In fondo   Discussione precedente   Discussione successiva

(1) 2 3 4 ... 17080 »


Re: La Mia Riflessione
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
5/2/2007 23:45
Da provincia BAT
Gruppo:
Utenti registrati
Addetto ai Sondaggi
Messaggi : 1980
Offline
Io sono fuori da 5 mesi (quota 100) e ringrazio Dio per avermi dato la forza e soprattutto la pazienza di arrivare alla pensione.
Non è un lavoro normale, assolutamente no!
Ci sono troppe rinunce da fare e cosa più degradante non c'è nessuna meritocrazia: sei solo un pupazzo con un interruttore on/off da usare all'occorrenza.
Certamente c'è tanta ignoranza ma non è la sola causa di tanti malumori, esiste un sistema assurdo, dove non ti danno la possibilità di dare il meglio di te per contribuire a migliorare sia il servizio che i rapporti interpersonali.
Poi se ci metti i capi teste di ***** e i sindacati al soldo dei padroni: il cerchio resta perennemente chiuso!
E' simile al "lavoro nero" tutti fanno finta di volerlo debellare ma poi a tutti gli fa comodo che ci sia.

Data invio: 20/10 6:40
_________________
Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo. (Lao Tzu)
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


Tragedia: guardia giurata si toglie la vita
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
5/8/2016 23:57
Da Piemonte
Gruppo:
Utenti registrati
Collaboratore
Messaggi : 1138
Offline
Non ha lasciato alcun messaggio per l'atto estremo il giovane papà residente a Polesine Camerini

PORTO TOLLE - Tragedia a Porto Tolle: un giovane papà si è tolto la vita ieri 13 ottobre, sparandosi un colpo di pistola, con l’arma che aveva in dotazione come guardia giurata.
E’ morto così nella sua abitazione di Polesine Camerini, un 46enne padre di famiglia, nato e cresciuto nella frazione di Porto Tolle.

Lascia i genitori, la moglie e un figlio quasi adolescente. Una decisione, quella del 46enne, che ha lasciato tutto il paese sotto shock e che molti definiscono come un vero e proprio “fulmine a ciel sereno”. L’uomo, infatti, non aveva mai manifestato intenti simili, e conduceva una vita normale, tra lavoro e famiglia, dove - apparentemente - non c’erano problemi. A quanto pare, non avrebbe lasciato nessun messaggio di spiegazioni per il gesto estremo.



https://www.rovigoindiretta.it/24/2021 ... si-toglie-la-vita-128496/

Data invio: 16/10 8:25
_________________
Cadi sette volte, rialzati otto.
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


Vigilanza Privata e Green Pass: ruolo delle guardie giurate
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
5/8/2016 23:57
Da Piemonte
Gruppo:
Utenti registrati
Collaboratore
Messaggi : 1138
Offline
Vigilanza Privata Online intervista l'avv. Lucio Tramontano, Presidente del Collegio dei Probiviri di ConFederSicurezza

Dal 15 Ottobre si lavora solo con il Green Pass. In questo particolare frangente la guardia giurata può essere controllore, ma anche controllato. Draghi ha appena firmato il secondo DPCM sulle modalità di verifica, pubblicandone delle anticipazioni con FAQ. Per chiarire i dubbi più comuni, abbiamo parlato con l’Avvocato Lucio Tramontano.

Intervista a Lucio Tramontano, Avvocato presso il foro di Napoli e Presidente del Collegio dei Probiviri di Confedersicurezza e Servizi

Nella verifica del Green Pass nei luoghi di lavoro, la guardia giurata può essere controllore ma anche controllato. Ma cosa deve fare all’atto del controllo? Può controllare l’identità?

