Guru 
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Nei quotidiani locali e anche in alcuni Tg di carattere regionale non sono mancati infiammati interventi firmati da diverse sigle sindacali sulla tragica scomparsa del collega e amico Alessio Maggio.
Per le rappresentanze che sono intervenute è l'epilogo di una disgrazia annunciata. Quindi che poteva essere evitata.
Genericamente si parla di dotazioni improprie e di mezzi di lavoro inadatti come quella fatidica passerella certamente non in regola per il codice di sicurezza.
Alcune personali considerazioni.
PREMESSA
1. Il servizio consiste nella vigilanza di mezzi di diversa stazza ormeggiati per il periodo notturno, l'uno a fianco all'altro per un lungo tratto di banchina davanti al bacino San Marco.
2. Tra le dotazioni ricordo un passe-partout per verificare l'integrità delle cabine di pilotaggio accessibili ai soli capitani, quindi la chiusura.
3. A conferma di tale mansionamento, durante i numerosi anni di appalto in questo contesto, esistono numerosi provvedimenti di servizio per quei colleghi che non hanno svolto il servizio di controllo con l'accuratezza richiesta, facilitando l'intervento di vandali o ladri che hanno causato danni a bordo dei mezzi di trasporto così incustoditi.
CONCLUSIONE PREMESSA
4. La Premessa ha lo scopo di sottolineare che tra le mansioni comandate alla guardia è inteso il controllo A BORDO dei mezzi in sosta. Questo perché si potrebbe insinuare che la guardia non doveva trovarsi a bordo dei mezzi, ma doveva più semplicemente sorvegliare i vaportetti dalla banchina, evitando intrusioni.
ORDINE DI SERVIZIO
5. A quanto pare manca un preciso ordine di servizio scritto, (o quanto meno questo non è di facile presa-visione delle guardie), che scandisca in modo inequivocabile i compiti e i doveri della guardia nel rispetto delle ordinanze e dei contratti di categoria, magari a disposizione in un registro presenze che con la firma se ne ricordi la lettura ad inizio servizio, ai meno esperti. Questa ultima nota andrebbe applicata ad ogni servizio.
SICUREZZA NEL LAVORO (626)
6. Come evidenziato anche dal responsabile della Polizia di Stato che ha raccolto i verbali la notte della disgrazia, alle guardie che svolgono questo particolare servizio notturno a rischio caduta in mare, non sono di dotazione scarponcini e cinturone appositamente costruiti per essere tempestivamente e facilmente tolti in caso di bisogno, ne camice e giubbotti con cartarifrangenti che faciliti il ritrovamento in caso di caduta anche in condizioni di cattiva luminosità.
A proposito del cinturone di facile sgancio, spiego in particolare:
bisogna tenere a conto che in un servizio ad esempio di controllo come quello eseguito dalla Guardia Alessio Maggio, necessitano obbligatoriamente documenti, arma, radio ricetrasmittente, torcia elettrica, chiavi passe-partout.
In oltre il dipendente ovviamente ha con sè cellulare personale e chiavi di casa. E' consuetudine portare caricatore di scorta e manette. Finire in acqua con un simile surplus, si capisce che diviene necessario potersene subito disfare.
In oltre lo stesso responsabile di Polizia, rimanendo in tema con i servizi in mare, ha ribadito l'importanza di un secondo uomo (corso da marinaio) nei servizi di pattuglia acquea specie notturna, cosa che non avviene.
Dico questo perché Alessio svolgeva anche questo tipo di servizio, e già altre volte era caduto in acqua dalla barca, di notte, da solo, dovendosi arrangiare alla meglio!
7. Tornando alla luce invece, i passaggi da un mezzo di trasporto ad un altro, avvengono senza alcun tipo di illuminazione, praticamente al buio.
E'doveroso aprire una parentesi chiarificatoria.
Con la 626 (cui ricordo bene noi, quali dipendenti privati, siamo soggetti alla pari di qualsiasi altro lavoratore), ogni luogho comunque accessibile per il lavoro deve essere dotato di dispositivi che consentono un’illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori.
I luoghi di lavoro all'aperto devono essere opportunamente illuminati con luce artificiale quando la luce del giorno non è sufficiente.
Gli impianti di illuminazione dei locali di lavoro e delle vie di circolazione devono essere installati in modo che il tipo d'illuminazione previsto non rappresenta un rischio di infortunio per i lavoratori.
E “dulcis in fundo” i luoghi di lavoro (interni ed esterni) nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell'illuminazione artificiale, devono disporre di un'illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità. Sempre!
Qualche inesperto o furbacchione, potrebbe obiettare cercando di risolvere la grave lacuna con l'utilizzo della torcia elettrica.
