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Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
Guru
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21/12/2007 13:07
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Nei quotidiani locali e anche in alcuni Tg di carattere regionale non sono mancati infiammati interventi firmati da diverse sigle sindacali sulla tragica scomparsa del collega e amico Alessio Maggio.

Per le rappresentanze che sono intervenute è l'epilogo di una disgrazia annunciata. Quindi che poteva essere evitata.

Genericamente si parla di dotazioni improprie e di mezzi di lavoro inadatti come quella fatidica passerella certamente non in regola per il codice di sicurezza.

Alcune personali considerazioni.


PREMESSA

1.
Il servizio consiste nella vigilanza di mezzi di diversa stazza ormeggiati per il periodo notturno, l'uno a fianco all'altro per un lungo tratto di banchina davanti al bacino San Marco.

2. Tra le dotazioni ricordo un passe-partout per verificare l'integrità delle cabine di pilotaggio accessibili ai soli capitani, quindi la chiusura.

3. A conferma di tale mansionamento, durante i numerosi anni di appalto in questo contesto, esistono numerosi provvedimenti di servizio per quei colleghi che non hanno svolto il servizio di controllo con l'accuratezza richiesta, facilitando l'intervento di vandali o ladri che hanno causato danni a bordo dei mezzi di trasporto così incustoditi.


CONCLUSIONE PREMESSA

4.
La Premessa ha lo scopo di sottolineare che tra le mansioni comandate alla guardia è inteso il controllo A BORDO dei mezzi in sosta. Questo perché si potrebbe insinuare che la guardia non doveva trovarsi a bordo dei mezzi, ma doveva più semplicemente sorvegliare i vaportetti dalla banchina, evitando intrusioni.


ORDINE DI SERVIZIO

5.
A quanto pare manca un preciso ordine di servizio scritto, (o quanto meno questo non è di facile presa-visione delle guardie), che scandisca in modo inequivocabile i compiti e i doveri della guardia nel rispetto delle ordinanze e dei contratti di categoria, magari a disposizione in un registro presenze che con la firma se ne ricordi la lettura ad inizio servizio, ai meno esperti. Questa ultima nota andrebbe applicata ad ogni servizio.


SICUREZZA NEL LAVORO (626)

6.
Come evidenziato anche dal responsabile della Polizia di Stato che ha raccolto i verbali la notte della disgrazia, alle guardie che svolgono questo particolare servizio notturno a rischio caduta in mare, non sono di dotazione scarponcini e cinturone appositamente costruiti per essere tempestivamente e facilmente tolti in caso di bisogno, ne camice e giubbotti con cartarifrangenti che faciliti il ritrovamento in caso di caduta anche in condizioni di cattiva luminosità.

A proposito del cinturone di facile sgancio, spiego in particolare:

bisogna tenere a conto che in un servizio ad esempio di controllo come quello eseguito dalla Guardia Alessio Maggio, necessitano obbligatoriamente documenti, arma, radio ricetrasmittente, torcia elettrica, chiavi passe-partout.

In oltre il dipendente ovviamente ha con sè cellulare personale e chiavi di casa. E' consuetudine portare caricatore di scorta e manette. Finire in acqua con un simile surplus, si capisce che diviene necessario potersene subito disfare.

In oltre lo stesso responsabile di Polizia, rimanendo in tema con i servizi in mare, ha ribadito l'importanza di un secondo uomo (corso da marinaio) nei servizi di pattuglia acquea specie notturna, cosa che non avviene.

Dico questo perché Alessio svolgeva anche questo tipo di servizio, e già altre volte era caduto in acqua dalla barca, di notte, da solo, dovendosi arrangiare alla meglio!

7. Tornando alla luce invece, i passaggi da un mezzo di trasporto ad un altro, avvengono senza alcun tipo di illuminazione, praticamente al buio.

E'doveroso aprire una parentesi chiarificatoria.

Con la 626 (cui ricordo bene noi, quali dipendenti privati, siamo soggetti alla pari di qualsiasi altro lavoratore), ogni luogho comunque accessibile per il lavoro deve essere dotato di dispositivi che consentono un’illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori.

I luoghi di lavoro all'aperto devono essere opportunamente illuminati con luce artificiale quando la luce del giorno non è sufficiente.

