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Re: Napoli. Assalto a portavalori, e ci ri-siamo

Oggetto: Re: Napoli. Assalto a portavalori, e ci ri-siamo
da opel1972 su 16/6/2008 13:53:46

No , io non cedo all'istinto della vendetta o del dimostrare a me stesso o agli altri che sono un "figo" .
Parliamoci chiaro ; nella quasi totalità dei casi il meccanismo che scatta in chi reagisce e/o interviene presso terzi è proprio il cedere ad una richiesta inconscia di vendetta per un torto subito e ormai passato ( quindi comunque non reversibile ) o il voler dimostrare a se stessi o agli altri ( ma più a se stessi ) di essere un "grande " .

Preciso che il mio ragionamento è in senso generale e non voglio assolutamente giudicare l'operato dei vari attori dell'assalto di cui sopra .

Discorso diverso se l'aggressione è in atto e ancora può esserne evitato il consumo allora si , la reazione è d'obbligo .

Ma se il collega è a terra ( e me ne dispiace , credimi ) e il rapinatore sta andando via ma lascialo andare va ... tanto ormai le telecamere sono ad ogni angolo , il rapinatore potrà essere individuato dalla celle che il suo cellulare o un cellulare a lui riconducibile impegnerà di volta in volta durante i suoi spostamenti .

Ma , ripeto , se il collega è a terra e io sparo al rapinatore non è che il collega guarisce miracolosamente .

Poi ognuno si comporta come meglio crede ...

Ciao

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