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Re: Vigevano, rapinavano guardie giurate: arrestati
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Speronavano i furgoni coi soldi delle slot machine, poi le rapine: arrestati due palermitani
Erano diventati l'incubo delle guardie giurate e dei corrieri degli istituti di vigilanza privata: in manette una banda che agiva al Nord. Decine di colpi violenti, con i mezzi incendiati per non lasciare tracce e le minacce: "Quattro botte sul muso appena parlano"

Speronavano i furgoni delle slot machine, poi le rapine: arrestati due palermitani
„Erano diventati l'incubo delle guardie giurate e dei corrieri degli istituti di vigilanza privata. Rapina aggravata, furto aggravato in concorso, ricettazione, danneggiamento e incendio: con queste accuse i carabinieri di Vigevano, in provincia di Pavia, dopo una lunga indagine, hanno arrestato due palermitani, di 53 e 45 anni, ritenuti autori materiali dei colpi commessi tutti al Nord, tra Lombardia ed Emilia, nelle province di Pavia, Milano, Alessandria, Piacenza, Cremona e Lodi.“

Speronavano i furgoni delle slot machine, poi le rapine: arrestati due palermitani

Gli arresti sono scaturiti dopo lunghe intercettazioni e pedinamenti. I militari hanno sgominato una banda di rapinatori armati e violenti, protagonisti di una serie di assalti, tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016. In manette anche due milanesi, mentre cinque fiancheggiatori sono stati denunciati in stato di libertà. Nel mirino del gruppo - che non disdegnava spaccio e piccoli furti per racimolare i soldi necessari per i colpi più grandi - finivano soprattutto i dipendenti di società di sicurezza privata che prendevano in carico gli incassi di bar e locali con le slot machine.

La banda sarebbe responsabile di 20 colpi. Il modus operandi era sempre lo stesso. La banda rubava un'auto e con quella stessa macchina speronava la vettura della vittima, che - una volta "in trappola" - veniva minacciata con le armi per consegnare il bottino. Quindi, alla fine del colpo, davano fuoco ad auto e furgoni per non lasciare tracce.

Questa era la strategia della banda criminale: "Per vincere (alle slot) c'è un sistema solo: aspettare quello che conta i soldi e scarica tutte le macchine e fa metà con il gestore. Lo prendi lì nel furgone, lo perquisisci, lo fai scendere e ci prendi tutti i soldi". E se il conducente del portavalori opponeva resistenza: "Quattro botte sul muso appena parla". In diverse occasioni aveva funzionato, fruttando alla gang decine di migliaia di euro. Ma il colpo della vita, quello da mezzo milione ai danni di un portavalori di Piacenza per cui si stavano rifornendo di "bombe a mano e fucili automatici", è stato mandato all'aria dai carabinieri.

La manette sono scattate infatti mentre il gruppo organizzava un assalto ad un furgone portavalori di un'agenzia di sicurezza e una rapina a mano armata in una gioielleria, il cui malloppo sarebbe servito proprio per compiere il colpo più grande. Scoperto il piano, i carabinieri sono intervenuti e hanno fermato i rapinatori a Rozzano mentre nascondevano importanti quantità di cocaina e hashish da vendere al dettaglio nel Milanese per riuscire a trovare i soldi per comprare le armi automatiche. Soltanto i furti e le rapine avevano fruttato alla banda circa 30 mila euro in contanti nel giro di meno di tre mesi.

Potrebbe interessarti: http://www.palermotoday.it/cronaca/ra ... ti-palermitani-pavia.html
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Data invio: Ieri alle 23:12
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Vigevano, rapinavano guardie giurate: arrestati
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Vigevano, rapinavano guardie giurate: arrestati 2 palermitani e 2 milanesi
di Redazione
28 aprile 2017
I carabinieri di Vigevano, dopo una lunga indagine, sono riusciti a sgominare una banda di rapinatori armati e violenti che tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 era diventata l’incubo delle guardie giurate e dei corrieri degli istituti di vigilanza privata.

I militari, grazie alle intercettazioni e ai pedinamenti, hanno fatto scattare le manette per quattro persone – gli autori materiali dei colpi – e ne hanno denunciate altre cinque – tutti fiancheggiatori – in stato di libertà.

In cella – con le accuse di rapina aggravata, furto aggravato in concorso, ricettazione, danneggiamento e incendio – sono finiti due palermitani di 53 e 45 anni e due milanesi di 31 e 36 anni. I quattro sono tutti domiciliati nel Pavese, tranne uno dei milanesi che risulta residente in un campo nomadi.