Gli impianti di illuminazione dei locali di lavoro e delle vie di circolazione devono essere installati in modo che il tipo d'illuminazione previsto non rappresenta un rischio di infortunio per i lavoratori.

E “dulcis in fundo” i luoghi di lavoro (interni ed esterni) nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell'illuminazione artificiale, devono disporre di un'illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità. Sempre!

Qualche inesperto o furbacchione, potrebbe obiettare cercando di risolvere la grave lacuna con l'utilizzo della torcia elettrica.

Ma la torcia elettrica - che rientra nelle disposizioni del questore per gli istituti di vigilanza privata e per le guardie giurate - serve meramente nei casi in cui, dati gli interventi e le mansioni in casi di anomalie, nell’evidente stato di necessità, ovvero, non per finalizzare l’intervento o la mansione come spesso vorrebbe far intendere l’azienda, ma per poter evacuare tempestivamente in sicurezza da una situazione di improvviso “blek aut” o, nei limiti consentiti di intervento, per non omettere soccorso.

Comunque sia ben chiaro:

l'azienda non passa nemmeno le toce elettriche! e nei remoti casi succede per richiesta ad oltranza del dipendente, lo fa distribuendo pile obsolete enormi, che fanno poca luce e prive di attacchi da portare alla cintura, perché non fornite da negozi specializzati, tanto che la maggioranza delle guardie ha in dotazione pile di propria spesa.


Chiusa parentesi.

8. Radio. Risulta che in questo servizio, contrariamente a quanto ordina il questore per ovvi motivi di sicurezza, non è presente un apparato radio ricetrasmittente di dotazione. Se lo è non è ha disposizione delle guardie lì in servizio. prova ne è che L'Alessio non avendone in consegna, quella tragica sera non ne aveva possesso.

9. Corsi. In un servizio così particolare, non sussiste un corso integrativo che scandisca all'eventuale candidato le norme di comportamento quale la caduta in mare, il soccorso in mare a terzi, note di evidenze di pericolo a bordo da segnalare agli addetti (dispersione di liquidi infiammabili, locali caldaie in avaria, eccetera).


RESPONSABILITA'

10.
Tra gli obblighi del datore di lavoro, ai sensi del D. L.vo 626/94 articolo 8, esiste anche quello di organizzare il servizio di prevenzione e protezione.
Tale servizio, peraltro di fondamentale importanza per la sicurezza dell'azienda e dei lavoratori, è costituito da alcune persone nominate direttamente dal datore di lavoro.

Nell'istituto di vigilanza dove lavorava il povero Alessio, esiste un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) che deve provvedere:

a) Ad individuare i fattori di rischio presenti in azienda, alla valutazione di essi ed all'individuazione di misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro

b) Ad elaborare le misure preventive e protettive, ad individuare i dispositivi di protezione individuale più appropriati alla mansione e/o al lavoratore ed i sistemi di controllo di tali misure

c) Ad elaborare delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali

d) A proporre i programmi di formazione ed informazione dei lavoratori

e) A partecipare alle riunioni aziendali periodiche indette per la gestione della sicurezza aziendale

f) A fornire ai lavoratori le informazioni inerenti alla sicurezza in azienda, con particolare riferimenti ai rischi presenti, alle misure di prevenzione adottate, alle procedure da eseguire in caso di incidente e/o di emergenza, ai pericoli connessi legati all'uso di certi materiali o sostanze o all'attività lavorativa da intraprendere


11. In seconda battuta alla pari dell'istituto in appalto, esiste per l'azienda cliente la stessa figura delegata RSPP.
Nello specifico, all'acquisizione dell'appalto e non da meno in altri periodi degli anni a seguire, il RSPP dell'azienda di vigilanza (o altra figura demandata) deve ispezionare obbligatoriamente i servizi in consegna, al fine di poter verificare che sussistano le condizioni sopra indicate di responsabilità nel lavoro.

Qualora ciò non fosse riconosciuto, detto RSPP deve provvedere mettendo in atto i bisogni, contattando il RSPP dell'azienda cliente.


A questo punto, fatico a controllarmi davanti a certe notizie.

Cerco con sforzo frasari e termini che non sfocino in offese che ritengo del tutto meritate, nei riguardi di chi non ha svolto con la dovuta perizia il prorpio importantissimo compito con tutte le responsabilità del caso.



