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Guardie giurate in crisi nera alla Protect (ex Black Security), c’è chi avanza fino a 12 mensilità
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Guardie giurate in crisi nera alla Protect (ex Black Security), c’è chi avanza fino a 12 mensilità

Con l'acqua alla gola da anni. I 64 dipendenti dell'istituto di vigilanza "Protect", ex "Black Security", sono sull'orlo della disperazione per i clamorosi ritardi nei pagamenti da parte dell'azienda. Mancano ancora all'appello gli stipendi di giugno, luglio e agosto più la 14esima mensilità. "Senza contare che veniamo da una disastrosa gestione della Black Security - dice un dipendente a l'Immediato -, dalla quale molti di noi avanzano fino a 12 mensilità. C'è chi aspetta ancora la 13esima del 2013!" Nemmeno le denunce fatte notte tempo all'Ispettorato del Lavoro hanno fermato una crisi che si protrae ormai da molto tempo. "Non ci vengono versati neanche gli assegni familiari". Il capo della Protect è l'avvocato manfredoniano Vincenzo Giandolfi, al quale è passato lo scettro dopo l'era targata Roberto Annarelli, storico amministratore della Black Security (su l'Immediato pubblicammo un articolo proprio su questo passaggio di mano). Ma il confronto tra titolari dell'istituto e lavoratori è sempre stato scarso o del tutto inesistente. "Ci dicono solo che il problema è causato dal ritardo dei pagamenti da parte della clientela".

E non è tutto, i dipendenti si sentono accusati di far perdere clienti all'azienda, soprattutto il gruppo di guardie giurate vicino al sindacato Usb. "Accuse infondate, non c'è nulla di vero". La Protect non ha clienti nel settore pubblico ma numerosi privati, dal piccolo negozio alla grande azienda come il conservificio Princess, ex Ar. Tra i clienti anche alcune società del settore energie rinnovabili, per la vigilanza delle pale eoliche dislocate in varie zone della provincia di Foggia. L'istituto gestito da Giandolfi nasce a Manfredonia e conta nel gruppo anche una decina di dipendenti sipontini che si spostano sul Gargano. La copertura della Capitanata è dunque totale e non sempre facile a causa dei mezzi.

Infatti, oltre ai ritardi nei pagamenti e alle difficoltà nello sfamare le proprie famiglie, ci sono le questioni trasporto e abbigliamento: "Prestiamo servizio con auto assolutamente insicure e obsolete - spiegano -, il nostro vestiario è consumato e nonostante le continue richieste non viene rinnovato, così come il parco auto". Insomma, dall'1 dicembre 2014 è cambiato solo il nome, da Black Security a Protect, ma le difficoltà per i lavoratori non sono mai finite. Per circa 15 di loro si è aperta la procedura di mobilità, per i restanti 50 la battaglia è tutt'altro che finita.


http://www.immediato.net/2015/09/16/g ... anza-fino-a-12-mensilita/

Data invio: 16/9/2015 21:51
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