Nell’ambito dei controlli del possesso del green pass da parte dei lavoratori sul luogo di lavoro, la questione dell’identificazione da parte del GPG potrebbe non verificarsi laddove i lavoratori (sul luogo di lavoro) debbano essere identificabili.
La GPG incaricata di effettuare la verifica sul possesso e sulla validità del green pass dei dipendenti dovrà provvedere al controllo mediante l’utilizzo dell’app VerificaC19 o di altro strumento in corso di implementazione, come ad esempio un sistema di controllo green pass abbinato al termoscanner o rilevatore delle presenze: in quest’ultimo caso la guardia giurata dovrà comportarsi alla stregua dell’utilizzo di qualsiasi altro strumento elettronico cd. a prova di operatore.

Cosa deve fare la GPG in caso di certificazione scaduta/falsa/manifestamente non corrispondente al soggetto portatore del titolo?

Nel caso in cui la GPG ravvisi la mancanza di valido green pass, deve invitare il soggetto ad uscire dai luoghi di lavoro e deve redigere relazione di servizio, in modo da consentire, da un lato, al datore di lavoro di intraprendere le conseguenti iniziative disciplinari e, dall’altro lato, la denuncia alla Prefettura per gli ulteriori eventuali accertamenti sanzionatori (che vanno da € 600,00 ad € 1500,00 per i lavoratori).

L’art 3 del DL 21 settembre 2012 n 127 prevede la possibilità di svolgere anche solo “controlli a campione”, ma chi stabilisce la “misura” del campione?

La norma non prescrive un numero di controlli minimi a campione, che viene demandata alla discrezionalità dei datori di lavoro in considerazione dei rispettivi contesti aziendali (dimensioni, numero dei dipendenti), tuttavia ispirandosi al principio di efficacia ed in grado di assicurare circolarità dei controlli. Sul punto, le linee guida di recente emanate dal Governo prevedono, per i controlli dei dipendenti della P.A., una quota pari al 20%. Tuttavia il controllo randomico potrebbe non risultare del tutto efficace, dovendosi piuttosto prevedere una modalità di controllo generalizzato.
Sul punto, si precisa che il datore di lavoro può richiedere ai lavoratori, in casi di specifiche esigenze organizzative (es. numeri elevati di dipendenti, difficoltà organizzative), di comunicare con preavviso la carenza del requisiti del green pass. Non solo, si potrà provvedere all’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura (cd termoscanner). Inoltre per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti è prevista l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC.

E in un luogo di lavoro ad alti afflussi aperto anche al pubblico, la gpg deve controllare sia i lavoratori sia il pubblico, oppure solo i lavoratori?

La norma si riferisce all’accesso dei lavoratori presso i luoghi di lavoro con portata omnicomprensiva, quindi anche i fornitori o coloro che svolgono servizi (appunto vigilanza, portierato e pulizia). Ove la GPG debba effettuare i controlli del green pass al pubblico, dovrà utilizzare l’applicativo VerificaC19 o altro strumento in corso di implementazione.

L’ATAC di Roma sta affiancando delle guardie giurate ai propri controllori sui bus della Capitale. Visto che la gpg controlla già gli accessi in molte situazioni, si può ipotizzare che possa arrivare a controllare la stessa regolarità dei titoli di viaggio, sostituendosi ai verificatori?

Potrebbe essere auspicabile, considerata la professionalità delle guardie giurate ed in particolare quella acquisita nell’ambito del trasporto pubblico. Considerata la delicatezza della materia, tuttavia, ritengo sarà necessario un intervento da parte del legislatore, eventualmente sul punto stimolato dalla organizzazioni rappresentative del comparto.


https://www.federsicurezza.it/news.aspx?newId=420

Data invio: 16/10 7:28
_________________
Cadi sette volte, rialzati otto.
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


Vigilanza privata: servono riforme coraggiose e un contratto nazionale dignitoso.
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
5/8/2016 23:57
Da Piemonte
Gruppo:
Utenti registrati
Collaboratore
Messaggi : 1138
Offline
Ricordiamo, che il CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari è scaduto ormai dal 31 dicembre 2015 e che il comparto è entrato in stato di agitazione il 18 novembre 2020, al 31 dicembre p.v. sono 6 anni che non viene rinnovato ed è la sola speranza per migliorare una volta per tutte, le nostre condizioni economiche.

