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Re: Dal 1° febbraio servizio di vigilanza armata h24 in tutti i Pronto Soccorso di Torino
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___"Al fine di evitare nuovi episodi di aggressioni a personale medico e infermieristico."___
Ditemi che tipo di servizio è questo?
Cambiano le carte in tavola a loro piacimento e ci mettono in prima linea a prenderle in quel posto.
Da vigilare i beni mobili e immobili delle utenze, ora facciamo pure anti aggressione?
Buttati all'arrembaggio senza nessuno status ad hoc di garanzie istituzionali d'intervento o di reazione.
Boh!!!

Data invio: Oggi alle 17:47
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Dal 1° febbraio servizio di vigilanza armata h24 in tutti i Pronto Soccorso di Torino
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Al fine di evitare nuovi episodi di aggressioni a personale medico e infermieristico. Lo ha deciso il Commissario dell’ASL Città di Torino Carlo Picco
Dal 1° febbraio servizio di vigilanza armata h24 in tutti i Pronto Soccorso di Torino


Tutti i Pronto Soccorso dell’ASL Città di Torino, dal prossimo 1° febbraio, saranno dotati di servizio di Vigilanza Armata.

Lo ha disposto il Commissario dell’ASL Città di Torino, dott. Carlo Picco, che ha voluto il servizio in tutti i Pronto Soccorso aziendali (Maria Vittoria, Martini, Oftalmico e San Giovanni Bosco).

I recenti fatti di cronaca, apparsi sulla Stampa Nazionale, evidenziano un incremento preoccupante dei fenomeni di aggressione nei confronti degli operatori sanitari e degli utenti, non più tollerabili.

Nell’ASL Città di Torino, il Servizio Prevenzione e Protezione ha ricevuto, nel corso del 2019, dai dipendenti, 87 segnalazioni di aggressione (verbale, fisica o comportamento minaccioso), contro le 67 dell’anno precedente (con un incremento del 30%).

I Pronto Soccorso rappresentano una delle principali porte di accesso del Cittadino alle Strutture Sanitarie e la Sicurezza e l’Accoglienza li deve sempre caratterizzare; un luogo sicuro, infatti, garantisce l’instaurarsi di un clima favorevole, presupposto indispensabile alla creazione del necessario rapporto di fiducia tra paziente/familiari e professionisti della sanità.

Anche i volontari, che prestano il loro prezioso servizio di accoglienza nei Pronto Soccorso, sentendosi più sicuri, potranno meglio dedicarsi alle importanti funzioni di sostegno e supporto relazionale ai pazienti/familiari.

“Dal 1° febbraio tutto il personale sanitario impegnato nei Pronto Soccorso lavorerà in condizioni protette e potrà gestire le emergenze in sicurezza, esprimendo il massimo della professionalità, con riflessi positivi anche sull’assistenza e sulla cura. – afferma il dott. Carlo Picco - Oltre alla vigilanza armata, sempre al fine di potenziare la sicurezza degli ambienti di lavoro, stiamo rivedendo e potenziando i servizi di video-sorveglianza, nel rispetto della normativa in tema di privacy.”

La vigilanza armata sarà garantita in tutti i Pronto Soccorso dell’ASL Città di Torino, sette giorni su sette, h 24.

http://www.torinoggi.it/2020/01/17/mo ... o-soccorso-di-torino.html

Data invio: Oggi alle 16:02
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Vigilantes lo blocca con l’auto all’ingresso dell’ospedale, e lui lo investe, scatta la denuncia
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Vigilantes lo blocca con l’auto all’ingresso dell’ospedale S, Elia e lui lo investe, scatta la denuncia
Di Vincenzo Falci


Caltanissetta – Il vigilante gli impedisce di entrare con l’auto in ospedale e lui, per tutta risposta, lo investe. Da qui, a suo carico, la segnalazione in procura per le ipotesi di lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.



Al centro della movimentata vicenda è finito un cinquantasettenne che, seppur senza autorizzazione, avrebbe preteso di entrare con l’auto nell’area di accesso al pronto soccorso del «Sant’Elia» di Caltanissetta.

Si è presentato all’ingresso di viale Luigi Monaco chiedendo di potere passare. Ma l’altro lo ha invitato a parcheggiare nella zona esterna riservata ai visitatori.