RIFLESSIONI

12.
Le delegazioni sindacali devono aspettare che succedano queste disgrazie per farsi sentire?

E' da molti decenni che sussistono simili serizi con sempre le medesime problematiche. Solo adesso si sono svegliate?

Comunque, meglio tardi che mai, affinche la disgrazia di Alessio non sia stata vana.

13. Ho sentito i notiziari e letto alcuni giornali di cronaca locale, attendendo gli articoli del giorno dopo , sicuramente più aggiornati. Come ho detto in apertura, alcune sigle hanno puntato il dito contro certe lacune in modo generale.

No! bisogna puntare il dito contro dei nomi e cognomi precisi: ci sono montagne di relazioni di Ispettori aziendali che eseguono controlli meramente di repressione per le guardie e mai di prevenzione sul lavoro! Nomi e cognomi di queste persone che non sanno svolgere il loro compito con responsabilità!

Ma soprattutto, c'è un preciso responsabile RSPP. Le delegazioni sindacali dovrebbero procedere a pesanti azioni legali nei suoi precisi confronti.

Perché in questi specifici servizi non sono di dotazione scarpe e cinturone facilmente slacciabili?

Perché in questi e altri simili servizi le gpg non sono obbligatoriamente dotate di radio ricetrasmittenti e di torce elettriche professionali?

Perché in questi e altri simili servizi i dipendenti non hanno in dotazione camice e giubbotti con segnali cartarifrangenti?

Perché non sempre sono disponibili le radio ricetrasmittenti come è successo al collega amico Alessio?

Perché non sono in vigore dei precisi ordini di servizio scritti, facilmente reperibili alla guardia, con obbligo di lettura?

Perché non è predisposto un sistema adeguato di illuminazione (626) anche di necessità in caso di uomo in mare? Avrebbe potuto l'addetto subito intervenuto fendere l'acqua insidiosamente scura nella notte, con un fascio di luce sufficente a scorgere il corpo dell'uomo caduto, non ancora definitivamente inabissato, magari con addosso i sopra citati vestiari con cartarifrangenti?

Perché alle guardie non vengono impartiti corsi di formazione adatti ad un servizio a bordo di natanti, e invece sono di gran voga discutibili corsi come ad esempio

al Casinò di Venezia, dove alle guardie sono resi obbligatori i corsi di formazione, nientepopòdimeno per installare a mano pesantissime paratie in acciaio per l'acqua alta e passerelle per i clienti quelle sì con il corrimano! il tutto in tanto di divisa in diagonale e armamento! Un lavoro di manovalanza espressamente vietato dal buon senso... dal contratto... da precise ordinanze questurili che obbligano la gpg a non distrarsi nell'adempimento di sorveglianza, ma queste gravi inosservanze del tutto ignorate da azienda, sindacato e enti di controllo, per agevolare un cliente prestigioso e remunativo come la famosa Casa dei Giochi detta!

Nei servizi "a contatto" con il mare, neppure viene accertato che la guardia sà nuotare! Io stesso ho soccorso più di una volta un collega finito in acqua incapace di nuotare, salvato solo dalla fortuna!

E' o non è la storia del povero Alessio, quella di una tragedia annunciata?!!

Perché in un servizio del genere,

dove i natanti posti in sorveglianza sono in balia di un tratto della laguna insidioso, esposto alle intemperie, frequentato da ogni possibile mezzo di trasporto, battelli, motoscafi, barche di ogni genere, rimorchiatori, yachts, navi, ferry-boats, eccetera, causa di un rilevante moto ondoso e non da meno di un capioso flusso di corrente in corrispondenza tra le dighe e la laguna dopo il bacino qui menzionato,

perché chiedevo, le passerelle di continuità tra una imbarcazione e un'altra non sono a norma di legge, con scrupolosa dovizia?

Allora mi viene da urlare:

SE QUELLA NOTTE LA PASSERELLA FOSSE STATA ANCORATA AI MEZZI, CON I BORDI DI APPOGGIO DI 1,5 METRI DI RIENTRO PER PARTE E FOSSE STATA DOTATA DI CORRI-MANO, POSSIBILMENTE CON STRISCE ANTI-SDRUCCIOLO E PRIVA DI CHIODI ESPOSTI, IL NOSTRO POVERO ALESSIO, SAREBBE ANCORA QUI!!!!!!!

