Naviga in questo forum:   1 Utenti anonimi


 In fondo   Discussione precedente   Discussione successiva  Registrati per inviare messaggi



Lavorare più ore del contratto giustifica il risarcimento danni: la sentenza della Cassazione
Webmaster
Iscritto il:
4/1/2007 19:21
Da VERONA
Gruppo:
Webmasters
Utenti registrati
Messaggi : 21797
Offline
Lavorare più ore del contratto giustifica il risarcimento danni: la sentenza della Cassazione


 Isabella Policarpio

| 10 Settembre 2019 - 15:17

|  10 Settembre 2019 - 15:18

| Commenti: 0




Lavorare più ore di quanto previsto dal contratto di lavoro giustifica il risarcimento danni da parte del datore; questa la decisione della Corte di Cassazione. Qui tutti i dettagli.

Lavorare più ore del contratto giustifica il risarcimento danni: lo ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, in una recente sentenza. Dunque se il dipendente lavora di più rispetto a quanto indicato nel contratto collettivo, il datore di lavoro è tenuto a risarcire i danni.

Si tratta di un danno non patrimoniale, ma psico-fisico, ed è dovuto ogni volta che il datore di lavoro viola l’articolo 36 della Costituzione recante i principi di determinazione dell’orario di lavoro e della giusta retribuzione.
Tuttavia affinché possa esserci il risarcimento, il carico di lavoro deve essere ”eccessivo”, vale a dire che le ore di lavoro in più devono essere abnormi rispetto al normale contratto. In altre parole non si avrà diritto al risarcimento per qualche ora di lavoro in più.



In questo articolo spiegheremo quando il dipendente ha diritto al risarcimento danni da parte del datore di lavoro e come si calcola il requisito dell’abnormità.

Risarcimento danni per lavoro eccessivo: il caso all’attenzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha sancito il diritto del lavoratore a chiedere il risarcimento danni al datore di lavoro in caso di lavoro eccessivo, ovvero reiterato oltre l’orario stabilito dal contratto.

Per l’esattezza, tale principio viene espresso nell’ordinanza n. 1254 del 10 maggio 2019 (in allegato) in relazione alla questione proposta dal un dipendente addetto al servizio di vigilanza. I giudici della Corte di Cassazione hanno riconosciuto al dipendente il diritto di ottenere il risarcimento per aver lavorato in maniera reiterata per un monte ore superiore a quello stabilito nel contratto collettivo degli Istituti di vigilanza privata, senza recuperi settimanali e senza riceve un adeguamento di retribuzione.
Corte di cassazione, Sez. Lavoro, ordinanza n. 1254 del 10 maggio 2019 Clicca qui per aprire il pdf
Lavorare più ore del contratto: quando il lavoratore ha diritto al risarcimento?


Quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione richiama l’articolo 2087 del Codice Civile (tutela delle condizioni di lavoro), secondo il quale:

“L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.”

Dunque, il datore di lavoro è tenuto ad adottare le misure idonee a tutelare l’integrità fisica e morale dei propri dipendenti, altrimenti risponde a titolo di risarcimento danni.

La Cassazione, infatti, rileva che il superare di gran lunga gli orari stabiliti dal contratto viola anche l’articolo 36 della Costituzione italiana, che sancisce il diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del lavoro eseguito e il divieto del superamento della durata massima della giornata lavorativa, che è stabilita dalla legge.





Le cose non cambiano se è il lavoratore stesso a chiedere di effettuare continui straordinari non previsti dal contratto: anche in tal caso, il datore di lavoro non è
esonerato dall’obbligo di tutelare l’integrità psico-fisica dei dipendenti e la personalità morale dei lavoratori.

Risarcimento danni per lavoro eccessivo: il requisito dell’abnormità

Dunque, come abbiamo visto, lavorare più ore del contratto può determinare il risarcimento danni. Sul tema si era già espressa la Corte di Cassazione nel 2017 (sentenza n. 1185 del 2017) sancendo a quali condizioni il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale:
quando il fatto integra una fattispecie di reato;
quando il risarcimento è previsto anche al di fuori delle ipotesi di reato;
quando il fatto illecito viola di diritti della persona, in primis il diritto alla salute.

Da questi principi deriva che lavorare oltre l’orario del contratto non sempre giustifica il risarcimento danni; infatti, deve trattarsi di orari di lavoro abnormi, eccessivi e sproporzionati rispetto a quanto stabilito nel contratto collettivo. Spetta al giudice del
lavoro, in via discrezionale, valutare se e quando c’è il requisito dell’ “abnormità”, tenendo conto delle caratteristiche e delle specifiche peculiarità della tipologia di lavoro e del grado di stress che provoca sui dipendenti.

https://www.money.it/Lavorare-piu-ore- ... QS9OcpgBypIEspJQnlI1jzJdg


Corte di cassazione, Sez. Lavoro, ordinanza n. 1254 del 10 maggio 2019

Data invio: 28/10 18:20
Crea PDF dal messaggio Stampa



 Top   Discussione precedente   Discussione successiva

 Registrati per inviare messaggi



Invia la tua risposta?
Account*
Nome   Password    
Messaggio:*


Non puoi inviare messaggi.
Puoi vedere le discussioni.
Non puoi rispondere.
Non puoi modificare.
Non puoi cancellare.
Non puoi aggiungere sondaggi.
Non puoi votare.
Non puoi allegare files.
Non puoi inviare messaggi senza approvazione.

[Ricerca avanzata]


Pubblicita

Disclaimer

"Questo portale viene aggiornato senza alcuna periodicità e non rappresenta una testata giornalistica né un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001. Gli autori non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite eventuali link o collegamenti posti all'interno del portale o del forum di discussione, o per i siti che forniscono link o collegamenti alle risorse qui contenute. Il semplice fatto che questo portale fornisca eventuali collegamenti a siti esterni non implica tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità. Gli utenti sono i soli responsabili dei contenuti, contributi e commenti pubblicati; i moderatori si impegnano a rimuovere o oscurare i contenuti considerati falsi, lesivi di altrui dignità o diffamatori, ma data la natura interattiva degli strumenti utilizzati è impossibile operare un controllo in tempo reale di tutto il materiale pubblicati dagli utenti. Per segnalazioni o richieste di rimozione contenuti scrivere una mail all'indirizzo admin@guardieinformate.net con oggetto "Richiesta rimozione contenuti" "

Police Privacy di Guardieinformate