure il fatto di girare, di vedere gente di ogni tipo, se capita qualcosa mentre giro mica tiro dritto, mi fermo, sarà il soccorritore (CRI, 118 e DAE) che è in me che parla ma il kit di pronto soccorso lo affianco alla pistola come importanza nel nostro lavoro, non solo per eventuali bisogni nostri ma anche altrui, non pesasse mi porterei appresso pure un DAE, ma la maschera per il bls non mi manca mai.

Lo sistemassero sto mestiere sarebbe bello veramente.

Come lo sistemerei io? beh statalizzando (non gli idv singoli eh,ma la formazione obbligatoria SI, oltre al contratto eccetera) ovviamente,ma qui si entra in un altro discorso che in Italia manco ha senso.

Data invio: 29/3/2012 23:57
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Bafometto ha scritto:
A dire il vero, sarebbe stato più corretto titolare con “Parte terza” questo attuale thread, ma la “parte seconda” è stata rimossa dall’Amministratore, perché con la mia risposta (simile a questa ma più mirata), non mi adeguavo alla pubblicità di una di queste aziende certificatrici sponsorizzata anche in questo sito (niente di personale Admim, ma mi pare di dire il vero).

Prendo atto da MP dell'Amministratore che la così detta "parte seconda" titolata Formazione e certificazione per gli istituti di vigilanza. non è stata cancellata, bensì spostata dalla stanza “OFF TOPIC!” a quella “CORSI DI FORMAZIONE, DIFESA E AGGIORNAMENTO”.
Coincidenza vuole, che la risposta che avevo dato è scomparsa, evidentemente cancellata come infatti ha constatato lo stesso responsabile. Poco male dato che il testo esprimeva medesimi concetti del qui presente post di apertura.

Data invio: 30/3/2012 3:07
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Condivido in pieno quanto da te esposto Bafometto!
Nel 2008, questo è stato l'unico motivo per cui ho chiuso con il mondo della vigilanza privata.
Da quella data non è cambiato niente, ed oggi me ne dai ulteriore conferma con questa discussione!
Quello che vedo personalmente è quello che asserisci.
IVP belli fuori, e disastrati per la gestione dissennata dei servizi dei mezzi tecnici e delle Gpg dentro, riescono ad avere certificazioni di qualità.., da utilizzare, insieme alla sprovveduta neo GpG di turno tappabuchi anche dal punto di vista giuridico, come ulteriore specchietto per le allodole verso il cliente!!!

Data invio: 30/3/2012 16:31
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Atil hai ragione a dubitare, non finirà mai di esistere fino a quando non cambierà il modo di pensare dei nostri politici.

Il sistema è truffaldino, es: una città piena di vigili ligi al dovere e non ci sono posti o sistemi per parcheggiare, cosa succede? Il comune fa cassa.

Nel nostro caso, sono state scritte le regole e il raggiro, cosa succede? Quello che vediamo: Contribuenti truffati e aggravati economicamente, disoccupazione e occupazione in movimento selvaggio, Guardie a tiro e frustate, C.C.N.L. ad personam, il tutto per soddisfare l'innato sistema che ingrassa i ricconi.

Data invio: 1/4/2012 14:20
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Gaspare
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Re: Certificazione a norma – Parte seconda
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Bafometto,
ti ho appena risposto in un MP.

Data invio: 1/4/2012 15:06
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