ParmaToday
Gentilissima Redazione, La figura della Guardia Giurata in Italia è una delle più indefinite e meno tutelate, giuridicamente identificata come Incaricata di Pubblico Servizio ma inquadrata come “Operaio” per poi essere inviata a svolgere “compiti di Polizia”. In paesi come la Francia, la Germania e la Spagna le Guardie Particolari Giurate hanno la qualifica di Pubblico Ufficiale e funzione di Agente di Pubblica Sicurezza/Polizia Giudiziaria con tutte le tutele economiche, giuridiche, sociali e legali che un appartenente alle forze dell’ordine merita. In Italia gli Istituti di Vigilanza dipendono dal Ministero dell’Interno essendo assoggettati ad Autorizzazioni territoriali, per il rilascio di apposita Licenza da parte delle prefetture, e per titoli di polizia (decreti di nomina a Guardia Giurata e porto d’armi), e sono regolamentati da leggi ormai datate che richiamano il Regio Decreto del 18 giugno 1931 nr.773, fino ad arrivare al D.M. 269/2010: la Vigilanza privata necessita di una revisione e riforma. Le istituzioni hanno inquadrato le Guardie Particolari Giurate come “incaricate di pubblico servizio” pur impegnandole per “compiti di Polizia ad alto rischio” anche in siti sensibili come porti, aeroporti, stazioni, ospedali, raffinerie, e poi servizi di utilità pubblica come trasporto valori (anche per conto di strategiche realtà istituzionali), servizi di vigilanza di zona (chiamata anche pattuglia), controllo accessi a Tribunali (comprese le aule bunker) e sedi regionali, servizi di vigilanza in stadi e strutture calcistiche, vigilanza su treni e metropolitane, conferma quanto sia strategico e fondamentale il ruolo delle Vigilanza Privata nel nostro tessuto sociale. Di recente FederSicurezza ha reso noto i dati emersi dal suo ultimo report 2021, elaborato da Format Research. Nonostante la crisi sanitaria, le società di vigilanza privata hanno tenuto abbastanza bene, tanto che il 47% pensa di investire ed innovare nei prossimi due anni. Il fatturato complessivo di 462 imprese certificate dal Ministero dell’Interno (su 1.291 totali) ammonta a più di 3,4 miliardi di euro. Tuttavia, il 90% del volume d’affari è prodotto da aziende di medie o grandi dimensioni, presenti per lo più nel Nord Italia. Senza considerare l’indotto che vi ruota attorno, impiantisti, aziende di abbigliamento, scuole di formazione, concessionarie di auto e furgoni, società specializzate nella blindatura degli automezzi, imprese di pulizie, aziende di produzione impianti di allarme e videosorveglianza, società informatiche per lo sviluppo di software dedicati, aziende grafiche, tipografie e chi più ne ha più ne metta. Un altro aspetto interessante, emerso dal report di FederSicurezza, è che oltre la metà delle imprese ritiene “che la committenza non tenga conto del ruolo chiave delle guardie giurate nel contenimento della pandemia”. L’80% eleverebbe lo status giuridico della guardia giurata a quello di agente ausiliare di pubblica sicurezza. Infine, l’82,3% auspica che nei primi mesi del 2021 si raggiunga un accordo per il rinnovo del CCNL. Richiesta che ad oggi resta ancora insoddisfatta, proprio perché, come afferma Luigi Gabriele, Presidente di FederSicurezza “al di là del problema prettamente contrattuale, cioè l’aumento dei livelli retributivi, c’è anche l’incertezza sulla collocazione della figura della guardia, che non avendo i giusti riconoscimenti di professionalità non mette in condizione gli addetti al rinnovo di capire i parametri nei quali muoversi”. Solo riflettendo su questi dati ci si può render conto di quanto sia oramai impellente una riforma legislativa, che normalizzi un settore di vitale importanza per l’economia nazionale. È quasi banale ribadire che nella situazione di crisi economica generale, che ci affligge l’aumento del costo della vita è diventato insostenibile per tutti i lavoratori dipendenti, per noi, che abbiamo stipendi medi che vanno dai 1.058,06 del 6° livello ai 1.258,88 euro del 4° livello (€ 797,14 livello F, Servizi Fiduciari). Numeri alla mano e senza giri di parole, i tribunali del lavoro di Torino e Milano hanno stabilito che si tratta di salari al di sotto della soglia di povertà, incompatibili con l’articolo 36 della Costituzione che garantisce al lavoratore una retribuzione “proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Ricordiamo, che il CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari è scaduto ormai dal 31 dicembre 2015 e che il comparto è entrato in stato di agitazione il 18 novembre 2020, al 31 dicembre p.v. sono 6 anni che non viene rinnovato ed è la sola speranza per migliorare una volta per tutte, le nostre condizioni economiche. Distinti saluti Angelo Sifrido MANCIN

