Licenziati dopo un "cambio d'appalto", Ksm condannata: due guardie giurate reintegrate

Inviato da  Nightwolf  il 14/5/2019 13:43:41
I giudici della corte d'Appello hanno stabilito che il colosso della vigilanza privata avrebbe dovuto tutelare i propri dipendenti nel passaggio ad un'altra società. Il sindacato Saves: "Avevano trovato un metodo 'legale' di privare il lavoratore delle tutele previste dall'articolo 18"


Riccardo Campolo

14 maggio 2019

A oltre due anni dal loro licenziamento, arrivato dopo un cambio d’appalto tra due istituti di vigilanza che poi non si sarebbe concretizzato, i giudici hanno riformato la sentenza di primo grado e condannato la Ksm a reintegrare due guardie giurate, risarcendole con un’indennità pari a dodici mensilità, cui si aggiungono contributi previdenziali, assistenziali e il pagamento delle spese legali. E’ una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella depositata dalla corte d’Appello, sezione lavoro, del tribunale di Palermo che ha stabilito come “la ratio dell’istituto in oggetto - si legge nel provvedimento - configura presupposto indefettibile per l’operatività del cambio d’appalto, quale legittima causa giustificativa del licenziamento da parte della società uscente, l’effettivo e incondizionato subentro di un altro istituto di vigilanza nel medesimo appalto di servizi”.

Una delle due guardie giurate in questione, l’attuale segretario provinciale del sindacato autonomo di categoria Saves Fabrizio Geraci, era stato licenziato nel 2017, dopo quasi 30 anni, chiudendo la sua esperienza con il colosso della vigilanza privata quando lavorava davanti a una delle filiali Unicredit. Dopo la lettera inviata dalla Ksm e la comunicazione sul cambio d’appalto (che in realtà era una cessione volontaria) la Sicilia Police srl - che sarebbe dovuta subentrare nel servizio - ha fatto dietrofront: “La scrivente società - scrivevano in una lettera inviata alla guardia giurata - ha tuttavia deciso di non poter espletare il suddetto servizio di vigilanza per come comunicato alla Ksm Security ed agli uffici competenti. Con la presente siamo spiacenti di comunicarle, pertanto, che non ci è possibile assumerla alle nostre dipendenze”.

Secondo il sindacalista il meccanismo adottato dagli istituti di vigilanza, sebbene abbiano passato i “controlli” delle autorità competenti, sarebbe servito solo a eludere le norme e il contratto collettivo nazionale del lavoro. “E’ un altro tassello di questa vicenda - ha dichiarato Geraci a PalermoToday - che ha visto coinvolti me e un collega suo malgrado, licenziati il 14 aprile 2017 a seguito di un ‘cambio appalto’, che dall'entrata in vigore del ‘Jobs act’ ha visto un susseguirsi di ‘passaggi’, soprattutto nel settore della vigilanza privata. E’ un modo del tutto ‘legale’ di privare il lavoratore delle tutele previste dall’articolo 18, ed è al contempo un modo per ‘eludere’ eventuali licenziamenti individuali”.

“La corte d’Appello di Palermo - spiegano gli avvocati Ignazio Fiore, Giuseppe Varisco e Salvo Cangialosi che hanno assistitito le due guardie giurate - ha svolto un'attenta analisi della disciplina del cambio di appalto, con riferimento ad un settore ove questo viene sovente utilizzato, chiarendo quali siano i limiti di applicabilità di detta procedura, a garanzia dei lavoratori coinvolti ed affinché si evitino elusioni di norme imperative in materia di licenziamenti”. Adesso i legali difensori della Ksm spa dovranno decidere se ricorrere in Cassazione per sostenere la legittimità dell'operato della società, ma questa sentenza potrebbe segnare un punto di svolta sul fenomeno dei cambi d'appalto anche su scala nazionale che - secondo i sindacati - si sarebbero trasformati in uno strumento per "ripulire" i lavoratori dai diritti maturati e loro riconosciuti.

Un caso analogo e in fase di definizione sta riguardando una guardia giurata che per 10 anni ha prestato servizio all’ex Ansaldo Breda di Carini. Dopo tre cambi d’appalto il lavoratore è passato alle dipendenze della Global security international, che poi avrebbe deciso di passare la palla alla Security service. Quest’ultima però, come si legge nella vertenza avviata dal lavoratore alla Regione, “è nell’impossibilità di perfezionare il cambio d’appalto in quanto la gara che ha assegnato il servizio de quo è stata annullata”. Il servizio però, nelle more di definire la gara d’appalto, è stato nuovamente affidato per 6 mesi alla Security service, che ha annunciato l’intenzione di assumere il lavoratore con un contratto a tempo determinato e con condizioni diverse da quelle di partenza.

“Il sindacato Saves - si legge ancora nel verbale poi trasmesso al Prefetto - contesta le affermazioni della subentrante in merito alla mancata assunzione della guardia giurata alle condizioni previste dal Contratto colletivo nazionale del lavoro, in organico nell’appalto da quasi 10 anni. Considerando imprescindibile il mantenimento del livello occupazionale, dichiara che in mancanza di assunzione alle stesse condizioni economiche, normative e contrattuali in essere, promuoverà e sosterrà ogni azione sindacale e legale necessaria per la tutela del lavoratore, chiamando a responsabilità solidale e sociale anche l’ente committente”.

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