Ma la torcia elettrica - che rientra nelle disposizioni del questore per gli istituti di vigilanza privata e per le guardie giurate - serve meramente nei casi in cui, dati gli interventi e le mansioni in casi di anomalie, nell’evidente stato di necessità, ovvero, non per finalizzare l’intervento o la mansione come spesso vorrebbe far intendere l’azienda, ma per poter evacuare tempestivamente in sicurezza da una situazione di improvviso “blek aut” o, nei limiti consentiti di intervento, per non omettere soccorso.
Comunque sia ben chiaro:
l'azienda non passa nemmeno le toce elettriche! e nei remoti casi succede per richiesta ad oltranza del dipendente, lo fa distribuendo pile obsolete enormi, che fanno poca luce e prive di attacchi da portare alla cintura, perché non fornite da negozi specializzati, tanto che la maggioranza delle guardie ha in dotazione pile di propria spesa.
Chiusa parentesi.
8. Radio. Risulta che in questo servizio, contrariamente a quanto ordina il questore per ovvi motivi di sicurezza, non è presente un apparato radio ricetrasmittente di dotazione. Se lo è non è ha disposizione delle guardie lì in servizio. prova ne è che L'Alessio non avendone in consegna, quella tragica sera non ne aveva possesso.
9. Corsi. In un servizio così particolare, non sussiste un corso integrativo che scandisca all'eventuale candidato le norme di comportamento quale la caduta in mare, il soccorso in mare a terzi, note di evidenze di pericolo a bordo da segnalare agli addetti (dispersione di liquidi infiammabili, locali caldaie in avaria, eccetera).
RESPONSABILITA'
10. Tra gli obblighi del datore di lavoro, ai sensi del D. L.vo 626/94 articolo 8, esiste anche quello di organizzare il servizio di prevenzione e protezione. Tale servizio, peraltro di fondamentale importanza per la sicurezza dell'azienda e dei lavoratori, è costituito da alcune persone nominate direttamente dal datore di lavoro.
Nell'istituto di vigilanza dove lavorava il povero Alessio, esiste un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) che deve provvedere:
a) Ad individuare i fattori di rischio presenti in azienda, alla valutazione di essi ed all'individuazione di misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro
b) Ad elaborare le misure preventive e protettive, ad individuare i dispositivi di protezione individuale più appropriati alla mansione e/o al lavoratore ed i sistemi di controllo di tali misure
c) Ad elaborare delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali
d) A proporre i programmi di formazione ed informazione dei lavoratori
e) A partecipare alle riunioni aziendali periodiche indette per la gestione della sicurezza aziendale
f) A fornire ai lavoratori le informazioni inerenti alla sicurezza in azienda, con particolare riferimenti ai rischi presenti, alle misure di prevenzione adottate, alle procedure da eseguire in caso di incidente e/o di emergenza, ai pericoli connessi legati all'uso di certi materiali o sostanze o all'attività lavorativa da intraprendere
11. In seconda battuta alla pari dell'istituto in appalto, esiste per l'azienda cliente la stessa figura delegata RSPP. Nello specifico, all'acquisizione dell'appalto e non da meno in altri periodi degli anni a seguire, il RSPP dell'azienda di vigilanza (o altra figura demandata) deve ispezionare obbligatoriamente i servizi in consegna, al fine di poter verificare che sussistano le condizioni sopra indicate di responsabilità nel lavoro.
Qualora ciò non fosse riconosciuto, detto RSPP deve provvedere mettendo in atto i bisogni, contattando il RSPP dell'azienda cliente.
A questo punto, fatico a controllarmi davanti a certe notizie. Cerco con sforzo frasari e termini che non sfocino in offese che ritengo del tutto meritate, nei riguardi di chi non ha svolto con la dovuta perizia il prorpio importantissimo compito con tutte le responsabilità del caso.
RIFLESSIONI
12. Le delegazioni sindacali devono aspettare che succedano queste disgrazie per farsi sentire?
E' da molti decenni che sussistono simili serizi con sempre le medesime problematiche. Solo adesso si sono svegliate?
Comunque, meglio tardi che mai, affinche la disgrazia di Alessio non sia stata vana.
13. Ho sentito i notiziari e letto alcuni giornali di cronaca locale, attendendo gli articoli del giorno dopo , sicuramente più aggiornati. Come ho detto in apertura, alcune sigle hanno puntato il dito contro certe lacune in modo generale.
No! bisogna puntare il dito contro dei nomi e cognomi precisi: ci sono montagne di relazioni di Ispettori aziendali che eseguono controlli meramente di repressione per le guardie e mai di prevenzione sul lavoro! Nomi e cognomi di queste persone che non sanno svolgere il loro compito con responsabilità!