https://amp.parmatoday.it/vigilanza-pr ... le-dignitoso-8314525.html

Data invio: 10/10 7:16
_________________
Cadi sette volte, rialzati otto.
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


Ennesima aggressione a Lecco: guardie giurate malmenate sul bus da quattro ragazzi
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
5/8/2016 23:57
Da Piemonte
Gruppo:
Utenti registrati
Collaboratore
Messaggi : 1138
Offline
VIOLENZA GIOVANILE

La Polizia intervenuta in viale della Costituzione ha fermato un ragazzo.

Ennesima aggressione a Lecco: guardie giurate malmenate sul bus da quattro ragazzi
CRONACA Lecco e dintorni, 08 Ottobre 2021 ore 12:55
Ennesima aggressione a Lecco questa mattina, venerdì 8 ottobre 2021: due guardie giurate sono state malmenate su un bus urbano di Linee Lecco da quattro ragazzi. Soccorsi e forze dell'ordine sono tempestivamente intervenuti in viale Costituzione poco prima delle 11.40.


Guardie giurate malmenate sul bus
L'aggressione è avvenuta attorno alle 11.30, sull'autobus urbano della linea 4, capolinea Cereda. Coinvolti anche altri due vigilantes accorsi a supporto dei colleghi trovatisi in difficoltà. In quattro hanno fronteggiato ma anche pesantemente subito la reazione violenta dei giovanissimi a bordo. Due di loro, un 51enne e un 58enne, sono rimasti contusi, il primo riportando un trauma al braccio causato da un calcio, il che ha comportato l'intervento del 118 sul posto, con un'autoambulanza del Soccorso di Introbio.




Quattro ragazzi molesti a bordo
Stando alle prime sommarie ricostruzione dei fatti, i quattro ragazzi viaggiavano a bordo quando a un certo punto avrebbero iniziato a molestare una ragazza. Di qui l'intervento dei vigilantes, ai quali però i quattro giovanissimi hanno subito opposto resistenza, in breve trascendendo in una escalation di insulti, pugni e calci.



La Polizia ha fermato un ragazzo
Prima ancora che si scatenasse il parapiglia, l'autista aveva arrestato il mezzo in viale Costituzione, poco dopo l'intersezione semaforica con via Aspromonte. Qui sono poi intervenuti anche gli agenti della Questura di Lecco che, guidati dalle indicazioni dei passanti e degli stessi vigilantes, sono riusciti a fermare a pochi metri di distanza uno dei quattro giovanissimi protagonisti dell'episodio. Gli altri tre si sarebbero invece allontanati, facendo perdere le loro tracce.


