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Pordenone, rischioso affidare la sicurezza agli steward
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Per Associazione nazionale Istituti Vigilanza Privata e Corpo Vigili Notturni "si tratta di una categoria non normata"
15 settembre 2020
“Affidarsi agli steward urbani per aumentare il livello di sicurezza di Pordenone affiancando la Polizia locale per il presidio del territorio può essere rischioso”. È quanto segnalano Associazione Nazionale Istituti Vigilanza Privata e Corpo Vigili Notturni, società friulana specializzata che gestisce anche la sicurezza degli edifici regionali sul territorio.

Anvip, infatti, sta aspettando risposta alla lettera inviata alla Prefettura e alla Questura di Pordenone nel luglio scorso (quando il Comune di Pordenone pubblicò la gara per individuare gli steward), categoria che – si legge nella lettera – non ha riferimenti normativi.

“Non è ovviamente in discussione l’importante obiettivo dell’Amministrazione comunale, ovvero quello di garantire maggiore sicurezza e vivibilità alla città", commenta Claudio Moro, presidente di Anvip, "ma ci teniamo a sensibilizzare le istituzioni sulle figure professionali scelte per farlo e anche sulla base normativa su cui si basano queste delicate competenze”.


La legge n.94/2009 e il D.M. 6 ottobre 2009 hanno istituito la figura dell’addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, i cosiddetti steward che, proprio per tale normativa, non possono svolgere i servizi previsti dal Comune di Pordenone. “Per quanto sia personale qualificato", sottolinea Daniele Zorzi, amministratore unico di Corpo Vigili Notturni, "la figura dello steward si occupa solo di sicurezza passiva e ha competenze troppo limitate nella gestione delle situazioni a rischio. E' necessario, invece, che la sicurezza attiva sia affidata a persone con esperienza, che conoscono Pordenone e il suo territorio, che sappiano gestire e mediare i conflitti e lavorare in sinergia con le forze dell’ordine chiamate eventualmente a intervenire”.

"Gli steward, infatti, non possono reagire, non hanno possibilità di difesa e non hanno una centrale operativa che risponda immediatamente alla richiesta di intervento: tutte caratteristiche che, invece, possiedono le guardie particolari giurate, oltre a tutte le competenze tecniche e l’esperienza necessarie. In più, gli steward urbani non sono una categoria prevista dalla legge, in particolare da D.M del 6 ottobre 2009 che, parlando solamente di steward, ne definisce chiaramente anche gli ambiti operativi (Art. 4) che sono molto limitati: nei luoghi aperti al pubblico dove si effettuano attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo, nei pubblici esercizi, in spazi parzialmente o temporaneamente utilizzati a fini privati, ma comunque inseriti in luoghi aperti al pubblico”, conclude la nota.

https://www.ilfriuli.it/articolo/polit ... za-agli-steward-/3/227223

Data invio: 16/9 0:59
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