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Assalto milionario al portavalori Ex guardia giurata condannata
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PALERMO
Assalto milionario al portavalori
Ex guardia giurata condannata

l colpo fu messo a segno nel 2016. "Tradito" da un telefonino


PALERMO - Condannato a sette anni, richiesta di accesso al gratuito patrocinio rigettata e Tfr congelato. Si chiude così il processo di primo grado per l'assalto a un portavalori. Sotto processo c'era G.G., ex guardia giurata della "Saetta Trasporti", accusato di avere partecipato a una rapina da un milione e seicento mila euro.



L'avvocato Mauro Torti


Era stata la società di trasporti, tramite i legali di parte civile, gli avvocati Mauro Torti e Corrado Nicolaci, a chiedere di congelare il pagamento del Trattamento di fine rapporto. Alla società, parte civile, è stata riconosciuta una provvisionale per il risarcimento dei danni.

Due imputati sono già stati condannati lo scorso luglio in abbreviato. G. ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario davanti al Tribunale presieduto da Fabrizio La Cascia, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Federica La Chioma. L'imputato si era sottoposto all'esame per respingere le accuse e definirsi vittima. Secondo la Procura, invece, sarebbe stato il basista del colpo messo a segno nel 2016 in via Salvatore Puglisi. Un commando prese di mira il blindato che stava raccogliendo gli incassi di diversi negozi.


“Non avevo dato l'ok di aprire il portellone e fare scendere il portavalori”, dichiarò un collega di G. dando il via all'inchiesta. L'imputato avrebbe recitato la parte della vittima. Era tutta una finzione, a cominciare dalle parole “apri, apri, altrimenti li ammazziamo” che gli furono rivolte dai malviventi. Il portellone del furgone era già stato aperto. I rapinatori immobilizzarono i colleghi di G., che fu trovato accasciato sul sedile del guidatore. Diceva di stare male. Eppure si rifiutò di andare in ospedale.

Il 9 settembre 2016, un mese dopo la rapina, squillò il telefono di C.B., già condannato a nove anni e quattro mesi. Restò aperto per errore e le microspie registrarono "una confessione in diretta". Si parlava della spartizione del bottino: “Dopo che ci sono i dieci di G. … dice senti, dice senti questo ragazzo è un metronotte… questi sono i soldi… G. pigghiò… io al metronotte gli ho levato quindicimila euro gli ho levato al metronotte io…”.

https://livesicilia.it/2020/01/14/assa ... urata-condannata_1112159/

Data invio: 14/1 20:04
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