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Guardie giurate: regolamento antipirateria per le navi italiane all’estero
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Il decreto del Ministero dell’Interno n. 139 del 2019, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, contiene i requisiti di cui devono essere in possesso le guardie giurate impiegate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana, che transitano in acque internazionali a rischio pirateria. Il provvedimento definisce inoltre il Regolamento per l'impiego delle guardie giurate e per l’uso delle armi a bordo.


E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero dell’Interno, datato 7 novembre 2019, contenente il Regolamento per l'impiego di guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana, che transitano in acque internazionali a rischio pirateria.

Requisiti della guardie giurate
I servizi di protezione del naviglio mercantile sono svolti dalle guardie giurate in possesso dei seguenti requisiti:
- possesso dei requisiti addestrativi previsti, previo superamento dell'apposito esame;
- possesso di porto d'arma lunga per difesa personale.

Regolamento di servizio
Le modalità di svolgimento dei servizi di protezione del naviglio mercantile sono stabilite dal regolamento di servizio approvato dal Questore della provincia ove ha sede l'istituto di vigilanza privata, ovvero, per le guardie giurate dipendenti dagli armatori, dal Questore della provincia in cui ha sede la società di armamento.
Il regolamento di servizio deve comunque prevedere:

a) che il numero delle guardie giurate impiegate a bordo delle navi deve essere sempre adeguato in rapporto alle esigenze di difesa e rapportato alla tipologia di nave, alle merci ed ai valori trasportati ed al numero ed alla tipologia dei sistemi di autoprotezione attivati a bordo. Il numero delle guardie giurate impiegate a bordo deve altresì essere idoneo a garantire il rispetto della vigente normativa in tema di orario di lavoro, riposo, lavoro straordinario;

b) che per ogni nucleo di guardie giurate impiegato a bordo della nave deve essere nominato un responsabile (team leader), individuato nella guardia avente maggiore esperienza, cui è affidata l'organizzazione operativa del nucleo stesso, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento di servizio e secondo le direttive del comandante della nave al quale lo stesso si deve sempre rapportare;

c) un esplicito rinvio alle procedure tecnico-amministrative relative all'imbarco delle guardie giurate individuate dal comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera.

https://www.ipsoa.it/documents/lavoro- ... eria-navi-italiane-estero

Data invio: 5/12/2019 6:46
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Re: Guardie giurate: regolamento antipirateria per le navi italiane all’estero
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QUI il testo in PDF.

Data invio: 5/12/2019 20:45
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Re: Guardie giurate: regolamento antipirateria per le navi italiane all’estero
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Antipirateria, pubblicato il nuovo Decreto del Ministero dell’Interno

Il commento di Giuseppe Vittoria, consigliere FederSicurezza con delega all’antipirateria
Entrerà ufficialmente in vigore il 19 dicembre prossimo il DM 7 novembre 2019, n. 139, “Regolamento recante l'impiego di guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana, che transitano in acque internazionali a rischio pirateria”, che abroga e sostituisce il noto DM 266 del 2012.
Il Regolamento disciplina l'impiego delle guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana che transitano in acque internazionali a rischio pirateria, le modalità per l'acquisto, l'imbarco, lo sbarco, il porto, il trasporto e l'utilizzo delle armi e del relativo munizionamento, nonché i rapporti tra le guardie giurate e il comandante della nave con riguardo alle modalità operative di svolgimento dei servizi a bordo.
“Apprendiamo con soddisfazione - commenta il Dott. Giuseppe Vittoria, consigliere di FederSicurezza con delega all’antipirateria - la pubblicazione del nuovo DM, ma non possiamo non evidenziare come la stessa abbia richiesto tempi a dir poco “biblici”, che altro non hanno fatto che rendere ancora più difficile la vita alle aziende del settore.
Ricordiamo in proposito come la Legge 130/2011, primo tempestivo impianto normativo a contrasto della pirateria, prevedesse dapprima l’operatività della Marina e, solo in caso di indisponibilità dei militari, la presenza delle guardie giurate; successivamente, con l’entrata in vigore dell'art. 15, comma 6-bis, del DL 18 febbraio 2015, n. 7, convertito con modificazioni dalla Legge 17 aprile 2015, n. 43, il servizio è stato affidato esclusivamente alle società private, estromettendo quindi la Marina, le quali hanno dimostrato di saper gestire autonomamente l’antipirateria marittima con professionalità ed elevate competenze.
Tornando alla modifica del DM 266/2012, spiace notare che dopo più di 5 anni di attesa il provvedimento sia stato licenziato ad appena un mese dalla data del 31/12/19, termine entro il quale si autorizzavano le guardie giurate ad operare in deroga ai corsi di formazione previsti dal D.M. 154/09.
Le modifiche apportate dal provvedimento prevedono inoltre che le guardie giurate che abbiano maturato più di 90 giorni di imbarco possano accedere direttamente agli esami che si tengono presso le Prefetture, non tenendo conto anche della complessità con la quale le stesse Prefetture dovranno approntare le Commissioni d'esame.
Quanto avvenuto - chiarisce Vittoria - è purtroppo conseguenza delle nuova politica di mancata interlocuzione che l’amministrazione dell’Interno ha posto in essere nei confronti delle Associazioni di categoria, imponendo senza confronto le proprie scelte, a discapito dell’espletamento di un servizio primario, che garantisce al nostro Paese il libero scambio delle merci.
Alla luce della provata inopportunità, ritenuta dal legislatore nel 2015, di revocare un servizio di protezione espletato dalla Marina Militare a favore di privati, FederSicurezza - conclude Vittoria - ha inviato una nota al Ministero dell'Interno, affinché si possa avviare un tavolo tecnico avente ad oggetto la missione "Strade Sicure", che riteniamo alla stregua di quello già svolto dalla Marina in concorrenza con il comparto della sicurezza privata, segnatamente all'espletamento della vigilanza dei siti cosiddetti "sensibili"”.
In allegato il nuovo DM 7 novembre 2019, n. 139

http://www.federsicurezza.it/news.aspx?newId=273

Data invio: 7/12/2019 8:38
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