Certificazione a norma – Parte seconda

Inviato da  xxxxxxxxxx il 29/3/2012 9:19:49
Tempo fa, avevamo già trattato la questione Certificazione UNI EN ISO 9001 quando non era ancora uno strumento obbligatorio.

A dire il vero, sarebbe stato più corretto titolare con “Parte terza” questo attuale thread, ma la “parte seconda” è stata rimossa dall’Amministratore, perché con la mia risposta (simile a questa ma più mirata), non mi adeguavo alla pubblicità di una di queste aziende certificatrici sponsorizzata anche in questo sito (niente di personale Admim, ma mi pare di dire il vero).

Oggi, con il Decreto 1° dicembre 2010, n. 269, entrato in vigore al 15/03/2011 , all’allegato A (requisiti minimi per gli istituti di vigilanza privata) , punto 4.2 è richiesta esplicitamente la certificazione di qualità UNI 10891:2000 “ Servizi- Istituti di vigilanza privata-Requisiti” (gli IVP hanno tempo 18 mesi dall’entrata in vigore, per adeguarsi alle regole).

Così, anche la certificazione è diventata un affare che il Ministro Maroni si direbbe aver equilibrato al connubio “Governo/Imprenditori”.

Come ribadito nella prima discussione, le verifiche UNI EN ISO 9001 vengono effettuate nelle sedi degli IVP dove praticamente ha "alloggiamento" la "mente" dell'azienda composta da ufficio direttivo, operativo ed amministrativo. Un proverbio dice: "il cane non sporca dove mangia".

Il "braccio" delle aziende di vigilanza, laddove sono svolti di concreto i servizi di varia natura legata al controllo e alla vigilanza, dove cioè le verifiche dovrebbero essere effettuati non solo per una Certificazione ma più semplicemente per un adeguamento a delle normative vigenti, la materia è a dire poco vergognosamente lacunosa.

Anche semplicemente leggendo le testimonianze nei siti dedicati, che sono poca cosa in confronto alla mera realtà, è evidente che sussistano in modo conclamato delle quotidianità che ben superano in negativo quel confine di legittimità o addirittura legalità che dovrebbe caratterizzare le aziende in questione.

Zone con settori di oltre 300 km a notte; straordinari senza regola; riposi, ferie e permessi a discrezione dei superiori; dotazioni incomplete; automezzi usurati; vestiario inadatto; servizi non compiuti a danno del cliente; professionalità inesistente; corsi a onere del dipendente; servizi di oltre 12 ore all'addiaccio pure d'inverno; piantonamenti in luoghi insalubri o addirittura in cantieri aperti senza alcune norme per la sicurezza; corpi di guardia assolutamente inadatti e privi di servizi igienici per i dipendenti; strumenti di verifica come orologi e lettori, utilizzati a fine di controllo; ispezioni irregolari; servizi non di mansione; situazioni di Mobbing; queste e molte altre sono le problematiche che caratterizzano indiscutibilmente la ns categoria e neppure le aziende certificate UNI EN ISO 9001 sono esenti a questo rischio.

Diviene oggi ancora più di ieri esilarante notare come molte di queste aziende certificatrici hanno già “certificato” diverse organizzazioni secondo questi standard normativi. Ma come?.... sono risapute le costanti problematiche che riguardano un settore di cui il contratto è nientepopò di meno che scaduto dal 2008, che riguardano proprio dei discutibili rapporti coi clienti (pago una guardia, prendo un tuttofare); risorse e approvvigionamenti necessari per i servizi surclassati da una concorrenza sleale generata proprio dalle aziende di vigilanza; una, a dir poco, ingestione delle dotazione tecniche (addirittura guardie in servizio con auto personali!); requisiti del personale voluti contrari alle regole del buon senso per soddisfare una politica “money oriented” ottenuta con una totale sudditanza e mancanze di professionalità; aggiornamenti di facciata, spesso non retribuiti, sempre nel tempo libero del lavoratore e in certi casi pure a spese del candidato guardia. Tutto questo è pane quotidiano nei forum di categoria. E queste aziende certificatrici, invece di rilevare il marcio che imperversa nel mondo della Vigilanza privata e dare il meritato calcio nel sedere alla maggior parte di questi imprenditori tiranni, addirittura hanno il coraggio di propinare che sono pure soddisfatte di questo risultato perché - dicono - sono soddisfatti i loro clienti (gli ivp)…

Clienti, appunto! Al Sig. Ministro dell’Interno On. Roberto Ernesto MARONI – Eccellenza, visto che:

1. la certificazione di qualità rappresenta meramente una garanzia ulteriore tra privati (perché i controlli statali dovrebbero già garantire l’effettività delle norme), senza potenziali pendenza giuridiche dato che il Decreto Ministeriale non ha espressamente previsto sanzioni penali a carico del responsabile del servizio di Certificazione nel caso in cui non svolga con diligenza il compito assegnatogli dalla legge, ritenuto solo essenzialmente un organo di “studio e consulenza”, dotato di una particolare competenza in materia di lavoro, senza che lo stesso abbia poteri decisionali né di “intervento attivo” nel settore della sicurezza (come per il Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione; o il Responsabile dei Lavoratori per la sicurezza);

2. la Certificazione diviene facilmente individuabile in una pratica di clientelismo;

3. nella categoria, nonostante gli RSPP, RSL e ora UNI EN ISO 9001, tutte , senza una costante ispettiva da parte di Autorità dello stato, si direbbe imperversare un certo “fai da te” sul filo e oltre della legalità in tema di ordine e sicurezza pubblica e norme sul lavoro,

visto tutto ciò, non sarebbe stato meglio normare proprio sul Decreto 1° dicembre 2010, n. 269 dei controlli di stato che garantiscono un effettivo funzionamento delle regole e lasciare l’ “ulteriore” certificazione nella giusta collocazione che merita?

Sono sicuro che rendendo i responsabili di certificati ordinati, colpevoli di eventuali garanzie scorrette, le certificazioni in oggetto si ridurrebbero credo fino a sparire, per poi ricomparire ma causando un adeguamento reale delle aziende.

Non sono le caratteristiche minime del progetto organizzativo e dei requisiti minimi di qualità degli istituti che vanno certificate: sono i responsabili di certi abusi/soprusi conclamati che vanno mandati in galera!

Questo post era da: http://www.guardieinformate.net/newbb/viewtopic.php?forum=9&topic_id=14415&post_id=156552