In quei frangenti è arrivata un’altra auto, ma in questo caso autorizzata. E il cinquantasettenne si sarebbe accodato con il suo mezzo mentre la sbarra motorizzata era alzata.

Con quella manovra maldestra ha investito la guardia, facendola rovinare a terra e trascinandola per qualche metro, per poi allontanarsi in direzione del pronto soccorso.

A quel punto è stato chiesto l’intervento della polizia e in breve tempo è arrivata una pattuglia e, nel frattempo, il vigilantes è stato medicato al pronto soccorso per le lesioni riportate.

L’investitore è stato rintracciato e identificato. E per lui è arrivata la segnalazione per lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

https://www.castelloincantato.it/vigil ... veste-scatta-la-denuncia/

Data invio: IEurope/Romeri alle 23:18
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«Richard Jewell», un invisibile fra le pieghe della Storia
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«Richard Jewell», un invisibile fra le pieghe della Storia
Al cinema. Il nuovo film di Clint Eastwood sull’uomo che salvò centinaia di vite nell’attentato del 1996 ad Atlanta. Indagato dall’Fbi, il protagonista fu linciato dai media e poi scagionato


Giulia D'Agnolo Vallan

Chris Kyle, il cecchino più letale delle forze speciali americane in Iraq, Sully Sullenberger, il pilota della US Airlines che atterrò sull’Hudson salvando dal disastro un aereo carico di civili, Spencer Stone, Anthony Sadler e Alex Skarlatos, i tre amici d’infanzia del Midwest che sventarono l’attentato terroristico su un treno europeo; Earl Stone, l’orticultore e veterano della Corea diventato efficacissimo corriere della droga…

DAI SILENZIOSI cavalieri senza nome dei suoi primi film, stilizzati al punto da sembrare fantasmi, e dalla qualità mitico/granitica dell’ispettore Callahan o del Walt Kowalski di Gran Torino, negli anni, l’opera di Clint Eastwood si è mossa con crescente attenzione verso personaggi nascosti nelle pieghe della realtà. Dopo essersi misurato con la Storia, in Edgar J. Hoover e Invictus -con American Sniper, Sully, Ore 15:17 – Attacco al treno (dove scritturò i tre ragazzi stessi) e The Mule – il suo occhio si è infatti più felicemente assestato su una galleria di «eroi qualunque». Spesso – riflesso coerente con l’antipatia per l’autorità e lo spirito libertario che da sempre anima la carriera dell’attore/regista- marginalizzati se non addirittura puniti dalle circostanze che li circondano.

Richard Jewell, il protagonista del suo (omonimo) ultimo film è decisamente della stessa pasta. Ispirato dall’articolo di Marie Brenner per «Vanity Fair» American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell, e dal libro di Kent Alexander e Kevin Salwen, The Suspect, il film è la storia della guardia giurata che scoprì uno zaino bomba in un frequentatissimo parco di Atlanta, durante le Olimpiadi del 1996, contribuendo a salvare centinaia di persone, per poi venire (ingiustamente) accusato di essere il responsabile dell’attentato.

GRASSO, timidissimo, ossessionato dal sogno di appartenere alle forze dell’ordine (tratto che gioca con dolce ironia conl i ruoli storici del regista), Richard Jewell (Paul Walter Hauser) inizia il film in un ufficio della Small Business Administration della Georgia. Il suo compito quello di rifornire ogni scrivania di cancelleria. Come spesso succede a individui «invisibili» come lui, Richard – che si aggira per i corridoi con un carrello pieno di matite e scotch – è dotato di un grande spirito di osservazione, che traduce in piccole attenzioni agli impiegati che a loro volta- nonostante la sua mole, altra ironia – a malapena si accorgono di lui, quando non ridono alle sue spalle.

Nota con riluttanza queste carinerie l’avvocato Watson Bryant (Sam Rockwell, in un’interpretazione sfumatissima). Ed è un bene, perché Richard avrà presto bisogno di lui. Licenziato dalla security dell’Università per l’eccesso di zelo con cui gestiva le trasgressioni degli studenti, Richard trova un posto in quella dell’ AT&T, e tra le file delle guardie giurate che sorvegliano l’Olympic Centennial Park di Atlanta. Anche lì, la sua frenetica vocazione di sceriffo lo rende un po’ ridicolo, e vittima dello scherno di un gruppo di teen ager. Ma è grazie a quella cocciuta ostinazione che la polizia prende finalmente sul serio uno zaino abbandonato, che si rivela pieno di bombe.