Un episodio che arriva a poca distanza dal brutale pestaggio, sempre compiuto sempre a Lecco da un gruppo di giovani, costato a una 55enne lecchese ferite guaribili in 25 giorni. Come è noto tutto è successo nella tarda serata di mercoledì in Corso San Michele del Carso. La donna è stata picchiata, anche con dei caschi da motociclista, solo perchè aveva chiesto a un gruppo ragazzi che bivaccavano rumorosamente sotto il suo condominio, di spostarsi altrove e di smettere di disturbare la quiete dei residenti. Di fronte alle rimostranze della donna il "branco" ha reagito con una violenza davvero impensabile e dopo aver malmenato la 55enne e il suo vicino di casa che aveva tentato di difenderla tutti i componenti del gruppo si sarebbero dati a un fuggi fuggi generale.



https://www.google.com/amp/s/primalecc ... ione-guardie-giurate/amp/

Data invio: 9/10 5:17
_________________
Cadi sette volte, rialzati otto.
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


Ccnl vigilanza, confronto sul cambio appalto
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
5/8/2016 23:57
Da Piemonte
Gruppo:
Utenti registrati
Collaboratore
Messaggi : 1138
Offline
Nel corso del mese corrente è ripreso il confronto finalizzato al rinnovo del Ccnl con le associazioni datoriali del comparto della sicurezza.

Gli incontri hanno avuto luogo il 22 e il 27 settembre 2021 e il confronto ha avuto ad oggetto il cambio appalto.

Confronto che ancora non ha trovato piena convergenza delle parti e che, pertanto, è stato riaggiornato al 7 ottobre 2021.

Nelle due giornate, tuttavia, sono emersi alcuni punti di avanzamento, che proveremo seppur sinteticamente ad evidenziare.

Le parti sociali hanno convenuto, in linea con la sfera di applicazione, ed al fine di rendere le pattuizioni finalizzate alla salvaguardia occupazionale e reddituale delle lavoratrici e dei lavoratori della sicurezza più cogenti ed esigibili di affrontare detta tematica secondo un impianto unico, proponendo di prendere a riferimento un lasso temporale più ampio per definire gli aventi diritto al passaggio, adducendo quale finalità quella di porre un freno ai fenomeni che si sono palesati negli ultimi anni.

Gli affidamenti occorsi fra le parti sono volti a far recepire la regola pattizia nei capitolati, volendo evitare meccanismi distorsivi di dumping, tesi ad ampliare la proliferazione di affidamenti/appalti al massimo ribasso.

Ancora una volta hanno ribadito la necessità di equiparare i servizi resi alle committenze pubbliche e a quelli resi in favore delle committenze private.

Stante la situazione attuale, poiché le regole sono differenti tra armati e non armati, atteso che, sin dal mese di dicembre 2018, le organizzazioni sindacali hanno evidenziato la necessità di rivedere al ribasso l’attuale divisore utile al computo delle risorse umane “armate” oggetto del passaggio, le parti si torneranno a confrontare per comprendere come fronteggiare tale situazione.

Convergenza sembrerebbe esservi in merito al mantenimento delle condizioni in godimento al personale oggetto del cambio appalto sia dal punto normativo che economico.

I sindacati hanno evidenziato a più riprese, che ai lavoratori oggetto della procedura di cambio appalto, dovrà esser riconosciuta la contrattazione di II livello.

Appare evidente che la tematica del cambio d’appalto rientra tra i punti cardini della trattativa i cui passi avanti che eventualmente si registreranno nel corso del negoziato sul tema degli appalti non potranno essere considerati conclusivi e/o esaustivi finché non si affronteranno gli altri temi prioritari: mercato del lavoro, classificazione del personale, salario, verificando quindi la disponibilità concreta e fattiva delle controparti a migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori che da anni attendono il rinnovo del loro Ccnl e con esso il riconoscimento delle professionalità acquisite.