Concludo questo post nel modo più educato possibile e meno polemico con non poca... anzi: molta, molta fatica.

Non ho potuto fare a meno di notare che a firma degli interventi di disgusto per quanto successo, sono mancate le sigle delle più significative rappresentanze:

quelle della triplice Cgil-Filcams, Cisl-Fiscat, Uil-Uiltucs. Siamo a quasi due giorni dall'accaduto. Di tempo necessario ce ne è stato.

U-N-A V-E-R-G-O-G-N-A I-N-A-U-D-I-T-A-!

Cosa si puo pensare se non altro che non si sono voluti sbilanciare neppure con delle condoglianze alla famiglia - doverosamente pubbliche e non private - perché altrimenti i cronisti li avrebbero incalzati e avrebbero dovuto necessariamente andare contro l'azienda!

Possibile che tre su tre delegazioni hano avuto casualmente la medesima iniziativa di non intervenire???

Uè, per chi non lo sapesse, la triplice (volgarmente detta triade), sono le rappresentanze che predispongono e siglano i nostri contratti!




Mi fermo, altrimenti la tastiera mi s'incendia!

Data invio: 28/6/2008 19:17
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
Guru
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Dimenticavo: e queste sono le credenziali di un'azienda con Certificazione ISO 9001 ed. 2000 (VISION 2000)?... Open in new window

Data invio: 28/6/2008 22:26
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
Allievo
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Quoto Bafometto!

Data invio: 29/6/2008 10:34
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sicut nox silentes
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
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Volete sapere l'ultima???

Ho ricevuto una e mail da un collega che mi informa che il buon Alessio era iscritto UIL !!!!

Una di quelle tre sigle, le uniche della categoria di rilevante importanza, che non si sono pronunziate in merito... nulla neanche una riga sui giornali! Open in new window

Data invio: 29/6/2008 11:22
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
Matricola
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Vogliamo una riforma seria che tuteli le nostre G.P.G., non si puo' fare servizio singolarmente nel pattugliamento di zona notturna.Invito il Ministero dell'Interno ad attuare nel decreto del nuovo T.U.L.P.S. regole certe di come svolgere i servizi.Ci vogliono due G.P.G. per ogni pattuglia stradale di zona, deve, essere chiaro ed inequivocabile, pene e sanzioni certe per chi sbaglia.Sedersi ad un tavolo per trattare quello che interessa le aziende"fare piu' fatturato" continuando a non fare nulla a noi non serve, lottare con persone capaci, vere, fino in fondo.

Data invio: 29/6/2008 16:46
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
Matricola
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Sicurglobl ex Vigile San Marco, me lo immaginavo. Uguali in tutte le province.

Data invio: 29/6/2008 18:36
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
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Carissimo Baf...
il tuo intervento mi ha lasciato veramente senza parole.

Quoto... quoto pienamente.

Devo però aggiungere una domanda:
Se quel poveretto è svenuto cadendo in acqua, per quanto tempestivo può essere l'intervento di soccorso; in certe condizioni giubotti e scarpe a sgancio veloce servono a poco... si va giù come un sasso.
Ma non si dovrebbe far portare anche dei giubbotti galleggianti?
Sarebbero molto più opportuni.
I marinai sanno nuotare, ma in navigazione, anche sotto costa o nel porto, il giubbotto è d'obbligo.

Data invio: 17/7/2008 11:16
_________________
Al principio fu creato l'Universo.
Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa.
(dalla saga della GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI)
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
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Golan ha scritto:
Devo però aggiungere una domanda:
Se quel poveretto è svenuto cadendo in acqua, per quanto tempestivo può essere l'intervento di soccorso; in certe condizioni giubotti e scarpe a sgancio veloce servono a poco... si va giù come un sasso.


Nello specifico, lo sfortunato amico collega è piombato in acqua cadendo da una passerella assolutamente fuori norma, andando a sbattere con il volto sul bordo di uno dei natanti durante la rovinosa caduta, in condizioni di lavoro inopportune.

In generale, innanzi tutto, non bisogna guardare con il senno del poi le regole e gli ordinamenti che anche se fossero stati applicati sarebbero stati inutili a scagionare la disgrazia.