AVVENUTA mentre la folla sta già evacuando, l’esplosione provoca due morti e un centinaio di feriti. Eastwood filma la caotica scena con precisione semplicissima, priva di grandi gesti. Ma senza Richard, sarebbe stata un massacro: è l’eroe del giorno, catapultato in prima pagina e in prima serata, sui media nazionali, con enorme orgoglio della madre (Kathy Bates) insieme a cui vive. Il suo momento di gloria dura però una frazione di secondo, polverizzato dallo scoop del quotidiano locale, l’«Atlanta Journal-Constitution»: secondo fonti dell’Fbi, il sospetto numero uno dell’attentato è Richard Jewell stesso.

DALL’ESALTAZIONE celebrativa, il circo mediatico passa direttamente al linciaggio. E tra i momenti più belli e delicati di questa «passione di un americano qualsiasi» sono le scene con l’avvocato o con la madre in cui Richard cerca a suo modo prima di capire e poi di rispondere al modo suo all’ingiustizia. Appostati come avvoltoi urlanti vicino a casa sua, i giornalisti sono -insieme all’FBI, incarnata dalla glaciale, distante, interpretazione di Jon Hamm, l’agente che conduce le indagini – i cattivi del film di Eastwood. Superficiali, spietati, smaniosi di abbracciare ogni cliché. In prima fila Kathy Scruggs, reporter senza scrupoli fino al grottesco (Olivia Wilde, nella realtà figlia di due famosi giornalisti investigativi, Leslie e Andrew Cockburn) che è la responsabile dello scoop, e si pentirà solo troppo tardi dell’errore che ha fatto. Richard Jewell venne scagionato, ma morì poco tempo dopo, a 44 anni.

https://ilmanifesto.it/richard-jewell- ... a-le-pieghe-della-storia/

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«Richard Jewell», un invisibile fra le pieghe della Storia
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«Richard Jewell», un invisibile fra le pieghe della Storia
Al cinema. Il nuovo film di Clint Eastwood sull’uomo che salvò centinaia di vite nell’attentato del 1996 ad Atlanta. Indagato dall’Fbi, il protagonista fu linciato dai media e poi scagionato


Giulia D'Agnolo Vallan

Chris Kyle, il cecchino più letale delle forze speciali americane in Iraq, Sully Sullenberger, il pilota della US Airlines che atterrò sull’Hudson salvando dal disastro un aereo carico di civili, Spencer Stone, Anthony Sadler e Alex Skarlatos, i tre amici d’infanzia del Midwest che sventarono l’attentato terroristico su un treno europeo; Earl Stone, l’orticultore e veterano della Corea diventato efficacissimo corriere della droga…

DAI SILENZIOSI cavalieri senza nome dei suoi primi film, stilizzati al punto da sembrare fantasmi, e dalla qualità mitico/granitica dell’ispettore Callahan o del Walt Kowalski di Gran Torino, negli anni, l’opera di Clint Eastwood si è mossa con crescente attenzione verso personaggi nascosti nelle pieghe della realtà. Dopo essersi misurato con la Storia, in Edgar J. Hoover e Invictus -con American Sniper, Sully, Ore 15:17 – Attacco al treno (dove scritturò i tre ragazzi stessi) e The Mule – il suo occhio si è infatti più felicemente assestato su una galleria di «eroi qualunque». Spesso – riflesso coerente con l’antipatia per l’autorità e lo spirito libertario che da sempre anima la carriera dell’attore/regista- marginalizzati se non addirittura puniti dalle circostanze che li circondano.

Richard Jewell, il protagonista del suo (omonimo) ultimo film è decisamente della stessa pasta. Ispirato dall’articolo di Marie Brenner per «Vanity Fair» American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell, e dal libro di Kent Alexander e Kevin Salwen, The Suspect, il film è la storia della guardia giurata che scoprì uno zaino bomba in un frequentatissimo parco di Atlanta, durante le Olimpiadi del 1996, contribuendo a salvare centinaia di persone, per poi venire (ingiustamente) accusato di essere il responsabile dell’attentato.