Nel mirino del gruppo – che non disdegnava spaccio e piccoli furti per racimolare i soldi necessari per i colpi più grandi – finivano soprattutto i dipendenti di società di sicurezza privata che prendevano in carico gli incassi di bar e locali con le slot machine. I quattro, stando a quanto finora ricostruito dai militari, sarebbero responsabili di venti colpi – almeno quattro rapine, tutte violente – avvenuti tra il novembre del 2015 e il febbraio del 2016.

Il modus operandi era sempre lo stesso. La banda rubava un’auto e con quella stessa macchina speronava la vettura della vittima, che – una volta “in trappola” – veniva minacciata con le armi per consegnare il bottino. Quindi, alla fine del colpo, il veicolo veniva bruciato per non lasciare nessuna traccia.

La manette sono scattate mentre il gruppo organizzava un assalto ad un furgone portavalori di un’agenzia di sicurezza e una rapina a mano armata in una gioielleria di Pieve Emanuele, il cui malloppo sarebbe servito proprio per compiere il colpo più grande. Scoperto il piano, i carabinieri sono intervenuti e hanno fermato i rapinatori a Rozzano mentre nascondevano importanti quantità di cocaina e hashish da vendere al dettaglio nel Milanese per riuscire a trovare i soldi per comprare le armi automatiche. Soltanto i furti e le rapine avevano fruttato alla banda circa trentamila euro in contanti nel giro di meno di tre mesi.

http://www.pupia.tv/2017/04/canali/cr ... rmitani-2-milanesi/384518

Data invio: Ieri alle 23:08
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Re: Muore il bandito colpito dal metronotte
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Capisco la perdita di una vita umana e forse l'eccesso del collega del Nord Italia, ma il bravo ragazzo che faceva saltare bancomat...vabbè lasciamo perdere. Speriamo che il collega si riesca a difendere nel modo più opportuno. Qui nel Bel paese i delinquenti sono da tutelare e le persone in regola sono da perseguire.

Data invio: Ieri alle 17:33
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L'Utopia mi spinge ad affermare che con persone giuste -al posto giusto- si potrebbero raggiungere miglioramenti delle problematiche nel Mondo...Tant'è ...Che Non è Così!
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Re: gaurdia non armata o portierato.
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Ciao collega .stai dove sei che e meglio i GPG non vivono più .hai famiglia ed e meglio pensarci non sono 50euro in più che ti cambia la vita .

Data invio: 27/4 22:26
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Giostraio morto nella sparatoria a Vedelago, la difesa del vigilante: «Anch’io ho rischiato la vita»
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di Andrea De Polo
Zen sarà ascoltato in Procura: dirà di essere stato minacciato da un’arma. I colleghi: «È un professionista serio, ma ora ha paura ed è scosso dall’accaduto»

VEDELAGO. Massimo Zen da oggi sarà formalmente indagato per omicidio. La guardia giurata 47enne ieri era nella sua casa di Cittadella che condivide con la compagna quando le è stata comunicata la notizia del decesso di Manuel Major, il giostraio che all’alba di sabato aveva colpito alla testa con un colpo di pistola dopo aver cercato di interromperne la fuga. La posizione difensiva di Zen è chiara: «Ho agito per legittima difesa», ha dichiarato al suo legale, l’avvocato trevigiano Daniele Panico, «e anche se mi hanno cercato centinaia di persone, non parlerò finché non sarà delineato il perimetro delle accuse che mi vengono mosse». In particolare, Zen avrebbe riferito di aver visto esplodere, dall’auto dei banditi in fuga, tre spari veri e propri: sarà questa la sua linea difensiva.

Sarà anche una battaglia di perizie: la Procura ha affidato ai carabinieri del Ris di Parma le indagini sul sito dell’incidente, in via Pomini a Barcon di Vedelago e dintorni, e sull’auto dei banditi. Oggi Massimo Zen, assieme al suo legale, sarà ascoltato dal magistrato (l’indagine è stata aperta dal pubblico ministero Gabriella Cama), quindi dovrebbe per la prima volta fornire pubblicamente la propria versione dei fatti. Chi lo conosce e gli è stato vicino in questi giorni parla di un uomo profondamente colpito dall’accaduto, sospeso tra la convinzione di aver fatto la cosa giusta, il rammarico per l’esito drammatico dello scontro, e la paura per eventuali ritorsioni da parte del clan dei Major. «È un professionista serio, gli è stata assegnata la Stella d’Argento per meriti di operato, ma è pur sempre un essere umano, non può non risentire di quanto accaduto», ha raccontato ieri un collega dei Rangers.