Bisogna invece porre rispetto sempre a 360° per le direttive che regolano la materia “sicurezza sul lavoro”, perché i guai quando succedono, comunque rivestono una o più di questi meriti e non potendo ragionare prima col senno del poi, bisogna adeguarsi fin da subito in tutto per tutto. Ora, purtroppo non resta che tirare le somme. Certo che almeno ora queste somme per chi di dovere, vanno tirate!

Torniamo ora “nello specifico”. Alessio, il collega scomparso, se avesse operato in condizioni di lavoro ideali:

1. con una passerella a norma, non si sarebbe potuto ribaltare;
2. forse l’Alessio, con l’adeguata illuminazione, si sarebbe accorto che la passerella stava per uscire dal bordo di sostegno;

3. in caso di uomo in mare, pure svenuto (i polmoni permettono un lasso di tempo di galleggiamento, pure se con ulteriore carico dovuto alla buffetteria), probabilmente in un ambiente di lavoro bene illuminato, con camicia con catarifrangente e con faro di emergenza proprio per queste occasioni, il marinaio intervenuto quasi subito, avrebbe potuto scorgere l’uomo prima che si inabissasse per sempre, quindi intervenire in modo diretto.

Invece, presente io sul posto, la totale assenza di luci rendeva l’ambiente scuro e l’acqua impenetrabile come la pece.

Quindi probabilmente cinturone e scarpe a sgancio veloce non sarebbero state molto d’aiuto al poveretto, ma dovevano e devono fare parte (con altre situazioni) degli obiettivi aziendali perché non ci sia un prossimo che caduto in acqua senza svenire, annega perché non è stato in grado di liberarsi dalla zavorra.

Citazione:

Golan ha scritto:
Ma non si dovrebbe far portare anche dei giubbotti galleggianti?
Sarebbero molto più opportuni.
I marinai sanno nuotare, ma in navigazione, anche sotto costa o nel porto, il giubbotto è d'obbligo.


I marinai portano i giubbotti galleggianti in mare e solo in determinate condizioni.
Assolutamente ingestibile una cosa del genere. A parte l’incredibile incomodità di portare un giubbotto galleggiante, la gpg si muove tra un insieme di personale di bordo tra capitani, piloti, marinai, motoristi, manutentori e addetti alle pulizie: tutti privi di uno strumento del genere. Ammesso che un dipendente indossasse il salvagente in quelle immotivate condizioni (vedi cosa succede con il GAP, ordinato, di indubbio bisogno e molto più indossabile) sarebbe lo zimbello di turno! Poco male si potrebbe replicare, ma tant’è che le ordinanze in merito già esistono e impongono motivatamente il giubbotto galleggiante solo in determinate occasioni, come sopra scritto.

Infatti, ad uno studio più appropriato, ci si accorge che seguendo con scrupolo le ordinanze in merito alla 626, incidenti similmente a quanto aimè succeso, sono veramente improbabili.

Data invio: 18/7/2008 23:05
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
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Con una lettera indirizzata alle istituzioni competenti la Uil chiede di verificare le cause che hanno determinato la disgrazia e le eventuali responsabilità.

Vergogna! prendano una posizione, del tutto giustificata contro l'azienda e il RSPP aziendale! dicano come le guardie sono costrette a svolgere servizio e le gravi carenze che incombono! Lo dicano apertamente e lo riportino sui giornali e sui tg! Alessio era un loro iscritto!!!

...ah! se non mandavano quella lettera, le istituzioni non indagavano! Vergogna!

Data invio: 21/7/2008 14:21
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Re: Tragedia del collega annegato. Polemiche sulle condizioni di lavoro
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Quando io ( ex sindacalista della Polizia di Stato ) vi dico che i sindacati non servono a nulla ... mi credete ora ?
L'unica vera protesta è lo sciopero bianco .

Da wikipedia : "Uno sciopero viene definito bianco quando i lavoratori anziché astenersi dal lavoro applicano alla lettera i regolamenti, causando disagi, clamoroso fu il caso di sciopero bianco applicato dalle guardie di frontiera negli anni '80."

Ciao

Data invio: 21/7/2008 14:34
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Abraham Lincoln può aver liberato tutti gli uomini ma Samuel Colt è quello che li ha resi uguali .
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