GRASSO, timidissimo, ossessionato dal sogno di appartenere alle forze dell’ordine (tratto che gioca con dolce ironia conl i ruoli storici del regista), Richard Jewell (Paul Walter Hauser) inizia il film in un ufficio della Small Business Administration della Georgia. Il suo compito quello di rifornire ogni scrivania di cancelleria. Come spesso succede a individui «invisibili» come lui, Richard – che si aggira per i corridoi con un carrello pieno di matite e scotch – è dotato di un grande spirito di osservazione, che traduce in piccole attenzioni agli impiegati che a loro volta- nonostante la sua mole, altra ironia – a malapena si accorgono di lui, quando non ridono alle sue spalle.

Nota con riluttanza queste carinerie l’avvocato Watson Bryant (Sam Rockwell, in un’interpretazione sfumatissima). Ed è un bene, perché Richard avrà presto bisogno di lui. Licenziato dalla security dell’Università per l’eccesso di zelo con cui gestiva le trasgressioni degli studenti, Richard trova un posto in quella dell’ AT&T, e tra le file delle guardie giurate che sorvegliano l’Olympic Centennial Park di Atlanta. Anche lì, la sua frenetica vocazione di sceriffo lo rende un po’ ridicolo, e vittima dello scherno di un gruppo di teen ager. Ma è grazie a quella cocciuta ostinazione che la polizia prende finalmente sul serio uno zaino abbandonato, che si rivela pieno di bombe.

AVVENUTA mentre la folla sta già evacuando, l’esplosione provoca due morti e un centinaio di feriti. Eastwood filma la caotica scena con precisione semplicissima, priva di grandi gesti. Ma senza Richard, sarebbe stata un massacro: è l’eroe del giorno, catapultato in prima pagina e in prima serata, sui media nazionali, con enorme orgoglio della madre (Kathy Bates) insieme a cui vive. Il suo momento di gloria dura però una frazione di secondo, polverizzato dallo scoop del quotidiano locale, l’«Atlanta Journal-Constitution»: secondo fonti dell’Fbi, il sospetto numero uno dell’attentato è Richard Jewell stesso.

DALL’ESALTAZIONE celebrativa, il circo mediatico passa direttamente al linciaggio. E tra i momenti più belli e delicati di questa «passione di un americano qualsiasi» sono le scene con l’avvocato o con la madre in cui Richard cerca a suo modo prima di capire e poi di rispondere al modo suo all’ingiustizia. Appostati come avvoltoi urlanti vicino a casa sua, i giornalisti sono -insieme all’FBI, incarnata dalla glaciale, distante, interpretazione di Jon Hamm, l’agente che conduce le indagini – i cattivi del film di Eastwood. Superficiali, spietati, smaniosi di abbracciare ogni cliché. In prima fila Kathy Scruggs, reporter senza scrupoli fino al grottesco (Olivia Wilde, nella realtà figlia di due famosi giornalisti investigativi, Leslie e Andrew Cockburn) che è la responsabile dello scoop, e si pentirà solo troppo tardi dell’errore che ha fatto. Richard Jewell venne scagionato, ma morì poco tempo dopo, a 44 anni.

https://ilmanifesto.it/richard-jewell- ... a-le-pieghe-della-storia/

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Guardie giurate aggredite al Policlinico. Migliore: “Installiamo telecamere su tutti i varchi
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Bari, guardie giurate aggredite al Policlinico. Migliore: “Installiamo telecamere su tutti i varchi”

Telecamere in tutti i varchi del Policlinico. La decisione è stata presa dal direttore generale, Giovanni Migliore, dopo l’aggressione subita dalla guardia giurata della Sicurcenter. Il vigilante, due giorni fa, è stato picchiato da 4 persone dopo aver negato l’entrata con l’auto dal varco di via Storelli. A causa delle botte, ha riportato ferite alla mano destra nel tentativo di difendere l’arma.

“Nei prossimi giorni – sottolinea il direttore Migliore – doteremo tutti gli ingressi di telecamere di sorveglianza per assicurare maggiore sicurezza a tutti gli operatori e cittadini che vengono nel nostro ospedale. È intollerabile che chi è incaricato della sicurezza si debba scontrare con queste situazioni”.


