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Direttiva europea sulle armi da fuoco.
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Da Caserta
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Buongiorno/Buonasera a tutti Voi.

Volevo portare alla Vostra attenzione un quesito....

In seguito agli attentati di Parigi e all'allarme del terrorismo internazionale, la commissione europea ha annunciato di essere al lavoro per nuove restrizioni sulle armi....ovviamente....quelle legali. Le voci circolavano da tempo, molto prima dall'ultimo weekend di sangue, ma senza alcuna prova concreta non era possibile lanciare un allarme. Tanto più che alle email inviate da alcuni cittadini nordeuropei, il capo della task force sulle armi da fuoco dell'ufficio del commissario europeo agli affari interni, l'italiano Fabio Marini, aveva risposto negando che ci fosse alcunché in preparazione. Persino il ministero dell'interno finlandese, appoggiato dal ministero della difesa, aveva emesso un comunicato in cui paventava l'arrivo di nuovi restrizioni, dichiarando la sua contrarietà.

Dopo i fatti di Parigi, i disarmisti della commissione europea escono allo scoperto con un comunicato stampa ufficiale dove dichiara di essere al lavoro su alcune proposte di revisione....urgenti.... alla direttiva europea sulle armi. Come al solito, infatti, si risponde ad un attacco portato avanti con armi da guerra illegali e bombe a mano, tentando di imporre una serie di restrizioni che riuscirebbero solo a penalizzare i cittadini onesti e un settore quello dell'armi già in crisi....armi in questo caso significa anche sport del tiro a segno.

Spostamento nella categoria A (armi completamente proibite ai civili) delle armi oggi individuate nella categoria B7.

Si parla di una messa al bando totale delle armi sportive moderne quelle che si basano esteticamente solo in parte a livello tecnico su armi militari. Si tratterebbe di un colpo mortale per il mercato dato che oggi sono queste le armi più popolari e vendute tra le categorie di tiratori, nonché per diverse categorie dello sport di tiro dinamico che si basano proprio sull'uso di questa tipologia di armi lunghe e corte. Si pensi solo al fatto che si tratta della tipologia più penalizzata dalla legge 43/2015. Oggi approfittando della morte di decine di innocenti falciati da armi a raffica illegali, la commissione europea tenta di realizzare un suo vecchio sogno mettendo al bando centinaia di migliaia di armi semi-automatiche legali.

Regole più severe sull'acquisto di armi, munizioni e componenti in rete.

Già oggi, sia a livello europeo che in moltissimi paesi dell'unione, tra cui il nostro, l'acquisto di armi, munizioni e parti essenziali d'arma su internet è proibito già da tempo, dove esso è consentito, è sottoposto a forti restrizioni e regolamentazioni. Pare dunque ovvio che tale norma finirà per penalizzare il commercio legale di oggetti di libera vendita quali accessori, ricambi che non attengono al funzionamento essenziale delle armi, come ad esempio caricatori amovibili, ottiche, e quant'altro. Ovviamente, anche in questo caso, si tratta di un espediente per togliere dal mercato oggetti che gli stati membri e come istituzione vorrebbero vedere monopolio delle forze armate e dei corpi di polizia, oltre a rendere più difficile e costosa la manutenzione delle armi, creando dunque un ulteriore deterrente alla loro detenzione.

Regole comuni sulla marcatura delle armi a livello europeo per facilitare la tracciabilità.

Tale tracciabilità è oggi assicurata dal fatto che i banchi di prova europei sono certificati cip, qualsiasi ulteriore intervento sulla marcatura e sulla tracciabilità potrebbe essere mirata ad imporre regole inutili e costose. Il microstamping che imporrebbe a tutti i produttori di fare in modo che ciascuna singola arma lasci un segno identificativo univoco sul bossolo, richiede l'acquisizione di tecnologie molto costose che potrebbero spingere fuori mercato i produttori più piccoli. Il ballistic fingerprinting che prevede che per ciascuna arma legale presente sul territorio le forze dell'ordine conservino un campione di tracce univoche quali rigature della canna o segno del percussore, si è già rivelata inutile, recentemente, lo stato del Maryland l'ha abbandonata in quanto, in 15 anni, essa non ha aiutato a risolvere un singolo caso....ma i cervelloni dell'unione sono sempre geniale nel pensare a normative che secondo il loro modo di vedere sono avanti....si come no....

Pare chiaro che al momento non c'è nulla di definitivo e che queste normative riguardano in generale aspetti che non hanno nulla a che vedere con il lavoro delle GPG e dei loro strumenti di lavoro....

Voi cosa ne pensate di questa trovata....

Grazie a tutti coloro che interverranno.

Arrivederci a tutti Voi.

Data invio: 22/5/2016 10:33
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Cio' che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo.
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