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Vigilante morto a Milano: la corsa per un allarme, il semaforo rosso e lo schianto
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Vigilante morto a Milano: la corsa per un allarme, il semaforo rosso e lo schianto

Gli ultimi minuti di Flavio La Manna, in servizio di notte per il pronto intervento in stabili pubblici e privati
di NICOLA PALMA
Ultimo aggiornamento il 22 novembre 2019 alle 07:13

Milabno, 22 novembre 2019 - Forse stava correndo per un allarme che era scattato in un palazzo. E forse per la fretta ha bruciato il rosso di piazza Emilia, finendo per investire e uccidere il sessantacinquenne Aristide Dentice, appena uscito di casa per andare a lavorare all’Ortomercato. Era quello il lavoro di Flavio La Manna, il ventiseienne originario di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, che l’altra notte si è tolto la vita dopo essersi reso conto di aver travolto il motociclista all’angolo con viale Piceno. Il giovane era una guardia giurata di Axitea, società di sicurezza che, tra le altre commesse sia pubbliche che private, ha anche in appalto il servizio di pronto intervento mediante pattuglie armate presso gli stabili di proprietà del Comune, nonché la manutenzione ordinaria degli impianti di allarme, anti-incendio e di videosorveglianza. Un appalto da 36 mesi bandito da piazza Scala nel 2015 e vinto dall’azienda con sede in via Gallarate nel 2016, con un’offerta complessiva di poco superiore ai 5 milioni di euro e un ribasso sulla base d’asta pari al 30,11% (dati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 17 luglio 2016).

In sostanza , quando il sistema anti-intrusione segnala un’anomalia in un edificio di proprietà dell’amministrazione, l’alert arriva ad Axitea, che invia sul posto i suoi vigilantes: in caso di falso allarme, gli addetti alla sorveglianza riprendono normalmente il loro servizio, mentre in caso di raid in corso scatta la chiamata alla centrale operativa della polizia locale per chiedere rinforzi. È probabile, secondo una prima ricostruzione, che l’altra notte La Manna fosse di fretta per raggiungere un luogo pubblico da controllare (pare che le regole d’ingaggio prevedano un tempo massimo di 10 minuti per giungere a destinazione, a fronte dei 15 previsti originariamente nel bando del Comune) e che sia passato con il rosso per accelerare i tempi, commettendo una palese e pericolosissima infrazione al Codice della strada e un’imperdonabile leggerezza.

Gli accertamenti della polizia locale, che si sono avvalsi anche dell’ausilio delle immagini delle telecamere, avrebbero stabilito che la Panda guidata dal ventiseienne non si è fermata al semaforo, tagliando la strada alla Yamaha di Dentice, che invece aveva il verde. A quel punto, il motociclista ha frenato per cercare di evitare l’impatto, ma l’inchiodata lo ha fatto scivolare sull’asfalto proprio nel punto in cui stava per passare l’utilitaria di Axitea. Dopo aver finito la corsa sul marciapiedi, La Manna è sceso dall’auto per soccorrere il sessantacinquenne, ma si è accorto subito della gravità della situazione. A quel punto, secondo quanto riferito da un testimone, il giovane vigilante ha chiamato la società («Mandate qualcuno, ho fatto una cavolata»), è risalito in macchina, ha impugnato la Glock d’ordinanza e si è sparato alla tempia.

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca ... e-moto-si-spara-1.4899621

Data invio: 22/11 18:50
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