“Ho rivolto un encomio al vigilante e a tutta la Sicurcenter. C’è un regolamento che regola l’accesso all’ospedale, riducendo l’uso delle auto ai casi di necessità e urgenza, è valido per tutti. Prevaricazioni e violenza non sono in nessun caso ammissibili. I cambiamenti – conclude il direttore generale – sono difficili ma noi proseguiamo sulla strada intrapresa”.

https://bari.ilquotidianoitaliano.com/ ... tti-i-varchi-258721.html/

Data invio: IEurope/Romeri alle 23:02
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Re: Permessi ex festività
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I permessi ex-festività sono di fatto inglobati nei permessi, quindi per la tunazione 5+1 hai 20 che maturano per ogni 12 mesi lavorati che puoi chiedere all'IVP che ti concederà compatibilmente con le esingenze di servizio; da CCNL tutti i permessi maturati e non usufruiti entro il 31/12 ti verranno liquidati con la busta paga di gennaio dell'anno successivo.
Per le turnazioni 6+1+1 e 5+1+1 i permessi sono inclusi nella turnazione normale.

Data invio: IEurope/Romeri alle 15:59
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Re: Mi hanno proposto un corso gratis per guardia giurata in Abruzzo ma poi volevano 3500 euro
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Sulla disperazione di chi è disoccupato ed è in cerca di un qualsiasi posto di lavoro: c'è una miriade di truffatori pronti a ingannarli con proposte allettanti ma illusorie.
Più uno ha bisogno e più lo raggirano!

Data invio: IEurope/Romeri alle 10:16
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Mi hanno proposto un corso gratis per guardia giurata in Abruzzo ma poi volevano 3500 euro
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Vallermosa, “mi hanno proposto un corso gratis per guardia giurata in Abruzzo ma poi volevano 3500 euro”

Di Paolo Rapeanu

Un link, trovato su Facebook, con una proposta allettante: "Corso gratuito per diventare guardia giurata". Raffaele Marotto, 38enne disoccupato di Vallermosa, si è incuriosito: con una compagna e due figli da mantenere, la possibilità di ottenere una possibile qualifica lavorativa, soprattutto senza pagare un solo centesimo, somigliava a un terno al lotto. Poi, però, stando al suo racconto, le cose sono andate diversamente: "Dopo aver compilato un form ho ricevuto due telefonate, sempre dallo stesso numero. La prima il 7 gennaio,a seconda due giorni fa. Un signore, dopo essersi presentato come rappresentate della società incaricata di svolgere il corso, mi ha convinto a fissare un appuntamento a casa mia", racconta Marotto. Alle 18:30 "un distinto signore di circa 50 anni ha suonato il campanello. L'ho fatto entrare e ha subito cambiato tutte le carte in tavola. Mi ha mostrato dei depliant scritti perlopiù in inglese e dicendomi che il corso non era più gratis e dovevo pagare 350 euro per l'iscrizione e prepararmi ad andare in Abruzzo per una settimana, per un costo totale di 3500 euro". E lui, disoccupato, ha detto un semplicissimo "no, grazie". Ma il presunto organizzatore di corsi per diventare guardie giurate ha insistito: "Mi ha detto che le iscrizioni erano a numero chiuso e che stavo perdendo una grande opportunità. Io non mi sono fidato e lui, un po' seccato, se n'è andato". Una volta che era nuovamente solo con la compagna, Raffaele Marotto ha iniziato a "navigare" un po' su Google: "Ho scoperto che altre persone, in Italia, hanno raccontato di aver ricevuto una proposta simile alla mia, da chissà chi, cioè un corso di guardia giurata da svolgersi per una settimana in Abruzzo. Mi sono anche consultato con mia madre e siamo arrivati a capire che, forse, sotto poteva esserci qualcosa di strano. Ho deciso di raccontare quanto mi è accaduto a Casteddu Online per mettere in guardia altre persone che, magari, sono state attirate come me dallo stesso messaggio che rimbalza sui social. Di gratuito in questo presunto corso, almeno per quella che è stata la mia esperienza, non c'è nulla".

https://www.google.com/amp/s/www.caste ... i-volevano-3500-euro/amp/

Data invio: IEurope/Romeri alle 6:50
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Re: quattordicesima?
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quattordicesima si ..a luglio con la busta paga di giugno

Data invio: 15/1 22:30
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