Sarà nostra cura aggiornarvi immediatamente dopo il nuovo appuntamento.



https://uiltucs.it/ccnl-vigilanza-confronto-sul-cambio-appalto/

Data invio: 4/10 7:57
_________________
Cadi sette volte, rialzati otto.
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


Re: La Mia Riflessione
Donatore GuardieInformate Moderatore
Iscritto il:
29/7/2007 14:54
Gruppo:
Utenti registrati
Messaggi : 4146
Offline
Triste che dopo 9 anni di servizio e 8 anni di lasciato servizio, la gente sia ancora così ignorante in merito alla categoria ...

Data invio: 2/10 16:23
_________________
Vivo la vita per dominarla...non per esserne schiavo!
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


Re: La Mia Riflessione
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
3/7/2008 17:32
Da nord //sud nel cuore
Gruppo:
Utenti registrati
Messaggi : 1604
Offline
Dopo 17 anni da GPG ignoranza delle guardie non aiuta questo settore bistrattato da tutti...,

Data invio: 30/9 18:28
_________________
Si fanno chiamare vigilanza sorveglianza e io chi sono?? noi chi siamo???
.....sono molto preoccupato...

Glock 19


Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


Vigilantes di 37 anni ucciso per sventare una rapina, piazzale intitolato a Giuseppe
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
5/8/2016 23:57
Da Piemonte
Gruppo:
Utenti registrati
Collaboratore
Messaggi : 1138
Offline
POZZUOLI. Il comune di Pozzuoli ha intitolato, con una cerimonia svolta oggi, un piazzale a Monterusciello a Giuseppe Minopoli, guardia giurata puteolana uccisa nel 2008 nel tentativo di sventare una rapina. L’area dedicata alla memoria del vigilantes, ammazzato a 37 anni in una pizzeria, è ubicata tra via Modigliani e via Severini proprio a poche decine di metri dal luogo della tragedia. Per il gesto eroico compiuto il vigilantes è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile.




“Con questa intitolazione abbiamo voluto rendere il giusto riconoscimento a un figlio della nostra Pozzuoli che tredici anni fa pagò a carissimo prezzo un atto di coraggio. La nostra comunità non ha dimenticato e da oggi qui si potranno percepire in modo duraturo la sua presenza e il suo eroismo”. Così il sindaco, Vincenzo Figliolia, nel corso dell’evento a cui hanno partecipato tra gli altri il vescovo vicario della diocesi di Pozzuoli, Carlo Villano, l’assessore alla Toponomastica, Antonio Minieri, rappresentanti di forze dell’ordine, i parenti e gli amici di Giuseppe Minopoli e numerosi giovani studenti.


https://www.google.com/amp/s/edizionen ... itolato-a-giuseppe/%3famp

Data invio: 30/9 6:59
_________________
Cadi sette volte, rialzati otto.
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum


SALARIO MINIMO Landini non perda l’ultimo treno
Donatore GuardieInformate
Iscritto il:
5/8/2016 23:57
Da Piemonte
Gruppo:
Utenti registrati
Collaboratore
Messaggi : 1138
Offline
MARCO VERUGGIO
mercoledì 29 settembre 2021
Nei giorni scorsi il dibattito politico sul salario minimo si è riaperto. Prima il presidente dell’INPS Tridico ha riproposto un tema a lui caro, ricordando che in Italia ci sono due milioni di lavoratori che guadagnano 6 euro lordi l’ora.