E proprio dalla società di vigilanza, il Gruppo Battistolli, è arrivata ieri una presa di posizione ufficiale: «La società è profondamente colpita. Nel ribadire la propria fiducia nell’autorità giudiziaria che sta vagliando l’intera vicenda in ogni suo aspetto, sottolinea di essersi messa a disposizione degli inquirenti, offrendo il più ampio supporto affinché venga al più presto delineata in modo chiaro ed inequivocabile la dinamica degli accadimenti».

Dal Gruppo Battistolli anche una rassicurazione circa la formazione dei propri agenti: «Sono tutti scrupolosamente selezionati e supportati da una formazione continua, tale da garantire ad ogni guardia giurata la capacità di osservare i dettami normativi, nell’affrontare le quotidiane incombenze a tutela del patrimonio dei propri clienti».

Massimo Zen resta formalmente in ferie. La sua (unica) pistola d’ordinanza è sotto sequestro dall’autorità giudiziaria, ma non gli è stato revocato il porto d’armi. Assicura che il suo comportamento, la sera della tragedia, è stato inattaccabile. Ma davanti lo aspetta una lunga vertenza giudiziaria. E qualcosa di più sottile ma non meno insidioso: «Ha paura», dicono i colleghi. Paura del clan dei Major e di possibili ritorsioni. Tanto di aver chiesto alle forze dell’ordine una protezione speciale per sé e per i suoi familiari.

http://m.tribunatreviso.gelocal.it/tr ... chiato-la-vita-1.15253057

Data invio: 27/4 21:47
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Re: Ciao a tutti
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Data invio: 27/4 19:10
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Re: Muore il bandito colpito dal metronotte
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Difficile fare pronostici su come si evolverà la vicenda.
Di certo il collega ha esagerato nel cercare di bloccare da solo la via di fuga dei malviventi.
Comunque, la cosa più importante sarà accertare se effettivamente c'è stata una sparatoria e se il collega ha risposto al fuoco per legittima difesa.
Spero che il collega, nonostante la sua "stupidata" ne esca pulito ma certamente, si buscherà gli effetti collaterali tipici di questi casi.
Un uomo è morto e umanamente dispiace ma dall'altra parte, era conscio dei rischi inerenti la sua azione delinquenziale.
Sarebbe stato diverso se i banditi avessero preso la peggio, non fermandosi a un posto di blocco della polizia.
Quindi, cerchiamo sempre di portare integra la pelle a casa senza fare tali stupidate.

Data invio: 27/4 12:52
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Re: Ciao a tutti
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Re: Ciao a tutti
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METRONOTTE INDAGATO PER TENTATO OMICIDIO,PROTESTA DEL COISP
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METRONOTTE INDAGATO PER TENTATO OMICIDIO, IL COISP: ASSURDO CHE CERTA MAGISTRATURA TRATTI COME CRIMINALI CHI SI DIFENDE DAI DELINQUENTI

“Finché una certa magistratura continuerà a non rendersi conto di quanto siano pericolosi e allarmanti gli episodi di cosiddetta microcriminalità, i cittadini si sentiranno sempre più abbandonati dallo Stato e lasciati in balìa di ladri e rapinatori che spesso non esitano ad uccidere per qualche spicciolo”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, che prosegue: “Non è giusto che ogni volta che qualcuno decida di difendere ciò che si è guadagnato con una vita di sacrifici e di lavoro, finisca per essere indagato, come se fosse lui il delinquente e non la vittima. Ed è ancora più assurdo che nella stessa situazione finisca chi fa questo per lavoro, come gli appartenenti Forze dell’Ordine o come le guardie di vigilanza privata. L’ultimo caso è avvenuto di recente nel Trevigiano, con un metronotte indagato per tentato omicidio per avere sparato e ferito un malvivente a bordo di un’auto che puntava a tutta velocità contro di lui”. “Assistiamo ad una continua criminalizzazione di chi si difende dai delinquenti o di chi compie il proprio dovere – conclude Maccari – mentre quando a restare vittima degli episodi criminali è un poliziotto o un semplice cittadino non ottiene alcuna tutela dallo Stato. Ciò non può che far crescere il sentimento di sfiducia dei cittadini nei confronti della giustizia e più in generale delle Istituzioni, ed una sorta di consapevolezza diffusa che l’unico modo di ottenere giustizia e protezione è quello di fare da sé, in un far west nel quale, purtroppo, non può che prevalere la legge del più forte”.

http://varesepress.info/index.php/201 ... icidioprotesta-del-coisp/

Data invio: 26/4 22:20
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