Ma soprattutto, c'è un preciso responsabile RSPP. Le delegazioni sindacali dovrebbero procedere a pesanti azioni legali nei suoi precisi confronti.
Perché in questi specifici servizi non sono di dotazione scarpe e cinturone facilmente slacciabili?
Perché in questi e altri simili servizi le gpg non sono obbligatoriamente dotate di radio ricetrasmittenti e di torce elettriche professionali?
Perché in questi e altri simili servizi i dipendenti non hanno in dotazione camice e giubbotti con segnali cartarifrangenti?
Perché non sempre sono disponibili le radio ricetrasmittenti come è successo al collega amico Alessio?
Perché non sono in vigore dei precisi ordini di servizio scritti, facilmente reperibili alla guardia, con obbligo di lettura?
Perché non è predisposto un sistema adeguato di illuminazione (626) anche di necessità in caso di uomo in mare? Avrebbe potuto l'addetto subito intervenuto fendere l'acqua insidiosamente scura nella notte, con un fascio di luce sufficente a scorgere il corpo dell'uomo caduto, non ancora definitivamente inabissato, magari con addosso i sopra citati vestiari con cartarifrangenti?
Perché alle guardie non vengono impartiti corsi di formazione adatti ad un servizio a bordo di natanti, e invece sono di gran voga discutibili corsi come ad esempio
al Casinò di Venezia, dove alle guardie sono resi obbligatori i corsi di formazione, nientepopòdimeno per installare a mano pesantissime paratie in acciaio per l'acqua alta e passerelle per i clienti quelle sì con il corrimano! il tutto in tanto di divisa in diagonale e armamento! Un lavoro di manovalanza espressamente vietato dal buon senso... dal contratto... da precise ordinanze questurili che obbligano la gpg a non distrarsi nell'adempimento di sorveglianza, ma queste gravi inosservanze del tutto ignorate da azienda, sindacato e enti di controllo, per agevolare un cliente prestigioso e remunativo come la famosa Casa dei Giochi detta!
Nei servizi "a contatto" con il mare, neppure viene accertato che la guardia sà nuotare! Io stesso ho soccorso più di una volta un collega finito in acqua incapace di nuotare, salvato solo dalla fortuna!
E' o non è la storia del povero Alessio, quella di una tragedia annunciata?!!
Perché in un servizio del genere,
dove i natanti posti in sorveglianza sono in balia di un tratto della laguna insidioso, esposto alle intemperie, frequentato da ogni possibile mezzo di trasporto, battelli, motoscafi, barche di ogni genere, rimorchiatori, yachts, navi, ferry-boats, eccetera, causa di un rilevante moto ondoso e non da meno di un capioso flusso di corrente in corrispondenza tra le dighe e la laguna dopo il bacino qui menzionato,
perché chiedevo, le passerelle di continuità tra una imbarcazione e un'altra non sono a norma di legge, con scrupolosa dovizia?
Allora mi viene da urlare:
SE QUELLA NOTTE LA PASSERELLA FOSSE STATA ANCORATA AI MEZZI, CON I BORDI DI APPOGGIO DI 1,5 METRI DI RIENTRO PER PARTE E FOSSE STATA DOTATA DI CORRI-MANO, POSSIBILMENTE CON STRISCE ANTI-SDRUCCIOLO E PRIVA DI CHIODI ESPOSTI, IL NOSTRO POVERO ALESSIO, SAREBBE ANCORA QUI!!!!!!!
Concludo questo post nel modo più educato possibile e meno polemico con non poca... anzi: molta, molta fatica.
Non ho potuto fare a meno di notare che a firma degli interventi di disgusto per quanto successo, sono mancate le sigle delle più significative rappresentanze:
quelle della triplice Cgil-Filcams, Cisl-Fiscat, Uil-Uiltucs. Siamo a quasi due giorni dall'accaduto. Di tempo necessario ce ne è stato.
U-N-A V-E-R-G-O-G-N-A I-N-A-U-D-I-T-A-!
Cosa si puo pensare se non altro che non si sono voluti sbilanciare neppure con delle condoglianze alla famiglia - doverosamente pubbliche e non private - perché altrimenti i cronisti li avrebbero incalzati e avrebbero dovuto necessariamente andare contro l'azienda!
Possibile che tre su tre delegazioni hano avuto casualmente la medesima iniziativa di non intervenire???
Uè, per chi non lo sapesse, la triplice (volgarmente detta triade), sono le rappresentanze che predispongono e siglano i nostri contratti!
Mi fermo, altrimenti la tastiera mi s'incendia!
Data invio: 28/6/2008 19:17
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