Poi Conte e Letta ne hanno parlato nel corso della kermesse organizzata dalla CGIL a Bologna la scorsa settimana e i giornali hanno parlato di “apertura” da parte di Landini e della stessa CGIL, da sempre scettici per paura di mettere a rischio la contrattazione nazionale. Ma sono bastate poche ore per verificare la fragilità della discussione. Prima la notizia, riportata domenica da Repubblica, che per ora il salario minimo resta fuori dall’agenda del governo. Poi un post sulla pagina FB di Collettiva, il quotidiano online della CGIL, in cui campeggia la foto di Landini e la frase “Altro che minimo… dovremmo parlare di salario massimo”, una frase che pare intesa a spegnere i facili entusiasmi di chi nelle parole del segretario ha visto, appunto, un’apertura. Gli altri sindacati confederali sono da sempre nettamente contrari, più della CGIL, al salario minimo per legge. Domenica il leader della CISL Luigi Sbarra in due interviste concesse a Libero e al Quotidiano Nazionale ribadiva: “La nostra posizione è chiara, con la contrattazione collettiva noi oggi tuteliamo la quasi totalità dei lavoratori garantendo loro un salario ben superiore alle soglie minime per legge di cui si discute. Il problema è estendere questa copertura a tutti gli altri lavoratori attraverso i contratti. Il salario minimo per legge mette in pericolo tutti gli altri elementi retributivi della contrattazione nazionale, perché offre alle aziende un’alternativa ai contratti collettivi con il rischio di comprimere verso il basso diritti e salari”.

Già prima le obiezioni di parte sindacale erano smentite persino dalla magistratura, che nel 2018 ha dichiarato l’articolo 23 della Sezione Servizi Fiduciari del CCNL della Vigilanza Privata non conforme all’articolo 36 della Costituzione, quello per cui “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” (Tribunale di Milano, 1613/2018). L’anno successivo un’altra sentenza citava le motivazioni con cui il sindacato aveva giustificato ai giudici l’accettazione di quell’articolo, suggerendo piuttosto l’idea dell’impotenza della contrattazione collettiva (o del sindacato stesso): “Il quadro è risultato ancora più confuso e contraddittorio laddove gli informatori hanno risposto alla richiesta di spiegare come è stata determinata la retribuzione di cui all'articolo 23. Il rappresentante della FILCAMS-CGIL, infatti, ha affermato: ‘Siamo partiti dalla retribuzione della vigilanza armata e abbiamo valutato il gap di differenza tra il rischio della vigilanza armata e quella che era un’indennità non scritta legata alla responsabilità di un’arma, riducendola in misura corrispondente. La decurtazione è stata il frutto di una discussione a cui hanno partecipato tutte le sigle sindacali e datoriali per arrivare alla stesura di un contratto con una parte economica e normativa condivisa onde evitare le ingiustizie e le anomalie che venivano perpetrate nel settore. È stato il frutto di una trattativa politica e sindacale’ e che ‘Noi del sindacato avremmo voluto dare la stessa retribuzione della vigilanza armata, ma non ci siamo riusciti.’” (Tribunale di Torino, 1128/2019)

Oggi però la cronaca ci offre un nuovo, decisivo elemento. Ita, la nuova Alitalia, società di proprietà al 100% dello Stato, ha annunciato che uscirà da Assaereo, l’associazione datoriale aderente a Confindustria, e dunque non applicherà più il contratto nazionale del trasporto aereo firmato coi sindacati maggiormente rappresentativi (tra cui CGIL CISL UIL), ma lo sostituirà con un regolamento aziendale. “Il Suo rapporto di lavoro è disciplinato, anche per la parte economica, dal regolamento aziendale tempo per tempo vigente, che Lei è tenuto a conoscere, e dai futuri accordi collettivi che dovessero essere applicabili” recita la comunicazione che i “neoassunti” stanno ricevendo in questi giorni.


Insomma il governo Draghi dà mandato a un’azienda pubblica di compiere un atto che “scardina l’intero sistema della contrattazione collettiva”, per usare le parole di Davide Gariglio, presidente della Commissione, capogruppo PD alla Commissione Trasporti della Camera. Nei cosiddetti contratti-pirata almeno l’azienda deve trovarsi un sindacato compiacente disposto a sottoscrivere condizioni capestro per i lavoratori. Qui invece siamo all’atto unilaterale, al superamento della contrattazione con l’idea che il padrone nella propria azienda applica le regole che vuole. Pensare che lo stesso governo approvi la legge sulla rappresentanza tanto agognata dai sindacati e che imponga alle imprese di applicare il contratto collettivo siglato dalle organizzazioni più rappresentative significa farsi delle illusioni ingiustificate.

Per questo oggi più che mai la battaglia per il salario minimo (e più in generale per il salario in tutte le sue forme) è una battaglia politica. Non solo perché chiama in causa il governo e i partiti politici, ma anche perché pone la questione del potere esercitato nei luoghi di lavoro. Ed è una battaglia che soprattutto la CGIL ha l’occasione di combattere cogliendo una contraddizione interna alla maggioranza di governo, che investe i partiti a lei più vicini, e lanciando un’iniziativa unificante e capace di fare massa critica parlando a tutti i lavoratori italiani: ai lavoratori dei settori a basso reddito, come quelli della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, che da anni attendono il rinnovo contrattuale; ai rider e ai lavoratori della cosiddetta gig economy; ai dipendenti delle aziende in crisi a partire da Alitalia; a chi già oggi ha un contratto pirata e a chi potrebbe averlo domani, persino nel settore pubblico. Ed è anche una battaglia che permetterebbe alla CGIL di collegarsi alle forze più avanzate del sindacalismo europeo. In Germania la SPD, prima forza politica nel Bundestag dopo il voto di domenica, propone l’aumento del salario minimo a 12 euro l’ora con l’appoggio della DGB, la principale confederazione sindacale tedesca, che fino al 2014 ha avuto gli stessi dubbi della CGIL su tale strumento. Pochi mesi fa la pubblicazione di una ricerca dello University College di Londra ha dimostrato quanto per il sindacato tedesco cambiare idea si sia dimostrato corretto, perché lo studio mostra che l’introduzione di un minimo retributivo per legge ha aiutato milioni di lavoratori tedeschi senza incrementare il tasso di disoccupazione e premiando le imprese più efficienti.

Per questo oggi più che mai lottare per il salario minimo, anzi per un buon salario minimo, significa difendere la contrattazione collettiva da un’offensiva senza precedenti – appalti, delocalizzazioni, licenziamenti ecc. – con le imprese che approfittano della pandemia, dell’ampia maggioranza di governo e del brand Draghi, nonché dell’occasione fornita loro dal green pass per gettare una palla avvelenata e divisiva nel campo avversario e cercano di ridimensionare il ruolo dei lavoratori e dello stesso sindacato nei luoghi di lavoro. Non combattere questa battaglia e puntare sulla mera pressione diplomatica su partiti deboli e inaffidabili significa non solo abbandonare i lavoratori a se stessi, ma mettere in discussione il futuro della stessa idea di sindacato, facendone sempre più un soggetto socialmente utile al massimo per farsi fare le pratiche per la pensione o il 730.


https://www.google.com/amp/s/amp.agora ... -Landini-non-perda-l.html

Data invio: 30/9 6:53
_________________
Cadi sette volte, rialzati otto.
Crea PDF dal messaggio Stampa
Topic | Forum



 Top
(1) 2 3 4 ... 17080 »



[Ricerca avanzata]


Pubblicita

 IL VIGILANTE

Disclaimer

"Questo portale viene aggiornato senza alcuna periodicità e non rappresenta una testata giornalistica né un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001. Gli autori non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite eventuali link o collegamenti posti all'interno del portale o del forum di discussione, o per i siti che forniscono link o collegamenti alle risorse qui contenute. Il semplice fatto che questo portale fornisca eventuali collegamenti a siti esterni non implica tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità. Gli utenti sono i soli responsabili dei contenuti, contributi e commenti pubblicati; i moderatori si impegnano a rimuovere o oscurare i contenuti considerati falsi, lesivi di altrui dignità o diffamatori, ma data la natura interattiva degli strumenti utilizzati è impossibile operare un controllo in tempo reale di tutto il materiale pubblicati dagli utenti. Per segnalazioni o richieste di rimozione contenuti scrivere una mail all'indirizzo admin@guardieinformate.net con oggetto "Richiesta rimozione contenuti" "

Police Privacy di Guardieinformate